Le nonne che ci leggevano le favole avevano ben chiaro l’intento educativo, narrare il mondo, far aprire gli occhi e la coscienza sul bene e sul male, sul bello e sul mostruoso della vita. Oggi vogliamo intervistare un’eccellenza Italiana, la presidente di una grande casa editrice che ci parla davvero di cosa è la lettura per molti italiani, da generazioni.
Cristina Siciliano, presidente di Curcio Editore, è la nostra illustre intervistata che ci parla di luoghi comuni e di realtà sulla cultura e sull’educazione, inoltre ci illustra un premio molto importante per tutti quelli che amano leggere scrivere e, sopratutto, ancora pensare.
Armando Curcio, una realtà italiana della lettura. Come si resiste dal 1927?
"Ci son tante case editrici longeve ... siamo circa cinque o sei, a livello a nazionale. Una grande cosa è stata l'intercettare direttori editoriali di un certo livello. Alfredo Curcio, figlio di Armando, ha portato ad un livello superiore la casa editrice, dando accesso alla parte più industriale, un lavoro continuato da eccellenze come Emanuele Bevilacqua e il dott. De Dionigi, ma anche da Federico Zeri, Arbore e tanti altri."
La linea editoriale Curcio è vasta ma se dovesse sintetizzarla in un solo slogan ?
"Nel nostro ambito direi "ama ciò che fai e studia ciò che ami". Direi ... ci vuole studio, supporto e spirito di iniziativa. Lo studio è fondamentale, come l’approfondire costantemente anche quello che fanno gli altri. Dare peso al pensiero e al supporto dell’altro. Quello che produciamo deve essere funzionale, e non solo un mero esercizio autoreferenziale."
I libri son delle costruzioni di anime. Cosa deve fare una coppia di genitori per farlo capire ai figli ?
"Noi dobbiamo rientrare in un’ ottica, che sì, la lettura è un elemento che si conquista dai primi mesi di vita, i genitori ci conducono in questa ottica, si inizia a leggere attraverso le immagini. I bambini vanno educati al gusto dell’estetica e al bello, alla educazione e alla gentilezza. La dimensione lettura va conquistata, perché decreta ciò che ci circonda, è lo spirito critico che ci fa essere liberi."
Scrittori e scrittura sono davvero cambiati? Esattamente come i gusti e sopratutto i tempi di lettura?
"Sicuramente il pubblico più giovane è meno concentrato, ha tempi più veloci ed è meno selettivo, cerca di trovare il prodotto più calzante, infatti il concetto “coda lunga “, cioè inseguire il cliente, vuol dire soddisfare una nicchia, concetto connesso alla frammentazione dell’offerta. Siamo un popolo di scrittori più che un popolo di lettori."
Parliamo di invasione dei libri di cucina ... ma sono afrodisiaci o siamo diventati davvero troppo materiali ?
"L’editoria eno gastronomica si è evoluta, oggi vi è una attenzione alla qualità e all’estetica molto forte. Impera una circolarità eno gastronomica di qualità. Le case editrici devono tenere presente che dietro la ricerca non c è solo un cuoco amatoriale ma un intento molto più profondo, tutto in logica con la nostra tradizione più profonda. Noi cerchiamo di proporre testi illustrati che portano ad una educazione alimentare a partire già da una fascia più giovane. Andiamo a creare noi dei contesti di laboratorio dove vi sono ricette per creare il pane o la pasta con consigli alimentari per sviluppare la sensibilità."
Dottoressa ci parla del Premio Curcio 2022/2023 per le attività artistiche ?
"E' un Premio che si muove su due tematiche, alla base c’è la campagna di sensibilizzazione alla lettura, la nazione, purtroppo, conta ancora venti milioni di ignoranti e persone con analfabetismo di ritorno e difficoltà anche a comprendere una raccomandata, o mandare una mail. La vita oggi ci richiede maggiore adeguatezza, ci avvaliamo di studi del prof. De Mauro e, fino alla sua scomparsa, del dott. Piero Angela. La tematica madre è il sociale; noi cerchiamo di stimolare la riflessione. Il Premio Curcio punta ad uno corretto sviluppo di una coscienza collettiva. La tematica della legalità dunque viene condivisa con il MUCIV il museo delle civiltà universale. Collaborano con noi, inoltre, uomini e donne di cultura, spettacolo e giornalismo, cerchiamo di gettare i semi della legalità per una coscienza collettiva.
Come si selezionano i criteri del Premio?
"Il premio Armando Curcio è stato pensato innanzitutto per prevenire il bullismo. Cosa di cui andiamo molto fieri fin dalla prima edizione. Una sezione dedicata proprio al bullismo attraverso una nuova concezione di prevenzione al bullismo. Abbiamo fatto studi con l' Università Roma Tre. Un progetto di animazione teatrale e culturale in cui si vanno a coinvolgere studenti con attitudini specifiche. Il bullo coinvolto come un leader proiettato in una realtà di spettacolo preciso, lo si recupera dandogli responsabilità. Si è applicato anche su alcuni licei romani. Nel ciclo primario vi sono incluse anche le scuole elementari. Consente poi ai docenti di fare queste esperienze in contesto tutelato e protetto, con uno staff curativo e catartico."
Il fenomeno e-book ... ce ne parla?
"Se le dovessi dare una fotografia attuale, c’è una crescita di assorbimento di prodotti ma è poco interessante, è una questione di lettura e di fruizione, ma non è nel numero di lettori che dobbiamo andare a lavorare. Andiamo ad aumentare, ma la strada non è quella dell'innovazione, certo l’e-book innova ma non è la soluzione. Se una persona non legge, non è che gli proponi un e-book e lui legge, ci sono voluti anni per passare all’e-book, è un lavoro culturale... Prima c’erano anche i CD rom, ma gli strumenti tecnologici si cannibalizzano fra di loro, il cartaceo dà uno spazio di riflessione più calzante sul lettore."


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