LF ha incontrato il compositore di musiche da film, in occasione della presentazione del film "La grande guerra del Salento" di Marco Pollini (già intervistato qualche settimana fa), per farci raccontare i suoi eclettici percorsi artistici.
La Musica è la componente fondamentale delle nostre vite! Personalmente, non potrei vivere senza! La musica è armonia, poesia, sentimento, nostalgia, bellezza, gioia... è TUTTO! I miei ricordi più belli sono sempre legati ad un brano o anche ad una colonna sonora...
I film esprimono i vari momenti salienti, o di suspense, grazie a delle note che rendono tutto più 'completo', rifinito e perfetto! Molte persone magari si 'accorgono' solo in un secondo tempo di quanto la musica sia importante per esprimere le vicende narrate... io devo confessare invece, che sin da giovanissima, ho sempre dato grande rilievo a ciò che 'sentivo' musicalmente parlando... E' vero che talvolta i silenzi possono dare ancora più brividi della musica, ma volete mettere una colonna sonora ben congeniata, studiata fin nei minimi dettagli che va a fondersi con la trama di un film!?!
Con questa bella intervista di oggi si parla proprio di orchestre e musica da film, in particolare thriller e film in costume d'epoca. Infatti ho incontrato un Maestro dell'arte musicale da film, in particolare un compositore di colonne sonore: Marco Werba. Un'intervista che mi ha entusiasmata e coinvolta per l'ecletticità e la professionalità del personaggio, ed anche per vari segreti del mestiere che il Maestro Werba mi ha svelato.
Marco Werba è nato a Madrid (Spagna) nel 1963. Ha compiuto gli studi umanistici e musicali in Italia (pianoforte con Ignes Salvucci, Armonia principale con Claudio Perugini) e all’estero (corsi di composizione, orchestrazione e musica per film al “Mannes College of Music” di New York (USA), e corsi di direzione d’orchestra sotto la guida di Jean Jacques Werner presso l’Academie de Musique de Guerande Francia).
Si è diplomato in Composizione corale e direzione di Coro sotto la guida di Colomba Capriglione presso il Conservatorio L.Refice di Frosinone. Nel 1989 Marco Werba ha vinto il premio “COLONNA SONORA” (Opera Prima) dell’Ente dello Spettacolo per le musiche del film “Zoo” di Cristina Comencini.
Il M° Werba ha fatto parte della Giuria di premiazione della Mostra Internazionale del Cinema d’autore di Sanremo e del Festival dello Stretto di Messina. Nel 2002 ha creato, insieme alla Scuola superiore di musica “Musicarte”, il primo Concorso Internazionale di musiche per film (Premio Mario Nascimbene) ed ha fatto parte della Giuria insieme a Nicola Piovani, Carlo Rustichelli, Renzo Rossellini ed Ermanno Comuzio. E’ stato corrispondente estero della rivista belga “Soundtrack”, dedicata alle colonne sonore e il creatore dello stage Internazionale “Musiche per immagini”.
Ha collaborato con i cori dell’Accademia Filarmonica Romana e della Cappella Giulia in Vaticano diretti da Mons. Pablo Colino, partecipando ad eventi commemorativi alla presenza del Capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi e del Premio Nobel Mikhail Gorbaciov.
La sua composizione “Canto al Vangelo” è stata eseguita alla presenza di Papa Giovanni Paolo II. Il M° Marco Werba è autore di svariate composizioni sinfoniche e da camera come la “Cantata per i Sopravvissuti”, il “Misterium”, il “Concerto per chitarra e orchestra d’archi”, “La Sinfonia del deserto”, l’ “Adagio per le vittime di Auschwitz”, la “Messa Solenne in La maggiore”, il “Tango sinfonico”. Tra gli altri lavori per il cinema sono da menzionare “Amore e Libertà, Masaniello”, di Angelo Antonucci con Franco Nero e Anna Galiena, “Anita” di Aurelio Grimaldi, con Maurizio Aiello e Milena Toscano, “The infliction” di Matthan Harris ,“Calibro 10, Decalogo criminale” con Franco Nero e “Giallo” di Dario Argento con Adrien Brody, Emmanuelle Seigner ed Elsa Pataky.
Nel 2011 Marco Werba ha vinto il Globo d’Oro per la colonna sonora di “Native” di John Real. Ha scritto le musiche dei film 'Seguimi' di Claudio Sestieri, 'Pop Black Posta' di Marco Pollini e 'L'estate senza ritorno' del regista albanese Besnik Bisha.
E' inoltre autore del volume 'La musica nel cinema thriller' (Edizioni Falsopiano) che rappresenta il ruolo più importante, in quanto è l'unico libro in Italia scritto da un compositore e non da un critico su questo argomento.
Ma ora preferisco lasciare la parola al Maestro Werba che di cose da dire ne ha tante...
Com’è iniziata la sua carriera, anche se so che lei nasce da una famiglia di artisti…
“In realtà, quando avevo tra i 14 ed i 15 anni, volevo fare il regista. Difatti il mio primo amore è stato il cinema e non la musica, a differenza della maggior parte dei compositori che scrivono musiche per film, come ad esempio, Ennio Morricone, che ha studiato musica classica al Petrassi, ha fatto arrangiamenti a cantanti famosi, e al cinema ci è arrivato per caso. Io invece, sapevo già che volevo fare questo, il cinema era il mio primo obiettivo. Quindi realizzai tre cortometraggi amatoriali in Super 8. Un giorno andai al cinema con mio padre, che era giornalista per Variety, un giornale di spettacolo, a vedere un film di fantascienza, “Logan’s run” - "La fuga di Logan" del 1976, con Michael York e Jenny Agutter che parla di un futuro non così improbabile, in cui dei sopravvissuti ad una esplosione nucleare nella città di Washington, vivono dentro una città con una cupola che li protegge dall’esterno… Io rimasi così colpito da questo film, che me lo andai a vedere una seconda ed una terza volta…. Il pubblico di solito assorbe la musica a livello inconscio, perchè la mente è distratta dalle immagini, non scindono… La seconda volta, quando già conoscevo la trama del film, la mente cominciava ad aprirsi a nuovi elementi, e mi resi conto che aveva una musica straordinaria, composta da Jerry Goldsmith, che funzionava a meraviglia con la trama del film…. Da lì, iniziai a comprare LP di colonne sonore … quando ho studiato musica, un po’ da autodidatta e poi al conservatorio di Frosinone, mi sono diplomato in composizione corale e direzione di coro, e poi sono andato per un po' in America… Quando ho iniziato con la musica da film, il mio primo obiettivo era quello di rispettare le immagini e il suono del film! A volte consiglio ai registi di mettere meno musica, cercando di bilanciarla al meglio… “
Il suo primo film, se non sbaglio, è stato “Zoo” di Cristina Comencini… che esperienza è stata?
“Molto bella! Lei è stata la prima persona a darmi fiducia… Avevo 25 anni e mandai a tre differenti registi, “Atomica, i sopravvissuti”, un brano per archi ... e lei fu l’unica che mi rispose… le piacque, perché voleva mettere molta musica classica ed un mio tema, ma poi si invertì tutto, con più temi e meno musica classica. Fu una bella collaborazione ma poi, purtroppo, avemmo una discussione – può succedere – io le sarò sempre grato per avermi dato questa prima opportunità. E’ una donna molto intelligente con una grande cultura per la musica classica. Sono molto affezionato a quel film che è molto poetico e in cui, tra l’altro, c’era anche Asia Argento, allora quattordicenne, in un ruolo da protagonista. Questo film mi ha portato il primo Premio che ho vinto, il Premio Colonna Sonora dell’Ente dello Spettacolo, quindi, molto importante.”
E poi 10 anni fa la collaborazione con Dario Argento…
“Sì, esattamente! Un colpo di fortuna…! Io sono solito propormi sempre, una delle produzioni a cui mi proposi all’epoca era la Hannibal Pictures di Los Angeles, che è una società che promuove molti film d’azione e thriller ... mi presentai per un altro film di Wesley Snipes che non venne mai fatto... Quando videro che scrivevo dall’Italia, subito mostrarono interesse per me… Dario Argento tra l’altro mi conosceva, perché sul set di “Zoo” veniva a prendere la figlia Asia, e venne anche ad una festa a casa di mia mamma con altre persone del cinema ... così la produzione mi fissò un appuntamento telefonico attraverso il quale Dario mi invitò a casa sua per vedere il film insieme. Lui aveva già inserito alcuni brani musicali di genere elettronico, ma il film era molto più neoclassico, tra Hitchkock e De Palma, e secondo me la musica non ci stava bene, ci vedevo altro e lui mi dette ragione! Quindi cominciai a lavorare sui brani, scena dopo scena, e lui mi dette molta fiducia… dopo la terza volta che sentì i brani, mi disse che si fidava di me e non c'era più bisogno che ci vedessimo fino al giorno in cui saremmo andati insieme a Sofia per registrare tutto. Lavorai 9 ore al giorno per tre settimane… Dario rimase molto contento! Purtroppo il film non andò benissimo!”
Da lì in poi si è specializzato nelle colonne sonore dei thriller?
“In effetti sì. E’ un vero e proprio genere musicale… io sono sempre stato appassionato di thriller e film di fantascienza. Da ragazzo andavo al Planetario a vederli, anche quelli in bianco e nero. Poi c’è da dire una cosa: i film di genere, offrono forse anche più spunti al compositore, rispetto ai film realistici, perché è la musica che rende verosimili alcune situazioni. Quindi la musica ha un valore in più… Come diceva il mio amico Pino Donaggio: "la musica prima rilassa lo spettatore poi lo colpisce a sorpresa, poi lo rilassa di nuovo." E’ vero anche che in un film thriller i silenzi possono fare più paura della musica. Il silenzio è molto importante, sotto vari punti di vista. Immaginiamo una scena in cui una donna è sola dentro casa e sa che l’assassino è nascosto da qualche parte, aspettando che lei esca allo scoperto. Quel silenzio durante l’attesa diventa “insostenibile”. Il silenzio inteso come pausa musicale è anche molto importante. In “Giallo” di Argento mi sono ispirato ad un episodio del tenente Colombo, che parlava proprio di un compositore di musica applicata specializzato nei film horror. Nella prima scena si vede il compositore che sta dirigendo l’orchestra in studio, mentre sullo schermo si vede un assassino che sta per colpire una vittima con un coltello. C’è un crescendo orchestrale progressivo, poi nel momento in cui sta per colpire la preda, la musica si ferma per tre secondi. Quando il coltello colpisce effettivamente la vittima, la musica “esplode” con un FF orchestrale. Questa soluzione mi è sembrata molto efficace e l’ho applicata ad un paio di scene del film.
In un altro film dal titolo “Calibro 10”, con Franco Nero, c’era una lunga sequenza di 20 minuti in cui Franco Nero recitava la parte di un boss della Mafia, volevano una musica che creasse tensione sotto i dialoghi, ma non volevo tenerla per 20 minuti di seguito. Ho quindi inserito delle pause tra un accordo e un altro, tra una nota acuta dei violini ed una nota bassa dei violoncelli, andando a creare un commento musicale “frammentato”, che non disturbasse i dialoghi. Il silenzio è quindi molto importante e può essere parte integrante della struttura musicale di una colonna sonora. Ho scritto anche un libro su questo argomento… E poi amo molto anche i film in costume però… per questo ho fatto volentieri film come “La grande guerra del Salento” di Marco Pollini, “Anita, una vita per Garibaldi” di Aurelio Grimaldi, “Amore, libertà, Masaniello” di Angelo Antonucci… “
Al momento a cosa sta lavorando?
“Ad un nuovo film, non in costume, e ad uno su Mameli, questo in costume, un personaggio sul quale credo non sia mai stato fatto un film.”
Lei tiene anche una master class sui film storici…
“Sì, infatti, mi sono inventato questa master class che spero vada bene… occorrerà capire quanti iscritti ci saranno… perché su questo argomento non ce n'è mai stata una, argomento che trovo importante invece, perché ci sono diversi modi per approcciare i film in costume, ossia rispettare lo stile musicale del periodo storico o non rispettandolo… Ad esempio, nelle musiche di scena si deve rispettare la musica del tempo, mentre quella di commento, può anche essere libera.”
Il film “La grande guerra del Salento" com’è stato invece?
“E’ un film che a me è piaciuto molto, lì il periodo storico non è stato rispettato, perché parliamo di un periodo piuttosto recente, subito dopo la seconda guerra mondiale. La cosa interessante è che io ho lavorato sulla musica di commento più tradizionale orchestrale, mentre gli altri musicisti che erano coinvolti, hanno scritto o hanno prestato dei brani tipici del Salento, e un cantautore salentino, ha scritto una canzone in coda che non è tipica di quei luoghi ma sembra più una canzone di De Andrè e parla del film… “
C’è un film che le ha creato delle difficoltà per comporre la colonna sonora?
“Più di uno a dire la verità! Alcuni registi sono piuttosto difficili! Il film a cui sto lavorando ora, è molto bello, un film d’autore di un regista tunisino che ha lavorato anche con Nicola Piovani e Jean Claude Petit, è un signore di quasi 80 anni, non facile lavorare con lui, ma forse uno dei migliori film per cui io abbia fatto la musica, molto profondo, poetico, e, tra l’altro, c’ è Claudia Cardinale che fa un ruolo e potrebbe anche essere l’ultimo a cui partecipa… quindi ha aggiunto un valore simbolico. Un lavoro impegnativo che ancora non è finito, la soddisfazione di questo film è data soprattutto dal fatto che finalmente, dopo 33 anni, riesco ad andare a Londra ad incidere le musiche. A Londra ci sono le migliori orchestre per la musica da film. Finalmente ci sono riuscito! Dato che costano di più, non c’era mai il budget, ma ora, nonostante il periodo di crisi che stiamo vivendo, un editore coraggioso, Kevin Ferri della Soul Trade Music Publishing Group, ha deciso di finanziare la registrazione di Londra ... gli va dato il merito di un grande sforzo… Lui sta investendo più di 10mila euro.”
Lei come ha reagito a questo periodo difficile? La musica le è stata di aiuto?
“Assolutamente si. Io ho avuto problemi di salute, non il Covid, ma un tumore, che ancora non ho risolto del tutto, in concomitanza con l’inizio del Covid… in questo periodo, però, ho lavorato in continuazione anche a film a low budget…
Progetti futuri?
“Il film dedicato a Mameli in cui ci sarà anche Stefania Sandrelli, credo, nel ruolo della madre… e poi un film inglese “Dig me no grave” la storia di un uomo che si trova in una foresta braccato da un orso, ho scritto già una canzone country western il cui cantante è Lanfranco Carnacina, uno dei finalisti di The Voice senior, un uomo molto gentile, con una voce corposa, piena, adatta ad una musica soul e country.”
C’è un film che vorrebbe musicare che ancora non ha fatto?
“Sì, vari generi: western, fantascienza, un film erotico che, però, parzialmente ho fatto con “Seguimi”, una sola commedia, “Made in China napoletano”, però io sono più portato per film drammatici, in costume e thriller, ma sono aperto a vari generi, sono molto eclettico.”
Concludendo?
"Spero che "La grande guerra del Salento" prosegua ancora in qualche sala cinematografica... e che Sky compri il film... la televisione dà una maggiore visibilità del cinema ultimamente. "Il delitto Mattarella" per cui ho scritto la musica, ha avuto un buon riscontro su Sky. Poi proseguirò in questo mio strano lavoro! Perchè dico strano? Beh, a ben pensarci, le nostre azioni quotidiane non sono commentate da una musica, la musica serve per comunicare emozioni in un film, a questo serve, non a farsi notare... il compositore ha una sorta di rivincita quando esce un disco, fa un concerto o riceve un premio per la colonna sonora... oppure quando c'è un giornalista che ne parla (ride n.d.r.)."


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