Dò molto valore ai rapporti umani, il lato privato è per me essenziale.
Allenatore professionista, ex calciatore, imprenditore digitale e scrittore. Luca Diddi è un uomo che ama darsi da fare e sentirsi vivo e attivo. Tant'è che ha fondato, come ci ha lui stesso raccontato in questa piacevole chiacchierata, di aver fondato la sua società di comunicazione e di marketing proprio nel pieno lockdown.
Allenatore, ex calciatore e imprenditore, e cos'altro sei Luca?
"Allenatore professionista, ex calciatore ma anche imprenditore digitale avendo fondato, in pieno lockdown, una società di comunicazione e marketing di nome We Rise. Sono inoltre autore di due libri: “Il Calcio che Vorrei” e “3-4-3: l’Evoluzione di un carattere verticale”, quest’ultimo disponibile su You Coach. Due grandi soddisfazioni che si vanno ad unire alle varie attività. Sì, posso dirmi soddisfatto delle cose portate a termine."
Come riesci a fare bene tutto e a trovare il tempo per la famiglia e il tuo privato?
"Non è senza dubbio facile, avendo molti lavori ed impegni, si devono necessariamente fare delle scelte, è fondamentale organizzarsi per non trascurare nulla. Dò molto valore ai rapporti umani, il lato privato è per me essenziale e l’ho capito ancora di più nel periodo della pandemia."
Hai anche dato alle stampe dei libri, ce ne vuoi parlare? Dove possiamo trovarli?
"Sì, come dicevo prima, sono autore di due libri: “Il Calcio che Vorrei” e “3-4-3: l’Evoluzione di un carattere verticale” disponibile su You Coach. Il primo, disponibile in tutte le librerie Mondadori e Feltrinelli, racconta un po’ tutto il calcio che ho vissuto, dai sogni dell’infanzia, arrivando poi ai tanti cambiamenti, che ci hanno portato al giorno d’oggi, dando però grande risalto alle costanti del tempo: la passione, il rispetto e il valore dello spogliatoio. Il secondo è invece più tecnico, descrive la mia metodologia d’allenamento ed è possibile trovarlo sulla piattaforma online della Federazione, You Coach."
Quando ami dedicarti alla scrittura e con quali parole descriveresti il tuo rapporto con esso?
"Diciamo che mi sono approcciato molto con la scrittura in tempi di lockdown. Volevo mettere su carta i tanti pensieri che avevo, utilizzando una penna come intermediario, descrivendo tutto quello che è stato il mio vissuto attraverso emozioni e idee, anche forse per lasciare un segno mio personale."
So che tu ami anche consigliare, a chi ti segue, dei testi da leggere, con quali criterio li scegli?
"Adoro leggere storie che ripercorrono una vita attraverso aneddoti e pensieri. A livello di sport, ce ne sono tanti, personalmente sceglierei di incentrarci su racconti autobiografici, come ad esempio quelli di Carlo Ancelotti ed Arrigo Sacchi. Mi piace nel mio piccolo immedesimarmi in loro, maestri nella gestione dei gruppi, imparare trucchi e segreti, annotare idee e mentalità per arrivare a comprendere in che modo sono arrivati a vincere così tanto."
Tu che genere di lettore sei?
"Come ho detto poc’anzi, mi piace molto leggere, scoprire e immedesimarmi. Cerco di diventare parte integrante del libro che sto leggendo, riuscendo così a rilassarmi e godermi il momento."
Come si può - per così dire - trovare il coraggio di passare dalla teoria alla pratica?
"Penso sia una questione di personalità, voglia di emergere e fame di farlo. È un discorso diverso anche per quanto riguarda il ruolo. Da calciatore puoi interpretare, mentre da allenatore devi essere bravo a esprimere un’idea e trasmettere i tuoi valori alla squadra."
Quanto coraggio ci vuole? E cos'altro serve?
"Tanto, tantissimo. Penso sia importante anche essere umili e partire dal basso. Io, prima di arrivare dove sono attualmente, ho iniziato semplicemente raccogliendo palloni e disponendo cinesini. In questo mestiere ci vuole pazienza, ma ciò che davvero non deve mai mancare è la passione, senza la quale non si arriva da nessuna parte."
Luca oggi, ieri e domani... Come è oggi, come è stato e come sarà...
"Luca oggi ha esperienza, sa quello che vuole ed è consapevole che gli errori fatti in passato gli sono serviti per crescere. Il Luca di ieri era molto più istintivo, voleva realizzare i propri sogni e poi ci è riuscito, e questa per me è la soddisfazione più grande. Quello di domani è invece un Luca diverso che darà più importanza ai valori umani e al privato."


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