'Può capitare di perdersi a volte, ma è importante ritrovare la strada con lo spirito giusto'.
Ama il bianco ed è una donna leale, onesta e sincera, oltre che molto ma molto coraggiosa la brava Anna Santoriello, che in piena pandemia ha fondato la Rosabianca Edizioni. E il nome scelto per la sua realtà non è stato, di certo casuale....
Anna, la Rosa Bianca, il nome che ha scelto per la sua realtà editoriale, è il suo fiore preferito. Che cosa ama tanto di esso?
"Sì, la rosa bianca è il mio fiore preferito ma più di tutto amo il bianco. Molti credono che sia simbolo esclusivamente di purezza, magari di debolezza, ma al contrario, senza una sfumatura apparentemente definita, esso racchiude in sé tutti i colori. È potenzialmente un qualsiasi divenire, come i manoscritti che riceviamo in redazione: arrivano bianchi ma poi acquistano colore e diventano gialli, se polizieschi, rosa se parlano d'amore, neri se sono thriller e persino rossi se sono erotici."
Il bianco richiama la purezza. Che cosa significa essere puri di cuore e d'animo oggi?
"Credo significhi essere leali, onesti, sinceri. Beh, certo, non sempre è facile essere sinceri ma se non lo sei con te stesso e con gli altri, chi puoi dire di essere allora? Sia in campo professionale che personale cerco di dare sempre il massimo e mi aspetto di ricevere lo stesso. A volte il riscontro è positivo, altre, meno, ma io sono fatta così, e non cambio per adeguarmi, piuttosto sposto la mia attenzione altrove! Siamo tutti troppo impegnati per il rancore!"
Ma questo colore può anche richiamare - in qualche maniera - la luce e la chiarezza. Come si può avere sempre ben chiaro il nostro obiettivo nella vita?
"Può capitare di perdersi a volte, ma è importante ritrovare la strada con lo spirito giusto. Tutti viviamo periodi di alti e bassi, gli up ci motivano e i down c'insegnano quanto siano importanti gli up, o almeno così dovrebbe essere. Se il nostro obiettivo ci è ben chiaro, cominciamo la scalata: possiamo ritardare, allungare, rimandare, ma prima o poi arriveremo comunque in cima, e da lì, la vista sarà meravigliosa."
Lei quando ha capito che la sua strada era quella della scrittura e poi quella della editoria?
"All'università avevo scelto Biologia, e dopo due anni, mi sono data al Giornalismo e poi all'Editoria. Perché mi mancavano le parole. Mi spiego meglio. Il linguaggio scientifico, ovviamente, è molto diverso da quello creativo, è sintetico, molto diretto e a me mancavano proprio quegli straordinari giri di parole che sono le metafore, le similitudini, le allegorie. Ho cominciato scrivendo articoli, più di 700 in tre anni, per diversi siti e magazine online, poi sono passata a correggerli. Dopo ancora mi sono concentrata sull'Editing letterario professionale e sono diventata editor."
Molte persone ancora oggi confondono il lavoro dell'editor con quello dell'editore. Lei che è del settore, può spiegare la differenza che verte tra le due professioni?
"La somiglianza tra editor ed editore è solo fonetica! L'editor è multitasking, sceglie i pezzi giusti fino a perlustrare prime bozze o semplicemente appunti, ascolta i dubbi degli scrittori, si confronta con i tecnici, taglia, cuce, incolla, etc.
L'editore, invece, analizza il progetto, ne studia pro e contro predisponendo un piano marketing ad hoc. Investe energie e risorse, e ci crede."
Ci tolga, una curiosità: oggi che è una brava editrice, prosegue a svolgere anche l'altra mansione?
"Grazie, ci provo! Mi ha scoperta, sì! Non posso farne a meno, mi piace troppo editare."
Quali sono gli aspetti che maggiormente ama di entrambe?
"Conquistare la meta con i miei autori. Da editor, la meta è il manoscritto definitivo, da editore la pubblicazione.
Il percorso a volte è a ostacoli, bisogna sempre tener conto di eventuali errori e/o imprevisti, ma il gioco vale la candela. Scadenze, ritardi, conteggi ma anche condivisione, collaborazione e nuove conoscenze rendono il mio lavoro unico e molto gratificante."
Sia sincera: non ha mai pensato di scrivere lei stessa un bel libro? Qualche anticipazione, in caso, a riguardo?
"Sì, non posso negarlo. Una piccola idea ce l'ho… A tempo debito, sarete i primi a saperlo!"
Ci contiamo, ma per concludere: una domanda più personale... Che importanza ha per lei l'amore? La sua scala di valori?
"È tutto, chi potrebbe vivere senza amore, senza i suoi effetti benefici?!
Quando abbiamo un obiettivo scopriamo una nuova originalità: il nostro universo interiore scivola via dalle restrizioni geometriche della razionalità e ci sentiamo pronti ad affrontare il mondo senza paura. E così anche in amore: quando ti senti scelto riscopri te stesso e le tue potenzialità, la vita acquista un sapore diverso e sai che da quel momento in poi non ne potrai più fare a meno.
Non ho una scala di valori, per me hanno tutti la stessa importanza. Affidabilità, onestà, lealtà, coraggio, sincerità sono complementari, l'uno si appoggia all'altro per dare il meglio di sé, da soli riuscirebbero a far ben poco. Anche qui si lavora in team!"


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