Nell’opera “Educarsi alla disabilità” di Rosario Rito si espone una sentita riflessione sul tema della disabilità e sulle relazioni disequilibrate che si vanno a creare tra gli esseri umani, a causa di pregiudizi radicati che ormai, nel 2022, andrebbero necessariamente smantellati.
Gli stessi concetti di diversità e di normalità lasciano il tempo che trovano; come afferma l’autore, l’Essere, cioè la natura più intima, è uguale per tutti noi: alla fine, infatti, ogni persona nel mondo ricerca l’amore e l’accettazione - «Non è solo il disabile a essere diverso; chiunque è solo, o anche semplicemente disadattato, è infelice e si sente diverso anche più del disabile. Il vero aiuto a qualsiasi uomo può venire solo da chi riesce ad amarlo realmente, a comunicare con il suo cuore e a farlo sentire persona, individuo simile all’altro».
Con un linguaggio diretto e senza fronzoli, Rosario Rito propone vere e proprie perle di saggezza, che provengono da una persona che ha vissuto sulla sua pelle i preconcetti verso i disabili: egli è affetto da paresi spastica, per complicazioni con il forcipe avvenute durante il parto, ma ciò non gli ha impedito di raggiungere i suoi obiettivi, come quello di diventare scrittore.
Un argomento importante nel suo saggio riguarda la genitorialità: la nascita di un bambino disabile comporta diversi problemi emotivi nel genitore, che a volte non riesce ad accettare la supposta diversità della sua creatura; in questo modo, però, il disabile, sentendosi emarginato da coloro che dovrebbero amarlo incondizionatamente, si auto colpevolizza o colpevolizza gli altri della propria condizione, creando un danno irreparabile nella sua psiche. È importante invece che nell’ambiente famigliare si cresca il figlio disabile come uomo fra gli uomini, senza isolarlo, permettendogli di condividere la sua sensibilità e le sue qualità con il mondo - «Se, dunque, ognuno di noi si rendesse conto che siamo nati tutti allo stesso modo, con gli stessi sentimenti e la stessa passione di vivere, certamente diventeremmo anche consapevoli che nulla di strano esiste nel vedere una carrozzina, che nulla di strano c’è nel porgere la mano a un cieco e che non è meraviglia se il cuore tenero di una madre, tramite la sua totale umiltà e semplicità, tenta e cerca con tutte le sue forze la socializzazione nel mondo umano del e per il proprio figlio disabile, non perché egli sia il simbolo di qualche immagine, ma unicamente perché è una semplice persona che come tutte le altre necessita del proprio simile».
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Genere: Saggio/Società
Pagine: 111
Prezzo: 9,99 €


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