LF ha intervistato il cantante indie-rock nonchè regista e scrittore, in occasione dell'imminente uscita della seconda stagione della web-serie Fantasmagoria, sul canale Youtube a lei dedicato.
Scrittore musicista, regista, narratore: Byron Rink è questo e molte altre cose. Recentemente ha realizzato la web serie horror Fantasmagoria e il successo di pubblico e di critica è stato unanime.
Byron Rink ha iniziato molto presto l'approccio con la musica. Il padre registrava dischi in RCA, mentre lui girava per gli studi, talmente giovane da non ricordarsi neppure bene la prima volta. Alcuni volti, però, sono rimasti indelebili, in particolare Gianni Morandi. Gli regalò un pallone di cuoio così duro che Byron potè usare soltanto dieci anni dopo. Ma gli ascolti consapevoli di Byron, arrivarono con gli Iron Maiden. I primi dischi li comprò perchè comparivano nelle storie di Dylan Dog che Byron amava particolarmente.... da lì e per anni, nella mente di Rink, hanno convissuto vari generi, come in una sorta di confusione tra i cantautori italiani dell'infanzia ed il sapore blues dell’hard rock americano. Poi però, è arrivato Kurt Cobain che ha coinciso con la sua intera adolescenza. A quel punto, tutto è cambiato e Byron ha capito che voleva suonare anche lui...
Lascio la parola a Byron Rink...
Byron è proprio il caso di dire che per lei il lockdown è stato molto produttivo...
"Lo è stato per molti creativi, non ho mai capito quelli che dicono di annoiarsi. Parafrasando Charles Bukowski posso affermare che "solo le persone noiose si annoiano". Però non vorrei affrontare l'argomento con leggerezza, c'è chi ha sofferto parecchio e questo dispiace sempre."
Fantasmagoria... come nasce?
"Con i ragazzi di Orefilm stavo sviluppando "Deathscreen", una serie tv di fantascienza sociale, avevo scritto la prima stagione ed eravamo in trattativa per farla entrare in produzione. C'era persino un bel teaser, girato per presentare il progetto. Poi il mondo ha smesso di girare, solo che io ero già in corsa e non sapevo come fermarmi. Con gli altri ci stavamo allontanando, sopraffatti dagli eventi, chiusi in casa e in noi stessi. Per riprendersi in fretta era necessario controllare i processi mentali e razionalizzare. Così ho "inscatolato" la mia emotività e l'ho fatta trasfigurare nei ricordi di infanzia più piacevoli (che paradossalmente riguardano tutta la galassia del terrore o per esprimerlo meglio: "l'Orrore cosmico"). Realizzare il pilota di "Fantasmagoria" però non è stato troppo diverso dalle cose che facevo in precedenza, è in netta continuità con il mio percorso, che da sempre si rifà al DIY (Do It Yourself). Ogni persona ha dentro di sé il kit completo per comunicare, deve soltanto sviluppare le sue abilità per farlo e il taglia e cuci delle mie fanzine poetiche con gli assemblaggi pop-art, il cut-up letterario e il montaggio cinematografico sono i miei modi di comunicare, sono tecniche che hanno molto in comune."
Climi noir...quasi a ricordare un po' lo stile crittografico di alcuni racconti di Edgar Allan Poe, che trovo molto ben congeniati culturalmente parlando... Si è ispirato a qualcuno per la loro realizzazione?
"Si, le influenze di Fantasmagoria sono innumerevoli e sarebbe anche difficile elencarle tutte, ma ce n'è una più importante di altre ovvero i podcast di Aaron Mahnke. Il suo è uno storytelling moderno e fresco. Questa maniera di raccontare si era già vista nei migliori episodi di "The Simpsons" (e non è un caso che la serie sia stata un successo). La trama lineare ha perso il suo fascino, è emersa con più vigore quella che possiamo definire "attenzione interattiva", ora siamo in grado di cogliere molteplici stimoli e di seguire dei salti narrativi più arditi. Rispetto alle vecchie storie è più difficile capire dove si voglia andare a parare e questo impedisce allo spettatore più smaliziato di anticipare il finale."
Come sono stati accolti gli episodi sul web?
"Le persone sono state entusiaste e partecipative e si è creato un piccolo gruppo di sostenitori che ci sta seguendo anche in nuovi progetti. Alla fine della prima stagione abbiamo vinto qualche premio nei festival cinematografici nazionali e internazionali e abbiamo chiuso positivamente un crowdfunding per finanziare la seconda stagione. Non male per una serie che è nata con un budget inesistente."
Il quarto episodio vede la partecipazione musicale di Pino Donaggio... com'è stato averlo in questa web serie?
"Entusiasmante. Quando ho ricevuto la notizia avevo rivisto da pochi giorni "Omicidio a luci rosse" e non ci potevo credere. Per me l'accoppiata Brian de Palma/Pino Donaggio è una delle più riuscite della storia del cinema, sono quelle affinità che trasformano il prodotto finale e lo elevano all'ennesima potenza, così come fu per Leone/Morricone o Hitchcock/Herrmann. Avere avuto con noi il maestro è stata anche una responsabilità. Bisognava cercare di fare il massimo per esprimere tutto il potenziale, è stato molto stimolante. Ma anche nella seconda stagione ci saranno dei nomi molto importanti."
C'è un messaggio che vorrebbe arrivasse con Fantasmagoria?
"In un certo senso si, mi piacerebbe che venisse dato maggiore spazio alle opere inconsuete invece che rincorrere ogni volta la moda del momento saturandola fino al grottesco (attualmente trovo insopportabili le serie criminali nostrane). Ritengo inoltre che l'Italia sia un paese talmente ricco, in ogni sua sfumatura, che permettere che questa abbondanza scompaia nel silenzio sia delittuoso. Purtroppo nel cinema molti creativi non hanno coraggio e sono messi in condizioni di lavorare male. Queste considerazioni sono già state fatte da Vendruscolo, Ciarrapico e lo scomparso Mattia Torre, con la loro maniera caustica, in "Boris" che fu un prodotto incredibile. Da allora è cambiato poco, però qualcosa si sta muovendo e io sono fiducioso."
Il primo episodio lo ha girato totalmente da casa. Quali sono stati i problemi maggiori che ha avuto?
"Il problema più grande è stato il sonoro. Un tempo per registrare avevo la sala prove della mia band, ma dopo averla dismessa non mi ero accorto che in casa non avevo preparato un luogo adeguato. Inoltre gli appartamenti erano parecchio rumorosi, perchè molti di noi sono polli d'allevamento e perchè durante la quarantena la vita era stata rinchiusa e voleva esplodere. Così ogni tanto entravano nelle registrazioni urla di bambini, poltrone trascinate da vicini molto più assordanti dei poveri poltergeist, cani che ululavano inquieti, applausi dai balconi. Tutto molto pittoresco."
Come nasce questo suo interesse per le storie dell'orrore?
"Difficile rispondere, certe cose te le porti dentro. E' una questione che deve avere a che fare con i tuoi primi passi, oltre che dal carattere. Da bambino ero incredibilmente introverso, timido fino al patologico e gli altri, bambini o adulti, non sembravano troppo simpatici. C'è un aneddoto che i miei amano raccontare: mi portarono in qualche sagra della campagna laziale, probabilmente in Sabina, e ad un certo punto il paese doveva dare inizio ad una sassaiola contro una gallina legata al palo. Era il premio in dono a colui che l'avrebbe uccisa...ma a quanto raccontano diedi di matto e mi misi in mezzo urlando e strepitando. La "competizione" quindi si interruppe. Avevo tre o quattro anni e non ho ricordi nitidi dell'evento ma secondo me questo è il finale perfetto per uno dei primi film di Tim Burton. Il linciaggio si ferma, il "diverso" legato al palo è salvo ma ti resta una domanda: chi sono i veri mostri in questa storia?"
Lei è anche musicista piuttosto apprezzato nonchè scrittore di racconti e poesie... Come concilia le tre "arti"?
"Credo esista una sola "Arte" ma vari linguaggi artistici. Ognuno vuole esprimere se stesso per comunicare. Io però non mi ritengo un artista nella sua accezione classica, sono più un artigiano dell'underground, un artière. Faccio piccole cose e mi arrangio. L'uomo con le sue mani è quanto di meglio possa esistere. E sarebbe meglio se tutti oggi, politici in prima fila, anteponessero il fare bene al dire male. Hai notato come sembra ovvio questo concetto? Eppure..."
Progetti futuri?
"Stiamo lavorando alla seconda stagione di Fantasmagoria e ho appena finito di girare "The Witch and Herman" un cortometraggio in bianco e nero dalle atmosfere cupe e rarefatte che abbiamo presentato questo giugno con Orefilm al "Drag me to Fest" di Milano. Stiamo lavorando inoltre ad altri cortometraggi per un progetto top secret ma vorremmo tornare anche su "Deathscreen, perchè sarebbe davvero un prodotto atipico per il nostro mercato ed è una scommessa che vorremmo vincere. Speriamo di trovare presto un produttore coraggioso."
Concludendo?
"Posso dire che il percorso di Fantasmagoria è già stato davvero positivo e gratificante. Abbiamo avuto modo di incontrare e lavorare con persone straordinarie che stimiamo molto e umanamente ci sentiamo già più ricchi. Recentemente abbiamo anche inaugurato un canale dedicato alla serie con dei contenuti spin-off (Pearls of Fantasmagoria). Posso suggerire a coloro che non hanno ancora visto gli episodi pubblicati di dare uno sguardo, perché è un prodotto che abbiamo realizzato con cura e perché il "mosaico" fantasmagorico è sempre capace di stupire."
Ultima foto a destra scatto di Daniele Zaccardo


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