Morandi, passione nata nella metà degli Anni '70 alla RCA di Roma, dove la mia storia è cominciata.
Molti di noi lo conosceranno per la sua partecipazione all'edizione 2022 di “Tali E Quali”, il programma di Rai Uno condotto dal mitico Carlo Conti, dove dei cantanti sopraffini si cimentano nell'imitazione dei big della musica nostrana e internazionale. Lui è Gianfranco Lacchi, e in trasmissione si è particolarmente distinto per un'interpretazione a dir poco magistrale di un autentico “mostro sacro” della musica italiana, ovvero Gianni Morandi. Vediamo che cosa ci racconta Gianfranco in questa splendida chiacchierata a cuore aperto per noi di LF Magazine...
Gianfranco, a che età ha cominciato a cantare per la prima volta e quando ha sentito che è nata questa profonda passione?
"Ho cominciato a cantare per la prima volta all’età di quattro/cinque anni nelle balere romagnole dove mia madre e mio padre andavano a ballare essendo amanti del ballo."
Che genere musicale preferisce e ha studiato qualche strumento musicale in particolare?
"Come musica preferisco la leggera, che poi tanto leggera non è! Per intenderci, la musica dei vari Lucio Dalla, Francesco De Gregori, Antonello Venditti, Piero Ciampi, Paolo Conte, lo stesso Gianni Morandi e così via. Mi sono cimentato – anche se non con un grande successo – nell'imparare a suonare il piano e la chitarra che – ad oggi – sono miei ottimi complici."
Sappiamo che Gianni Morandi, un cantautore non scelto a caso, vista la vostra somiglianza – sul quale arriveremo a breve – ha studiato contrabbasso, le sarebbe piaciuto studiare il medesimo strumento?
"Devo dire che anche militando un po’ a suonare il basso non è tra gli strumenti che mi sono più congeniali."
Veniamo ora al cuore dell'intervista, molti di noi la conoscono per la sua partecipazione al seguitissimo “Tali E Quali,” condotto dal mitico Carlo Conti, dove ha interpretato in una maniera a dir poco magistrale Gianni Morandi. Ci racconti pure un po' a ruota libera come avviene la selezione in primis e, successivamente, il “trucco e parrucco” prima dell'esibizione del concorrente...
"Diciamo che prima si evidenzia insieme con gli autori quella che è poi la canzone che si va ad interpretare. Nel mio caso è stata davvero una scelta difficilissima, basta solo pensare che Morandi ha più di 600 canzoni! Poi si va a stabilire in che periodo interpretare, o meglio prendere l’età di Morandi da imitare, e noi abbiamo optato per un quasi attuale Morandi, e così si è pensato al vestito, poi le bravissime truccatrici hanno fatto il resto in maniera magistrale e con grande professionalità."
Visti i numerosissimi successi di Gianni, che cosa ha fatto ricadere la sua scelta sul meraviglioso brano “La Fisarmonica”, da interpretare in studio?
"In una prima esposizione si era pensato a “Banane Lampone”, ma poi visto anche i concorrenti che c’erano nella terza puntata, tutti veramente molto bravi e con canzoni azzeccatissime, ho pensato che – forse – quella canzone fosse un po’ debole. Allora ho pensato insieme agli autori del programma – vero motore della macchina di “Tali E Quali” – che era il caso di proporne un'altra che mettesse bene in evidenza la voce imitata e che fosse, nel contempo, un brano di grande successo. E in tale maniera – come si suol dire – “il gioco è fatto”. E il pezzo che è stato ritenuto il migliore in tale direzione è stato “La Fisarmonica”."
Un altro brano di Morandi che le sarebbe piaciuto cantare in trasmissione o che canta solitamente quando l'occasione lo consente?
"Come dicevamo prima, Morandi possiede tantissime canzoni degne di essere cantate e nello stesso tempo ricordate. Ma sicuramente se partecipassi ad un’altra trasmissione canterei “Uno Su 1000”."
Che cosa vuole augurare a tutti i giovani cantanti o musicisti che intendono seguire la strada della musica o intraprendere l'esperienza presso “Tali E Quali”?
"Di crederci e di non pensare mai che “Tali E Quali” sia un arrivo, bensì è una grande partenza, oltre che una bella esperienza da fare, se – ovviamente – ne ha le qualità."
E prima di salutarci, il Gianfranco di ieri, di oggi e di domani, come si vede al passato, come si vede oggi e dove si vede nel futuro più imminente?
"La domanda svela già la risposta, io mi vedo come quello di ieri come quello di oggi e come quello di domani! E poi sono assolutamente convinto che la fortuna serva molto, così come la costanza, l'onestà e l’attitudine a questo mestiere. Ma “il tutto” deve essere “condito” da uno studio continuo."


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