Antonella Marsiglio, la scrittrice che non teme la solitudine.

Antonella Marsiglio, la scrittrice che non teme la solitudine.

Quando sono davanti al mio pc il mondo scompare. Esiste solo quello che sto scrivendo, ed i personaggi prendono vita.

Si definisce asociale ma non nel termine in cui siamo soliti considerare tale una persona. Ama fare del bene, leggere e scrivere. E sostiene che da quando collabora con la Rosabianca Edizioni ha vinto la sua seconda lotteria. L'autrice, con alle spalle la pubblicazione di due bei romanzi quali “ Me lo racconti stasera” e “Ultima chiamata per Emma Neri”, usciti a un anno di distanza l'uno dall'altro, si racconta a ruota libera.

 

Antonella, lei si definisce un'asociale, eppure si dedicata molto al Sociale e agli altri, facendo tanto bene. Non è - forse - un controsenso?

"In effetti vista così sembra un controsenso, mi definisco un’asociale perché da sempre preferisco dedicare il poco tempo libero, che in questa epoca frenetica è sempre meno, a ciò che mi fa stare bene e alle persone che realmente fanno parte della mia vita.

La solitudine non mi fa paura, anzi spesso sono io a cercarla per poter ritrovare le energie necessarie ad affrontare le giornate.

Ho bisogno del mio tempo per ascoltare la musica che amo, leggere un buon libro e far ordine dentro la mia anima. Con questo non vuol dire che non amo fare un aperitivo con gli amici o passare una giornata in famiglia, semplicemente non sento il bisogno di uscire tutte le sere o partecipare a mille iniziative solo per la paura di tornare a casa e fare i conti con me stessa.

Per quanto riguarda la mia partecipazione attiva nelle associazioni che svolgono un ruolo attivo nel mondo del volontariato, temo che sia più un gesto egoistico che altruistico. Ad un certo punto della mia vita mi sono resa conto che, nonostante come tanti, debba fare rinunce per arrivare sana e salva a fine mese, ho delle ricchezze che a molte persone mancano: degli amici veri e leali, una famiglia unita, un compagno presente, ed il confronto con donne maltrattate, anziani soli o ragazzi che già da giovanissimi pensano alla morte, perché la loro vita è realmente difficile, ha dato una forte scossa alla mia coscienza."

 

Lei è anche una persona molto timida ma è anche una scrittrice, e quando si scrive, si sa, ci si mette - metaforicamente parlando - a nudo. La scrittura l'ha aiutata a uscire dal suo guscio?

"Diciamo che preferisco rimanere in disparte, o meglio, stare dietro alle quinte mi fa sentire maggiormente a mio agio, ma quando scrivo la situazione decisamente cambia, forse perché attribuire pensieri e gesti ad “altri” mi aiuta a tirare fuori quella me stessa che solitamente fatica ad uscire."

 

Che cosa prova quando mette nero su bianco le sue emozioni?

"Quando sono davanti al mio pc il mondo scompare. Esiste solo quello che sto scrivendo, ed i personaggi prendono vita."

 

E quale è stata, per rimanere sull'argomento, la prima emozione che ha provato quando ha iniziato a collaborare con la Rosa Bianca Edizioni?

"Quando ho inviato il mio manoscritto alla casa editrice non ho posto molte speranze di essere ricontattata, non perché non credessi nel mio lavoro, anzi, ne ero e ne sono molto orgogliosa, ma le CE ricevono centinaia di testi e molti sono validi e meritevoli di pubblicazione, insomma il mio era uno dei tanti. Quando la sera ho aperto l’e-mail e ho visto l’indirizzo Rosabianca Edizioni tra la posta in arrivo, ho immediatamente pensato ad un messaggio automatico che mi ringraziava di aver partecipato ma che gentilmente mi spiegava che non erano interessati al mio lavoro. Ho fissato le due righe di testo che mi informavano che sarei stata presto richiamata dal responsabile editoriale per discutere del contratto per un tempo così lungo che la mia famiglia ad un certo punto si è spaventata e in sottofondo sentivo l’eco della domanda “cosa è successo?” senza però capirne veramente il senso. Mi sono limitata a girare il cellulare e lasciare che leggessero da soli. Fortunatamente la chiamata è arrivata dopo due giorni, se no non credo che il cuore avrebbe retto. Continuavo a ripetermi che sicuramente era una fregatura, che avrebbero chiesto quei due o tremila euro per realizzare un sogno e ho passato tutta la durata della telefonata seduta a terra torturando il gatto che, ovunque avrebbe voluto essere, tranne che in braccio a me in quel momento.

Credevo che l’apice della felicità lo avevo raggiunto in quel momento, ma nel team di Rosabianca Edizioni ho trovato persone straordinarie che quotidianamente mi regalano emozioni irripetibili, sostegno e fiducia, direi che posso dire di aver vinto una mia personale seconda lotteria."

 

Ad oggi che cosa ha pubblicato con loro?

“Me lo racconti stasera” il mio romanzo d’esordio che ha visto la luce a Maggio 2021 e il sequel, “Ultima chiamata per Emma Neri”, uscito nel mese di Giugno 2022."

 

In che momento della giornata ama dedicarsi alla scrittura?

"La stesura di “Me lo racconti stasera” è avvenuta durante il primo lockdown, dove improvvisamente molti di noi hanno avuto molto tempo libero, quindi ho potuto crearmi una sorta di rituale. Prime ore del pomeriggio, tanto caffè a disposizione, pacchetto di sigarette, Richard Clydermen in sottofondo, sono stati gli ingredienti che mi hanno permesso di scrivere per mesi interi, spesso anche fino a notte fonda. Ora che la vita di tutti i giorni ha ripreso a pieno ritmo, scrivo principalmente alla sera e nei week-end."

 

E alla lettura?

"Per la lettura invece rubo ogni minuto libero che ho. Ma il mio memento preferito è durante il viaggio per raggiungere il posto di lavoro dove immancabilmente arrivo in ritardo, perché perdo la mia fermata."

 

Il libro che ha letto da ragazza e che ancora oggi è in grado di affascinarla e di emozionarla?

"In realtà sono due i libri che porto nell’anima e rileggo sempre molto volentieri, il primo è “Un’anima non vile” di Fred Hulman che mi ha insegnato il senso vero dell’amicizia e mi ha fatto dire “o così o niente”.

Il secondo, letto qualche anno dopo è “Jane Eyre” di Charlotte Brontë che mi ha fatto innamorare dell’idea dell’amore perfetto, del romantico pensiero “io e te contro il mondo”."

 


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