Stefania Visconti, un' artista molto autocritica.

Stefania Visconti, un' artista molto autocritica.

Non sono molto tenera con me stessa. L'autocritica è sempre stata parte di me.

Ha partecipato al Festival di Cannes con un cortometraggio a cui ha preso parte, con il quale ha vinto nella sezione La Cinef. E lei, con la solita eleganza che la contraddistingue, ci ha raccontato di questa sua convincente e vincente esperienza.

 

Stefania, che effetto ti ha fatto essere al Festival del cinema di Cannes?

"Essere al Festival di Cannes è stata un'emozione indescrivibile! Immaginarsi in un contesto del genere, è il sogno che accomuna ogni attore. La realtà però, a volte, ci sorprende e supera qualsiasi ambiziosa immaginazione. Ho cercato di vivermi il momento in ogni istante con entusiasmo e pure con un pizzico di orgoglio."

 

Un cortometraggio al quale tu hai partecipato era in gara, ce ne vuoi parlare? Di che cosa si tratta?

"Il cortometraggio al quale ho preso parte come attrice è “Il Barbiere Complottista” diretto dal regista Valerio Ferrara. La trama racconta la storia di un uomo comune convinto che il mondo si basi su teorie complottiste, e con queste convinzioni influenza anche le persone che gli sono accanto. Il corto è stato selezionato su 1528 lavori provenienti da tutto il mondo e la vittoria finale nella sezione La Cinef ne ha confermato il valore e l'originalità."

 

Qual è il tuo ruolo?

"Ho interpretato una prostituta di alto bordo che a causa di una notte turbolenta viene arrestata. Proprio in carcere incontra il protagonista con il quale interagisce, dandogli ragione sulle sue teorie complottiste e, nello specifico, sul lampeggio dei lampioni nelle città."

 

Che cosa ti è piaciuto maggiormente del tuo personaggio?

"Interpretare una prostituta può sembrare a prima vista una prova facile e non particolarmente faticosa. In questo caso, l'ambiente decontestualizzato e la storia hanno reso il mio lavoro nello studio del personaggio decisamente più impegnativo del previsto. C'era una ben definita identità con caratteristiche particolari e per questo mi è piaciuto molto cimentarmi nel ruolo."

 

In che cosa credi che ti assomigli?

"Non credo di avere cose in comune col personaggio. Ho provato a dare alcune sfumature del mio carattere, soprattutto in ambito espressivo con sguardi e atteggiamento."

 

Come ti sei preparata a interpretarlo?

"Essendo ambientato a Roma, ho provato a dare carattere al personaggio, utilizzando il romanesco e alternando movenze a tratti raffinate e a tratti più “coatte”, come si dice a Roma."

 

Quando ti sei rivista ti sei piaciuta?

"Generalmente non mi piaccio mai, in questo caso invece ho apprezzato molto la mia interpretazione, merito del regista. Quando si è diretti sul set da veri professionisti il risultato non può che essere positivo."

 

Generalmente sei molto critica verso te stessa?

"Non sono molto tenera con me stessa. L' autocritica è sempre stata parte di me, comunque è necessaria e fondamentale per crescere costantemente sia artisticamente che nella vita."

 

E verso gli altri?

"Posso essere critica in ambito artistico quando una cosa non mi convince proprio."

 

Foto: Matthieu Roggero

 


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