Una serata-evento per raccontare l’alto artigianato Made in Italy, promosso da Roma Capitale e l’Assessorato ai Grandi Eventi, Turismo, Sport e Moda, curato e ideato da Stefano Dominella con la direzione artistica di Guillermo Mariotto e con il coordinamento organizzativo di Zètema Progetto Cultura.
Giovedì 28 Luglio, alle ore 21.00, a Via Veneto, è andata in scena una serata-evento per raccontare l’alto artigianato Made in Italy, attraverso un percorso che intreccia tradizione manifatturiera e moda ecosostenibile con la danza, la recitazione e la musica.
Tutto questo è “Roma è di Moda. Via Veneto Edition”, spettacolo ideato e curato da Stefano Dominella, con la direzione artistica di Guillermo Mariotto e il coordinamento organizzativo di Zètema Progetto Cultura, promosso da Roma Capitale e dall’Assessorato Moda, Grandi Eventi, Turismo e Sport.
L’evento, presentato da Pino Strabioli con Ema Stokholma, ha visto il susseguirsi di quadri moda, interpretati da modelle internazionali, alternati a interventi di danza, con la partecipazione straordinaria dell’étoile Alessio Rezza e i ballerini del Corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma, che hanno eseguito una coreografia di Giovanni Castelli sul tema dell’inclusione, trasportando lo spettatore in un’atmosfera di rara bellezza.
Le attrici Nancy Brilli e Paola Minaccioni hanno interpretato brani tratti da opere legate a Federico Fellini, Ennio Flaiano e Anna Magnani. Sul grande schermo sono state proiettate immagini dedicate a una “Dolce Vita” reinterpretata, con la presenza anche del maestro Rino Barillari, protagonista dell’omaggio alle iconiche figure dei Paparazzi.
100 abiti, emozioni da indossare con rinnovata coscienza e rispetto per il pianeta, hanno raccontato sei storie di moda, dense di cultura, di arte, di alto artigianato, con la regia di Rossano Giuppa. Le creazioni dell’archivio storico privato di Stefano Dominella hanno aperto lo spettacolo. Si tratta di abiti realizzati dai couturier che hanno scritto le pagine più importanti dell’alta moda italiana, da Antonelli a Irene Galitzine, da Fabiani a Valentino, da Lancetti a Sarli, creatori di moda che, partendo proprio da Roma, hanno lanciato il made in Italy nel mondo.
A seguire, il singolare tributo ad Anita Ekberg, splendida protagonista della pellicola “La Dolce Vita”, che è apparsa avvolta nell’originale abito a sirena di velluto nero, attorniata da decine di paparazzi-attori sulle note vibranti della tromba di Michele Civitano e le percussioni del TORQ Percussion Quartet.
Lineapiù Italia, azienda leader e fiore all’occhiello nel settore dei filati di pregio ha presentato alcune creazioni tratte dal proprio archivio, i designer Alessandro Consiglio, Guillermo Mariotto, Francesca Liberatore e il giovane Federico Firoldi, ospiti sul palco di 30 metri, progettato per l’occasione davanti alla maestosa Porta Pinciana. In programma un omaggio al Maestro Brunello Cucinelli, attraverso la realizzazione di un tableau vivant con alcune creazioni iconiche della Maison di Solomeo indossate da un gruppo di giovani collaboratori a formare un “Ritratto di Famiglia”.
Lineapiù Italia azienda leader nei filati di ricerca ha aperto eccezionalmente le porte del suo archivio storico svelando inediti incanti da indossare. Un dialogo continuo tra eccellenza e Made in Italy. Anno dopo anno, Lineapiù Italia, fondata nel 1975 a Capalle, vicino Firenze, da Giuliano Coppini, garantisce ricerca e innovazione al settore tessile. Un brand che ha cambiato il profilo stesso della maglieria in Italia e nel mondo. Un fil rouge che continua a scorrere in trama e ordito di punti maglia e filati da sogno.
Guillermo Mariotto, poliedrico designer, da anni si impegna con le sue collezioni a promuovere un’idea di moda il più possibile rispettosa dell’ambiente senza però rinunciare a un estro creativo libero da freni o inibizioni.
Sul palco hanno sfilato, inoltre, creazioni realizzate anche con l’utilizzo della gomma riciclata da Ecopneus, società partner dello spettacolo che opera per il rintracciamento, la raccolta, il trattamento e il recupero di pneumatici fuori uso. Avanzi di tessuti di alto pregio, tagli sartoriali, design innovativi si sposano con i manufatti in gomma riciclata, dando vita a un mondo onirico, che vuole raccontare attraverso l’arte l’importanza sempre più attuale della tutela dell’ambiente. La gomma riciclata sale sul palcoscenico sia come parte delle scenografie, sia negli abiti realizzati ad hoc per la performance. Per la prima volta questo materiale riciclato diventa un elemento artistico, grazie a un mondo in cui la creatività e la capacità di vedere il futuro riescono a dargli nuova forma.
E, ancora, Francesca Liberatore. Passione e determinazione contraddistinguono la designer italiana che ha portato alto il nome del made in Italy, anche oltreoceano: nel 2014, Francesca Liberatore vince il concorso mondiale DHL Exported and IMG che le ha permesso di calcare le passerelle del Salon del Lincoln Center, The Dock Skylight at Moyniahn Station, Gallery 1 di Clarkson Square, della Fashion Week di New York, eccezionalmente a Roma per presentare una selezione di Iconic pièces del suo universo, in una continua ricerca tra tradizione e contemporaneità.
Per la raffinata e sperimentale eco-couture di Alessandro Consiglio, accompagnati dalle note del sopranista Paolo Anziliero adornato dai gioielli etici della DiamonDiamond srl di Andrea Falcioni, ecco splendidi cappotti realizzati con nastri di vecchi VHS lavorati all’uncinetto. Le Piccole spugne rubate ai lavori domestici diventano una cancellata del seicento che adorna un capo spalla di rara bellezza. Le borse di Marta Giacomini realizzate con le lastre di vecchie radiografie hanno completato gli outfit di Consiglio. Materiali insoliti, Recycle che genera sindrome di Stendhal: un vero inno alla sostenibilità che non rinuncia al glamour.
“Salvare il Pianeta con l’Upcycling” è l’imperativo del designer gender-free Federico Firoldi, che lo ha raccontato attraverso un mondo di colori, di lavorazioni, di tecniche e materiali etici ed ecosostenibili. La sua collezione è un invito alla danza della vita per partecipare attivamente al risveglio glamour del pianeta Terra. Firoldi sostiene una moda al passo con i concetti di genere non-binario ed ecosostenibilità. Porta avanti il suo brand omonimo creando capi che possono essere indossati da chiunque li voglia indossare, recuperando capi e materiali di seconda mano.
Infine, l’omaggio all’ospite d’onore, il designer-imprenditore Brunello Cucinelli, le cui creazioni sono un inno alla colta bellezza. Vive in un perfetto equilibrio tra etica e armonia del mondo. Le sue emozioni da indossare ribadiscono il forte legame tra moda ed arte, tra design ed etica. Brunello Cucinelli e l’intero gruppo dei suoi collaboratori sono gli ideali ambasciatori del made in Italy nel mondo.
Foto: Augusto Frascatani


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