LF ha incontrato il noto doppiatore - nonchè scrittore - in occasione dell'uscita del suo romanzo breve "Le Cronache del Lupo", storia fantasy, con una buona dose di azione, magia e qualche spruzzata di horror.
Un incontro elettrizzante, piacevole e, per certi versi, misterioso, quello che ho avuto con il giovane artista bolognese, Alessandro Zurla. Appassionato da sempre dell'arte a tutto tondo (la completezza artistica sta proprio nella ecletticità di esperienze), di mondi fantastici e dell'attività di attore-doppiatore.
Alessandro Zurla ha studiato recitazione presso l' Accademia 96 di Bologna ed ha esordito al microfono doppiando piccoli ruoli dal marcato accento bolognese per alcuni film del grande Pupi Avati.
Sono seguite varie esperienze sul palco in spettacoli e letture drammatizzate quali: “Lettera al mio giudice” di Simenon e “Orribile come l’amore” (dal romanzo “Fosca” di Tarchetti) per la regia di Margaret Collina, "Killer TV" per la regia di Michele Dessì, “Vita di un poeta” per la regia di Giulio Colli, “Farinelli”, “Il gioco assurdo” per la regia di Gianfranco Rimondi.
Dal 2007 vive a Milano dove prosegue la sua attività di doppiatore e dove, dal 2012 al 2016, approfondisce lo studio della recitazione con l’insegnante scozzese Michael Rodgers presso il MRAS Acting Studio, sotto la cui regia, partecipa agli spettacoli: “Due Blues” e “Ritratto di Madonna” di Tennessee Williams.
Attualmente presta la voce a personaggi di cartoni animati, film, telefilm, videogiochi e documentari. Scrive sul sito Hyperborea, dove, in un azzeccato connubio, racconta la sua passione per il fantasy e la storia con la musica heavy metal.
Ma arriviamo al perno principale di questa intervista: il primo e-book di Alessandro, “Le Cronache del lupo”, pubblicato da DelosDigital. Quì, il mistero, appunto, si infittisce! "Le Cronache del Lupo" è un romanzo breve che racchiude in sè vari ed avvincenti generi letterari, fantasy, azione, magia ed anche una buona dose di horror. Quindi ce n'è per tutti i gusti!
Lupo di Ferro è un Cercatore, recupera oggetti preziosi dietro compenso. Sempre a caccia di imprese che possano fruttargli qualcosa e sfide che mettano alla prova la sua abilità di guerriero, questa volta, insieme al suo compare Stigo, ha accettato un incarico che nasconde pericoli ben maggiori di quelli che i due sono disposti a correre. Dalle profondità della terra si risvegliano creature terribili mentre nobili degenerati sono disposti a tutto pur di non perdere il loro antico potere. Coinvolto da una donna misteriosa in una guerra più grande di lui, Lupo di Ferro si trova sul cammino forze che faranno di tutto per annientarlo!
Un romanzo dalle descrizioni dettagliate e curate nei minimi particolari, il lessico è ricco e la trama avvincente! In questo libro, Alessandro Zurla riesce a narrare in maniera abile e avvincente il corso degli eventi. La storia coinvolge il lettore, lo cattura e lo trasporta nelle pagine del libro. Ci si ritrova, senza accorgersene, a seguire le tracce, a correre, quasi, con Lupo di Ferro!
Alessandro, benvenuto su LF MAGAZINE! Intanto ci racconti di questo suo nuovo romanzo, "Le Cronache del Lupo"...
"Grazie a voi dell'invito! "Le Cronache del Lupo" rappresenta il mio debutto ufficiale: si tratta di un romanzo breve ed è pubblicato da Delos Digital in formato e-book. In realtà è la mia seconda opera, ho già un altro romanzo (ben più lungo) nel cassetto, ma non sempre nella vita si procede in ordine! A ogni modo è una storia fantasy, con una buona dose di azione, magia, qualche spruzzata di horror e dei personaggi che spero si rivelino azzeccati e convincenti."
Genere Sword&Sorcery ... cosa significa esattamente?
"Sostanzialmente è un sottogenere del fantasy. La definizione fu coniata da Fritz Lieber in riferimento ai racconti di Robert E. Howard, autore di Conan il barbaro. A differenza di quello che viene comunemente chiamato high fantasy (ad esempio "Il Signore degli Anelli"), lo Sword & Sorcery si caratterizza per protagonisti che sono degli antieroi (ladri, predoni, assassini, mercenari ecc.) e che non lottano per un bene superiore ma per il proprio tornaconto. Si potrebbe dire che, in generale, è un genere letterario più sporco e sanguigno rispetto ad altri filoni del fantastico, vicino alla letteratura pulp. Nello Sword & Sorcery inoltre la magia è vista come qualcosa di oscuro, che spesso ha a che fare con creature demoniache, e da cui la maggior parte della gente si tiene alla larga. A tutto ciò si unisce comunque una componente epica, densa di azione e drammaticità. Del resto già il nome dice tutto: spada e stregoneria."
Lupo di Ferro affronta varie imprese e sfide che mettono alla prova la sua abilità di guerriero ... Ha tratto spunto da qualche altro personaggio di fantasia?
"Diciamo che la scintilla iniziale, a livello di immaginario, me l'ha data il protagonista di un vecchio videogioco chiamato Deathtrap Dungeon, la cui storia era stata scritta dal mitico Ian Livingstone. Si trattava di un omone muscoloso dai capelli rossi che accettava la sfida di un malvagio barone, il quale aveva costruito un immenso sotterraneo pieno di mostri e trabocchetti, all'uscita del quale prometteva una lauta ricompensa. Quel protagonista abbozzato ha ispirato le prime scene, scritte per puro diletto, che ho realizzato per Lupo di Ferro; dopo di ché ho dato al mio personaggio un passato, una personalità specifica, dei compagni e ho creato un contesto più ampio e completamente diverso. Devo dire che è venuto fuori tutto in maniera piuttosto naturale."
In questa nostra quotidianità, fatta di battaglie piuttosto dure, soprattutto in questi anni di pandemia e con 'venti' di guerra, come reagirebbe Lupo di Ferro?
"Beh, non essendo un eroe, come detto, penserebbe innanzitutto a sé stesso. Poi alla fine, visto che nonostante faccia di tutto per nasconderlo, possiede un cuore d'oro, se si trovasse nella possibilità concreta di aiutare una persona debole, vittima di qualche tipo di prepotenza, interverrebbe a modo suo. Vale a dire menando le mani! Il problema è che i nemici di Lupo di Ferro si possono affrontare con la spada, mentre quelli che lui stesso teme di più (corruzione, inganni, giochi di potere) sono al di fuori della sua portata. Virus e mega corporazioni rimangono scogli per cui servono altre armi. Al limite lui si potrebbe occupare di qualche tiranno. E sarebbe già un bel risultato!"
Quali doti caratterizzano il personaggio?
"Prestanza fisica fuori dal comune, eccellenti abilità come combattente, sprezzo del pericolo e una grande passione per cibo e donne. A queste caratteristiche si aggiungono un carattere scontroso e un cinico disincanto, controbilanciati da una profonda compassione nei confronti degli indifesi."
Attore-doppiatore professionista, lei, oltre ad aver lavorato con Pupi Avati, ha prestato la voce a innumerevoli personaggi principali di cartoni animati, film, telefilm e videogiochi, tra cui: Dragonball Super, Code Geass, Tredici, The Preacher, Sir, Alan Wake, The Last of Us 2... che esperienze sono state per lei?
"Dal momento che si tratta del lavoro che ho sempre voluto fare, sin da bambino, spero di non suonare retorico se dico che tutte le esperienze citate mi hanno lasciato qualcosa. Se devo dire i personaggi cui sono più affezionato, di certo non posso non citare lo scrittore Alan Wake, protagonista dell'omonimo videogioco nonché uno dei primi ruoli principali che mi siano stati affidati, e il cattivo Shin Hyuga, l'antagonista di Code Geass (un personaggio con alcune scene memorabili). Ma ce ne sarebbero tanti altri che mi hanno emozionato e al tempo stesso sfidato."
C'è uno tra questi personaggi che le è rimasto più arduo da doppiare?
"Beh, a proposito di sfida posso sicuramente dire che Owen di Last of Us 2 è stato impegnativo, data la sua complessità e la qualità della recitazione originale. Ma l'esperienza di doppiaggio più difficile e intensa che abbia mai sperimentato l'ho vissuta poco tempo fa, quando ho prestato la voce al bravissimo attore protagonista di un film svizzero presentato al 70° festival di Berlino. Un film drammatico basato sulla storia di un attore di teatro cui viene diagnosticata la leucemia allo stadio terminale."
Come ha iniziato a fare doppiaggio?
"Prima studiando recitazione a Bologna, poi facendo una lunga gavetta: assistendo ai turni dei professionisti, recitando dal vivo, frequentando un corso di doppiaggio con il doppiatore Tony Fuochi (purtroppo recentemente venuto a mancare), facendo provini ecc... Ho ripreso a studiare teatro in un secondo tempo con l'insegnate Michael Rodgers e tuttora porto avanti altri progetti parallelamente alla mia attività davanti al microfono."
E a scrivere?
"È per l'appunto una delle mie altre attività. Anche in questo caso scrivo da quando sono piccolo, ma solo negli ultimi anni mi ci sono dedicato con maggior metodo e costanza. A partire dall'anno scorso ho iniziato a collaborare con un sito che si occupa di fantasy e Sword & Sorcery a 360 gradi, dove scrivo articoli che spesso coniugano il fantasy con il mondo della musica heavy metal o con la storia. Mi sono infine timidamente buttato nel mondo dell'editoria proponendo i miei romanzi e ho anche creato un mio sito dove, tra le altre cose, pubblico alcuni miei racconti: www.alessandrozurla.com "
C'è un personaggio che vorrebbe doppiare in modo particolare?
"Una volta avrei avuto diversi nomi da proporre, ma con l'esperienza ho scoperto che le cose più belle spesso sono quelle che meno ti aspetti. Inoltre, a volte, i personaggi che preferiresti doppiare non sono quelli più adatti a te. Perciò direi che, se proprio devo tirare fuori un nome al di là della reale fattibilità o sensatezza della cosa, se mai facessero una adattamento della saga di Elric di Melniboné non mi dispiacerebbe affatto doppiare il malinconico e fatidico imperatore."
Quali sono le differenze tra il nostro doppiaggio e quello straniero?
"Non conosco bene il mondo del doppiaggio estero, pertanto mi è difficile fare dei raffronti. Posso dire che, per quanto riguarda i cartoni animati, i doppiaggi che ho sentito in americano di alcuni anime giapponesi sono molto distanti dal nostro gusto e, mi permetto di dire, dalla nostra qualità. Viceversa trovo molto stimolanti le produzioni in cui il procedimento è rovesciato: vale a dire quando sono gli animatori a creare le animazioni sulla base dell'interpretazione degli attori. Quella è un'esperienza che mi piacerebbe molto fare, avere una maggiore libertà creativa nel delineare le caratteristiche del personaggio e nel recitarlo."
È più facile oggi presentare la propria proposta artistica grazie alle nuove tecnologie o è paradossalmente più difficile venire notati nella miriade di proposte presenti sul mercato?
"Ahahah! Questa domanda mi è famigliare; lo chiesi anch'io alcuni mesi fa a Dario Beretta, chitarrista e fondatore del gruppo metal Drakkar, quando lo intervistai per hyperborea. La mia risposta è simile alla sua: è sicuramente più facile riuscire a portare a compimento un'opera e proporla al pubblico, anche puntando unicamente sui propri mezzi. Di contro, moltiplicandosi smisuratamente le proposte sul mercato, bisogna trovare il modo di promuoversi in modo efficace per farsi notare almeno un pochino e, al tempo stesso, accettare il fatto che i riflettori rimangano fermi su di te solo per pochissimo tempo. Certo, questo, ammesso che a uno importi avere un certo tipo di riscontri; si può anche creare qualcosa solo per il gusto di farlo, per una propria necessità personale e senza necessariamente pretendere che da questo ne derivi chissà che."
Lei che genere di libri ama leggere?
"Un po' di tutto: fantasy (si era capito?), horror, fantascienza, saggistica storica o di altro genere, classici, fumetti, romanzi d'autore, testi teatrali... Adoro Alessandro Bergonzoni."
Progetti futuri?
"Mi piacerebbe molto pubblicare l'altro mio romanzo, al momento in attesa. Al momento sto lavorando alla seconda storia ambientata nel mondo di Lupo di Ferro, anche se sarà una cosa molto diversa. Nel frattempo continuo a partecipare al progetto teatrale musicale Dantemotivo, insieme al musicista Michele Bacci."
Concludendo?
"Ringrazio voi dell'intervista e quanti saranno arrivati a leggere fin quì! Continuate a leggere, a creare con le vostre mani e con la vostra fantasia, e ad allenare la vostra compassione."


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