Fumi Kaneko e Vadim Muntagirov nel 'pas de deux' del cigno nero tratto dal III atto de "Il Lago dei Cigni".

Fumi Kaneko e Vadim Muntagirov nel 'pas de deux' del cigno nero tratto dal III atto de "Il Lago dei Cigni".

Daniele Cipriani è tornato alla grande con il gala internazionale di danza da lui curato: Les Étoiles, andato in scena il 30 e 31 Gennaio 2022 all’Auditorium Parco della Musica, Sala Santa Cecilia – Roma. Les Étoiles, è ritornato dopo un intervallo di due anni a causa della pandemia. E quale arte è più indicata della danza, ad esprimere con le sue piroette e i suoi salti, la gioia e la liberazione da uno dei periodi più bui dei nostri tempi?

Chi segue Les Étoiles sà sempre molto bene che potrà aspettarsi “virtuosismi in volo e sulle punte”, come recita l’ormai celebre motto del gala, eseguiti da alcune tra le stelle più in vista del momento e provenienti dai maggiori teatri del mondo.

Chi segue Les Étoiles sa anche che non si tratta del ‘solito’ gala di danza, ma che accanto ai celeberrimi passi a due tratti dal repertorio di tradizione, ci sono sempre anche brani di sofisticata modernità, firmati da coreografi sulla cresta dell’onda oggi.

Oltre a lavori di celebri coreografi del ‘900, ad esempio il Grand Pas Classique di Gsovsky, ci sono stati i tradizionali momenti di bravura che mandano in visibilio il pubblico, tratti dal repertorio dell’800, come Don Chisciotte, Il Corsaro, Esmeralda, nonché, immancabilmente, dal Lago dei Cigni, balletto per antonomasia, di cui i passi a due del Cigno Bianco e del Cigno Nero sono stati interpretati da Vadim Muntagirov e Fumi Kaneko, entrambi principal dancers del Royal Ballet di Londra, coreografia Marius Petipa.

Per l’occasione, “l’Ago dei cigni” è stato nientemeno che il celebre stilista Roberto Capucci che ha creato due straordinari tutù (i primi della sua pluripremiata carriera) per la ballerina giapponese Kaneko che ha interpretato i due cigni, oltre ai costumi del Principe Siegfried-Muntagirov. Icona dell’alta moda, Capucci si è avvicinato al mondo della danza proprio creando due ammiratissimi costumi per Les Étoiles 2020 (seguiti, sempre su istigazione di Daniele Cipriani, da una collezione di costumi immaginifici per Le Creature di Prometeo – Le Creature di Capucci al Festival di Spoleto 2020).

Il Cigno Nero e il Cigno Bianco hanno conferito a Les Étoiles anche un leitmotiv olfattivo. Daniele Cipriani: “Diaghilev aveva capito che l’incanto dei suoi balletti era dovuto a un’alchimia dei sensi che venivano sollecitati, non solo coreografia e musica, ma anche dalla bellezza delle scene e dei costumi. Il balletto, nel senso più alto, è tutte queste cose. Allora ho pensato: perché non aggiungere al profluvio dei sensi anche l’olfatto? Mi sono rivolto a Laura Bosetti Tonatto, “naso” (apprezzato anche dalla Regina Elisabetta d’Inghilterra) capace di trasformare suggestioni artistiche in fragranze capolavoro attraverso il più inusuale dei sensi, e le ho chiesto di creare il Profumo “Les Étoiles” per celebrare con ulteriore gioia il nostro ritorno alle scene.” Odette, candido “Cigno Bianco”, assieme alla dark Odile “Cigno Nero”, sono i due volti del temperamento umano, ed è proprio ai questi due volti che s’ispirano le due fragranze unisex delle cui note gli spettatori potranno godere, in contemporanea alla visione in palcoscenico di questi ammalianti passi a due, sollevando un’apposita linguetta nel programma di sala. Per gli spettatori, pertanto, un’inedita e totalizzante esperienza sensoriale. Una “prima” assoluta, in tutti i… sensi!

Dei tre balletti creati da Marius Petipa, con la musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij, "Il Lago dei cigni" è l’unico nato a partire dalla musica. Infatti, sebbene la notizia non sia del tutto accertata, sembra che l’idea iniziale sia appartenuta allo stesso Čajkovskij, che l’avrebbe elaborata nel 1868 durante un viaggio con il sovrintendente del Teatro Bol’šoi di Mosca, Vladimir Petrovič Begičev. In ogni caso, nel 1871 il compositore aveva già scritto parte della musica, creando un piccolo balletto intitolato "Il lago dei cigni", allo scopo di divertire i suoi nipoti mentre era in vacanza presso sua sorella. Quattro anni dopo Begičev ha deciso di mettere in scena un balletto in più atti nel teatro che dirigeva e ha commissionato a Čajkovskij la partitura, incaricandosi di scrivere lui stesso il libretto assieme al ballerino del Bol’šoi Vasilij Geltzer. La prima rappresentazione in assoluto del Lago dei cigni si è avuta dunque al Teatro Imperiale Bol’šoi di Mosca il 20 febbraio 1877 con la coreografia dell’austriaco Julius Wenzel Reisinger. Tuttavia, forse perché la coreografia era mal strutturata, o forse a causa della mediocrità degli interpreti, la produzione moscovita non ha avuto il successo sperato ed è stata ritirata dal cartellone quanto prima. Né sono riusciti a risollevarne le sorti i due tentativi successivi, curati dal coreografo belga Joseph Hansen nel 1880 e nel 1882.

Paola Sarto

Foto: Massimo Danza

Ufficio stampa: Simonetta Allder

 

 


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