Abbiamo incontrato il regista Marco Pollini che ci ha parlato del suo nuovo film "La grande guerra del Salento", al cinema dal 5 Maggio. Il film è prodotto da Ahora! Film con il sostegno dell'Apulia Film Commission film fund ed è tratto dall’omonimo romanzo storico di Bruno Contini.
Marco Pollini, nato a Verona il 22 Novembre 1973, è regista cinematografico e sceneggiatore. Ha debuttato nel 2013 con il documentario 'La Playa', due anni dopo ha esordito sul grande schermo con 'Le badanti', il suo primo lungometraggio prodotto dalla Ahora! Film (2015). Successivamente, nel 2017, ha scritto e diretto 'Moda Mia'. Nel 2019 ha diretto 'Pop Black Posta', un thriller - black comedy sui generis di cui è protagonista la vincitrice del David di Donatello Antonia Truppo. Il film è ambientato in un luogo piuttosto inusuale: un ufficio postale. L’ufficio postale è diventato, infatti, negli ultimi anni, un luogo stravagante, caratterizzato nell’immaginario collettivo da un servizio poco accurato, da lungaggini burocratiche, file interminabili, macchinari obsoleti, personale frustrato e, non ultimo, a rischio di rapine.
Ma, nel caso specifico, LF ha incontrato Marco Pollini per parlarci del suo nuovo film "La grande guerra del Salento", al cinema dal 5 Maggio. Il film è prodotto da Ahora! Film con il sostegno dell'Apulia Film Commission film fund ed è tratto dall’omonimo romanzo storico di Bruno Contini.
Il film vede nel cast Marco Leonardi, Paolo De Vita, Pino Ammendola, Uccio De Santis, Valerio Tambone, Lucrezia Scamarcio, Riccardo Lanzarone, Martina Difonte, Fabius De Vivo, Rossana Cannone, Michele Vigilante, Loretta Micheloni, Stefania Ciccarelli, Giuseppe Ninno (Mandrake), Fabrizio Saccomanno, Andrea Scardigno, Serena D'Amato e Luca Pastore.
Nel film si narra una vicenda realmente accaduta, risalente al secondo dopoguerra, quando la storia si leccava ancora le ferite di due guerre mondiali, in Salento se ne scatenava un'altra, che aveva per eserciti gli abitanti di due paesini, Supersano e Ruffano. A farla scoppiare, desideri di potere, deliri di onnipotenza, follia e ... una partita di pallone.
La rivalità tra le squadre di calcio del Supersano e del Ruffano fa da contorno alla rivalità tra due uomini. Ernesto, imprenditore agricolo e presidente della squadra di calcio di Supersano, e Alfredo, generale in pensione del regime fascista e presidente del Ruffano Calcio.
Sullo sfondo, l'amore tra Giulio e Agnese e l'amicizia che li unisce ad un'altra coppia di giovani, Giovanna e Antonio. Quest’ultimo fu il primo tifoso nella storia d’Italia a perdere la vita per una partita di pallone.
"La grande guerra del Salento" è un film di lacrime, sudore, sangue ma anche di amore e passione. Si racconta un mondo sconosciuto, il dopoguerra nel basso Salento. Una storia vera che pochi conoscono. Si narrano le origini del tifo, la passione per il calcio, l'amore per il proprio paese, la rivalità e il desiderio di vendetta e di rivalsa verso gli "amici" del paese vicino.
Marco Pollini ha saputo mettere insieme un cast di attori particolarmente affiatati e appassionati, oltre che bravi naturalmente, che hanno dato il massimo, rendendo questo un grande film.
Lascio la parola al regista Pollini che ci ha raccontato del film e di tutta la sua variegata carriera in occasione dell'anteprima stampa de "La grande guerra del Salento"...
Marco, benvenuto su LF MAGAZINE! Ci racconti di questo film "La grande guerra del Salento"… ?
"Una serie di coincidenze mi hanno portato in Salento, mi sono appassionato a questa storia vera che racconta delle rivalità tra i paesi di Ruffano e Supersano nel secondo dopoguerra, condito con amore, battaglie calcistiche, il tarantismo, il mal d’amore e paesaggi unici. "
La storia in fondo si ripete, si parla di tragedia, violenza, rivalità.... una importante documentazione per non dimenticare... ma anche, data l'attualità del momento che stiamo vivendo, che l'umanità non ha imparato nulla dagli errori del passato.
"Esattamente, … l’uomo continua a ripetere gli stessi errori, ma nel film c’è anche tanta speranza, poesia e bellezza."
Come si può prevenire la violenza nello sport?
"Con gli esempi. Gli adulti devono smettere di incitare in modo violento i ragazzi che giocano, si sentono spesso sui campi di calcio, incitamenti violenti che nulla hanno a che vedere con il gioco e il FairPlay."
Non pensa che la consapevolezza che lo sport è “un gioco” e che allo stesso tempo “non è solo un gioco”, possa aiutare a riscoprire i valori della condivisione e della socialità?
"Assolutamente sì."
Nel film, però, si parla anche di amicizia e di amore….
"Sì, ci sono delle bellissime storie d’amore e di amicizia, accompagnate da musiche orchestrali di Marco Werba e tradizionali di Gaudenzio Contestabile, Ermanno Corrado e Officina Zoè."
Con quale criterio ha scelto gli attori del film?
"Li ho scelti dalla PRODUCTION GUIDE dell’ Apulia Film Commission, una Film Commission veramente all’avanguardia rispetto ad altre parti d’ Italia. Li ho scelti per le loro facce interessanti che mi ricordavano i volti del passato, ho scelto molti attori emergenti per dare loro delle opportunità."
Cosa vorrebbe che emergesse maggiormente da questo film ?
"La poesia, il Salento, la Puglia. Terra bellissima e, come per i paesi dove abbiamo girato noi, Supersano e Ruffano, inesplorata."
Quant' è difficile fare film oggi? E quanto girare questo?
"E’ un impegno enorme, specialmente per noi indipendenti."
Lei che tipo di 'spettatore' è ... quali film ama particolarmente?
"Amo il cinema spagnolo e latino americano, ma strizzo l’occhio in generale al cinema d’essai di tutto il mondo, che abbia però un centro ritmo e commerciabilità."
Che esperienza è stata questa de "La grande guerra del Salento" per lei?
"Un’ esperienza che mi porterò sempre nel cuore, che mi ha fatto faticare ma che mi ha fatto conoscere persone splendide."
Lei ha scritto anche un libro, L'oratore, ce ne parla?
"E’ una storia unica, di riscatto, in una Napoli romantica dove un ragazzo di 20 si inventa un mestiere, l’Oratore per funerali e si scopre grande comunicatore."
E' più complicato scrivere libri o soggetti per film?
"Soggetti e soprattutto sceneggiature. Sono testi tecnici molto complessi, in cui tutto deve essere ponderato e misurato."
Lei iniziò a lavorare con una casa discografica... come è avvenuto il passaggio al grande schermo?
"Ho sempre avuto la passione per il cinema, passavo le Domeniche a vedere film nella chiesa parrocchiale. Con la crisi del disco nel 2012, ho deciso che era venuto il momento di cambiare."
Ci vuole più coraggio o incoscienza nel far uscire un film in un periodo di post pandemia?
"Coraggio, ci vuole un enorme coraggio. Invito veramente tutti a tornare al Cinema. E’ un luogo unico e bellissimo che fa sognare ed emozionare."
Progetti futuri?
"Un nuovo film tra Puglia e Spagna e Argentina e poi al lavoro su L’Oratore."
Concludendo?
"E’ venuto il momento di tornare al Cinema, anche d’estate."


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