LF ha incontrato l’artista equestre internazionale Rudj Bellini per raccontarsi e svelarci qualcosa sul meraviglioso mondo dei cavalli.
Rudj Bellini è un nome di spicco della scena equestre internazionale. Lui non solo realizza spettacoli di Teatro equestre, ma possiede una sensibilità e delle doti fuori dal comune, quel qualcosa in più che lo ha portato ad essere una cosa sola con i suoi cavalli, a capirne umori, esigenze e volontà. Il primo elemento basilare per godere di questo rapporto armonico con i cavalli, è quello di non costringerli in alcun modo a fare qualcosa che sia al di fuori della loro volontà o della loro portata. Solo attraverso ciò si può arrivare a grandi risultati con grandi soddisfazioni senza inutili sofferenze. Anche questi maestosi ed eleganti animali devono divertirsi e non stressarsi in alcun modo.
Difatti una peculiarità di Rudj Bellini è quella di cavalcare senza sella, senza morso e a piedi scalzi... questo gli consente sicuramente di avere un rapporto più stretto con il proprio animale, più armonico e naturale.
Rudj insegna, in una sorta di terapia, a cavalli, persone e bambini, oltre a mettere in scena performance di Teatro equestre.
Vedendo i suoi spettacoli si vive e respira una totale libertà, come se ciascuno danzasse ai propri ritmi vitali, naturali, spontanei... una vera e propria fusione di empatia, eleganza ed armonia. Il cavallo come vita, prolungamento di sè stessi, rispetto!
Rudj ha iniziato ad amare questi animali meravigliosi, sin da piccolo, quando il nonno gli faceva cavalcare un pony, finchè, ad un certo punto, Bellini si comprò una cavalla incinta, piuttosto vivace. Convinto che non vi fosse bisogno di costrizioni che prostrassero in alcun modo il cavallo, ignaro ed ancora inesperto di quell'affascinante mondo animale, giorno dopo giorno, ha imparato tutto ciò che vi era da apprendere, dalla cavalla stessa.
Ascoltare, imparare, comunicare, mettersi in discussione, fidarsi, donarsi, questi gli elementi per vivere come in simbiosi con i propri cavalli, e Rudj possiede tutte queste doti che lo hanno portato ad essere uno dei più rinomati artisti equestri internazionali.
Rudj, ci racconta un pochino quando nasce il suo amore per i cavalli?
“Non lo saprei neppure definire… E’ una cosa che c’è sempre stata sin da quando ero piccolissimo, una cosa innata, un po’ per tutti gli animali, dato che oltre ai cavalli, posseggo cani, gatti, asinelli…”
Con i cavalli, in particolare, fa spettacoli di Teatro equestre. Di cosa si tratta esattamente?
“Il Teatro equestre sto cercando di inserirlo come una vera e propria disciplina ... Io non faccio differenza tra artisti, persone o cavalli che siano, per me sono tutti artisti.
E’ un metodo che ho sviluppato nel tempo che non consiste unicamente in uno spettacolo per mostrare cosa si sappia fare a cavallo, ma qualcosa di più… Si racconta una storia, si porta in scena un’emozione, l’obiettivo è proprio quello di creare del teatro, ossia di emozionare chi ci guarda. Di base chiaramente c'è il rispetto per gli animali e anche molto di più, perché il cavallo - per questo lo definisco artista - ha una consapevolezza tale che gli consente di sapere perfettamente cosa deve fare ed ha il piacere di farlo… perciò c’è tutto un lavoro di preparazione prima. Per la mia esperienza, quello che ho capito è che il cavallo ha la necessità di fidarsi, e noi, altrettanto di lui. Oltretutto li portiamo anche in condizioni un pochino stressanti… la musica, le luci, non sono le situazioni abituali, i cavalli sono molto abitudinari ... Siamo io e lui, assieme, e questo ci dà la forza per divertirci… il cavallo deve fare quello che gli fa piacere, non va assolutamente costretto.”
In che modo riesce a comunicare con i suoi cavalli durante la preparazione agli spettacoli?
“Il lavoro è empatico. E’ una comunicazione tra uomo e animale. E’ come parlare fra le persone, si apprende con il tempo, ci vuole molta sensibilità, molta pratica, perché il cavallo comunica continuamente con tutto ciò che sta attorno, come del resto facciamo noi. Magari non vocalmente o verbalmente, neanche con i nitriti o con dei suoni, è più una comunicazione del corpo, di sguardi, è una cosa molto più sottile… “
Lei tra l’altro non usa selle, né morsi e cavalca anche scalzo…
“Sì, esattamente.”
C’è un cavallo con cui si è instaurata una maggiore empatia rispetto agli altri?
“Certo. Diciamo che la base della comunicazione è sempre la medesima con qualsiasi cavallo. Poi, come accade con le persone, ci sono gli amori, quelli grandi e quelli minori… sicuramente non sono tutti uguali, è proprio questione di ‘combinarsi’, quello che per me è il miglior cavallo, per un’altra persona potrebbe essere il peggiore, un po’ come con un amico.”
I cavalli cosa le donano?
“I cavalli ti salvano! Ti costringono a metterti in discussione ogni giorno e a crescere. E’ un continuo esame con sé stessi, pensare ogni giorno a cosa mi vorrà 'dire' e non dare nulla per scontato, anche loro possono avere la giornata buona e quella meno buona e quindi si va a compensare come fanno anche loro nei nostri confronti… Le faccio un esempio: mi è capitato di avere una giornata NO e quel cavallo con cui sono più legato lo sente e me la svolta in un momento.”
Cos’è la libertà per lei?
“La libertà è potersi affidare completamente ad un altro essere, fidarsi e affidarsi, farsi trasportare senza avere il controllo. Ed è una sensazione incredibile! “
Progetti futuri?
“Già da tre anni ho aperto una commissione di teatro equestre per la Federazione Fise Nazionale della regione Veneto, e questo è stato già un grandissimo risultato, nel senso che la Federazione ha sempre sostenuto tutto ciò che è inerente allo sport le discipline classiche con il cavallo. La Regione Veneto grazie alla nostra presidente Clara Campese, molto sensibile a queste iniziative ed alla sensibilità del mondo dei cavalli, perché possono dare molto di più anche alle persone, se visti e considerati in un’altra maniera. Quindi , come dicevo, sono già tre anni che siamo attivi in Veneto. Ora stiamo continuando con questo progetto che è molto bello, perché parte anche dai bambini, abbiamo fatto Fiera Cavalli di Verona che per noi è l’evento più importante dell’anno, da diversi anni con i nostri allievi, bambini dai 7 anni in su, con i loro pony in libertà e anche come progetto di crescita oltre che sportivo, perché c’è tutto, quello che riguarda il teatro equestre, la comunicazione, che è la base, poi serve l’aspetto tecnico, saper andare a cavallo con le varie tecniche, anche senza sella e nulla, in più serve una parte artistica, teatrale e non solo a livello di preparazione ma anche a livello di studio, perché chiaramente si parte da un’idea per costruire un numero, e quello che noi vogliamo portare in scena, deve arrivare a chi ci guarda, e questo è molto complicato, completo ed ampio.”


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