LF ha 'chiacchierato' con il poeta e Editor professioinsta, di poesia e della sua ultima collettanea di versi "Senza tema! Poesie coraggiosamente atematiche" in cui ciascun autore ha potuto esprimersi in totale libertà.
Il fatto che ci siano autori diversi messi accanto, non sminuisce affatto il singolo poeta, ma anzi, lo distingue in ogni caso e ne sottolinea la peculiarità.
Consapevole che infrangere le consuetudini, specie se consolidate, è sempre un atto di coraggio, Pietro Pàncamo si è “ribellato” alla moda delle antologie a tema, curando questo piccolo volume; ne è nata un’opera corale in cui tutti, svincolati com’erano da forzature di sorta, hanno avuto una preziosa opportunità d’esprimersi al meglio.
Pietro Pàncamo è un editor professionista, nato nel 1972.
È autore del volumetto di versi "Manto di vita" (LietoColle) e figura nell’antologia "Poetando" (Aliberti), curata da Maurizio Costanzo.
Ha collaborato con “Il sabato del racconto", rubrica settimanale dell’edizione parmense de «La Repubblica».
La radio nazionale della Svizzera italiana gli ha dedicato una puntata del programma "Poemondo", mentre sue liriche, novelle o recensioni sono apparse, nel tempo, su quotidiani e riviste come il «Corriere della Sera», «Il Fatto Quotidiano», «La Stampa», «Carmilla», «Cronache Letterarie», «Gradiva», «Il cucchiaio nell’orecchio», «Il Ridotto», «La poesia e lo spirito», «Nazione Indiana», «Poesia» (Crocetti editore), «Poetarum Silva», «Scriptamanent» (Rubbettino), «Vibrisse» e il blog «Poesia» della Rai.
È stato redattore della rivista filosofico-letteraria «La Mosca di Milano», caporedattore per la poesia dell’e-zine «Progetto Babele» e direttore editoriale sia del mensile online «Niederngasse Italian», sia del programma web-radiofonico «Poesia, l(’)abile traccia dell’universo».
Benvenuto su LF MAGAZINE! Ci dica un po' come nasce Senza tema! Poesie coraggiosamente atematiche, e l'idea collettiva di versi....
"Senza tema! Poesie coraggiosamente atematiche (Edizioni Simple, Macerata, 2022) è un volume collettaneo a mia cura, nato non soltanto dal forte desiderio che nutrivo di compiere un atto di “coraggio” e dunque ribellarmi alla moda delle antologie a tema – che troppo spesso imbrigliano e condizionano sia l’ispirazione che la fantasia dei propri autori, ma anche dalla volontà di far circolare, almeno un po’, i versi di quattro validi scrittori: Kikai, Angela Lombardozzi, Tommaso Meldolesi e Fabio Sebastiani. A tal proposito, mi permetto di riportare, quì di seguito, alcuni estratti dai commenti critici di cui ho corredato il libro: “Secondo lo storico della musica Massimo Mila, il sentimento predominante, nei brani di Mozart, è una sorta di benefico sorriso fra le lacrime. Io credo di poter dire lo stesso per i versi della brava Kikai. […] Le liriche di Angela Lombardozzi s’improntano invece ad un serrato flusso di coscienza, magistralmente concepito per rispecchiare la concitata e penosa assenza di senso, dalla quale l’esistenza quotidiana di noi uomini è ahimè afflitta. […] E se le poesie di Tommaso Meldolesi prendono le mosse da una tenera o meglio sognante rassegnazione che, pur attraversata sempre da una favilla di speranza, piega spesso il ginocchio dinanzi alle (s)torture dell’esistenza, Fabio Sebastiani, in una continua e ica(u)stica dissolvenza incrociata d’immagini che sfumano rapide l’una nell’altra, ci svela impietoso le piccole miserie del grigiore quotidiano, presentandole come un rito scaramantico a cui noi esseri umani, in nome di una vita completamente ottusa e quindi molto più comoda, ci siamo autoaddestrati e autoaddomesticati con tenacia imperterrita”.
I poeti da lei scelti le sono, in qualche modo, affini, o sono stati selezionati esclusivamente per la capacità di comporre versi?
"Fra tutti i poeti che, nell’arco degli ultimi anni, mi è capitato d’incontrare (ad esempio in occasione di presentazioni o reading letterari), ho semplicemente scelto quelli che – non solo come autori, ma anche come persone – mi sono sembrati i migliori."
Qual è lo stato di salute della poesia oggi?
"Secondo me la poesia italiana è attualmente in balia di imbarazzanti derive intellettualoidi che la rendono troppo fredda e cerebrotica, togliendole qualunque capacità effettiva di coinvolgere il lettore e trasmettergli alcunché."
E per lei cos'è?
Da trent’anni la poesia è una delle mie tante attività di redattore; quindi è per lavoro che scrivo strofe e perché la poesia è una vecchia amica per me, cui cerco di legarmi sempre più, anche leggendola. Fra i miei autori preferiti, quelli (come Leonard Cohen) capaci d’una perfetta fusione fra ironia e dolore."
Chi sono stati i suoi maestri?
"Federico García Lorca (per il tono “immaginifico” delle sue liriche) ed Edgar Allan Poe (per la bellezza fosca e allucinata di testi come Il corvo o Il verme conquistatore). Infine non posso certo dimenticare Vittorio Alfieri, i cui versi sono spesso retorici, se vogliamo, ma che in passaggi come ad esempio “morte, a troncar l’obbrobrïosa vita,/ che in ceppi io traggo, io di servir non degno,/ che indugi omai, se il tuo indugiar m’irrìta?”, si riscattano prontamente per quel sentimento di dignità ferita (e perciò “ruggente” o leonina, se non eroica addirittura) che sanno indubbiamente esprimere."
Che cosa occorre per diventare poeti?
"Nulla di particolare… A mio parere, chiunque scriva o abbia scritto versi, può a buon diritto considerarsi un poeta. Penso, insomma, che non esistano i dilettanti, ma solo poeti un po’ più bravi e altri, invece, che debbono ancora imparare e migliorarsi. Io, ovviamente, appartengo alla seconda categoria."
Con la pandemia ci siamo ritrovati lontani, isolati ... La poesia può curare la solitudine?
"Niente come la poesia genera solitudine. Il luogo comune recita che il poeta è solo tra la folla; ma quando incontra un poeta, anche la folla si sente sola."
Ci dice un verso che ama particolarmente?
“Dormo in incognito/ per non farmi riconoscere dagli incubi”. Sono due, in realtà."
Progetti futuri?
"Attualmente sto lavorando a una presentazione di Senza tema!; si tratta di un evento che avrà luogo in Novembre, durante il Festival «BookCity» di Milano, e che potrà contare sulla partecipazione di Maria Cristina Giongo, articolista di «Avvenire» e del «Quotidiano Nazionale»."
Concludendo?
"Concludendo, io vi ringrazio molto per l’intervista e vi faccio i miei migliori auguri per il futuro del vostro bel Magazine!"
Grazie a lei, di cuore, per questa stimolante intervista!


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