Come in ogni edizione di Les Étoiles - a cura di Daniele Cipriani - anche questa volta c’è stata un’étoile a sorpresa, una “carta” misteriosa che viene scoperta solo all’ultimo.
Il balletto Don Chisciotte si basa sul famoso romanzo di Miguel de Cervantes dal titolo El ingenioso hidalgo don Quijote de la Mancha. Anche se esistono molti adattamenti del lavoro, la versione più celebre e acclamata è quella del coreografo Marius Petipa sulla musica di Aloisius Ludwig Minkus, rappresentato per la prima volta il 14 Dicembre 1869 dal Balletto del Teatro Bol'šoj di Mosca.
L'opera è divisa in tre atti. Un breve prologo di mimica è seguito da un episodio chiamato "Una piazza a Barcellona" in cui la coreografia classica imita lo stile spagnolo con una serie di frizzanti danze di carattere.
Il secondo episodio, "L'accampamento zingaro" presenta un forte contrasto: qui la pantomima e le danze di carattere regnano sovrane.
Il terzo episodio, chiamato "Il sogno", è puramente classico con esclusivamente ballerine.
Questo è seguito da "Una taverna a Siviglia", ancora pieno di danze di carattere e di mimo.
La celebrazione finale del matrimonio è un lungo grand pas de deux con i personaggi principali.
Les Étoiles è ormai un formula ben rodata, fiore all’occhiello della ‘maison’ Daniele Cipriani Entertainment che, per la gioia dei ballettofili, viene proposta con cast e programmi in parte diversi, ma sempre altrettanto entusiasmanti, anche all’estero.
Il cast di Les Étoiles, del resto, "è una scintillante cascata di stelle". Daniele Cipriani, infatti, attinge dal firmamento della danza solo le sue étoile più brillanti, i più grandi nomi del balletto classico, ballerini dalle personalità splendenti e dalla tecnica sfavillante, in un ricco programma di grande danza che mette in risalto la bravura e il carisma di ciascuno di questi grandi artisti.
Tra i leitmotif de Les Étoiles c’è, come sempre, la sua internazionalità, non solo le diverse nazionalità dei ballerini e dei teatri di provenienza, ma anche quelle dei compositori e dei coreografi.
Paola Sarto
Foto: Massimo Danza


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