Storia di un dolore devastante e messaggio di una speranza che non deve abbandonare mai.
Batti-cuore, batti davanti a un tramonto, davanti alla luce della luna che si rifrange nel mare. Batti-cuore nei suoi occhi di bosco, mentre la sua mano si perde sulla mia pelle. Batti-cuore per la paura di essere scoperta, di essere lasciata, ingannata. Batti-cuore tra i piedini morbidi del mio bambino, nel suo primo vagito. Batti-cuore per onorare la vita e per l’avidità di viverla.
Il battito del nostro cuore è la musica ancestrale che ci accompagna sin da quando siamo nel ventre materno, tanto che riusciamo a percepirlo coscientemente solo se cambia ritmo: per la paura, per l’ansia, per l’amore, per l’attesa di una notizia importante, o per qualsiasi altra emozione viscerale.
IL LIBRO
“BATTI CUORE” è anche il titolo che Giovanna De Chiara ha voluto dare al suo libro edito da Marketing d’autore-edizioni Il Papavero.
L’autrice ci apre le porte della sua intimità emotiva, attraverso il racconto di una parentesi importante della sua vita, che se volessimo tradurre in un grafico, ne verrebbe fuori un elettrocardiogramma che ha registrato una fibrillazione. Il grafico impenna su momenti di gioia assoluta per poi cadere giù in picchiata per la paura e poi nuovamente in alto per la speranza e ancora giù per la disperazione, poi ancora il sole.
“Finalmente era arrivato. Atteso e desiderato come gli altri due, il Signore ce lo aveva donato.” Esordisce nel suo libro Giovanna, ma, inaspettatamente, accade che la realtà supera ogni immaginazione.
Chi è mamma lo sa, chi sogna di diventarlo anche: la gioia di poter avere presto un fagottino da stringere al cuore, la sorpresa di sentire una vita germogliare dentro di sé, l’entusiasmo, ma a volte anche la tristezza o l’angoscia, la paura del parto o che qualcosa possa andare storto; emozioni legate al proprio vissuto personale amplificate dagli sbalzi ormonali.
Ecco, Giovanna sarà costretta a viverle tutte queste emozioni, costretta a convivere con l’incubo di una gravidanza imperfetta: prima l’ombra minacciosa del virus della toxoplasmosi, poi un pericolo imminente, un incubo dal quale sembrava impossibile uscirne. E allora cosa fare? Rispettare i propri principi e i propri valori lottando per la vita a ogni costo o chiudere il capitolo prima ancora di sentire il suo vagito?
Non vi racconterò la scelta di Giovanna, non vi racconterò cosa l’ha spinta in una direzione o nell’altra, questo lo scoprirete leggendo il suo libro, ma una cosa è certa, qualsiasi sia stata la sua scelta, l’accompagnerà per tutta la vita.
PERCHÈ SCRIVE QUESTO LIBRO
Credo che, mai come in questo caso, la necessità di scrivere nasca dall’esigenza profonda di superare un trauma e di farlo proprio attraverso il racconto. Perché, lo si voglia ammettere o meno, scrivere è terapeutico; aiuta a portar fuori di noi tutto ciò che ci fa male, mentre rileggerlo ci darà la possibilità di assumere una nuova prospettiva: vedere la storia dall’esterno come se stesse accadendo a un estraneo. Scrivere, inoltre, inconsciamente vuol dire “sono qui a raccontarlo e dunque ce l’ho fatta” e se posso scriverlo è perché già è accaduto, è passato, non è più qui e ora.
Ma, quello che molti ignorano, è che scrivere non vuol dire necessariamente pubblicare. Scrivere è un fatto intimo, personale, e non sarebbe neanche giusto condividerlo con gli altri, né per gli altri avrebbe valore leggerlo ammenoché non si elevi quel vissuto personale a racconto universale. La De Chiara ha trovato la forza e il coraggio di rivivere questa parentesi emotivamente devastante della sua vita per portare agli altri un messaggio di speranza: anche i problemi apparentemente insormontabili, se ci si affida alla vita, a Dio, si possono affrontare: facciamo in modo che tutto quel dolore non sia stato inutile.
Ed ecco che la storia di Giovanna diventa un’ancora per tutti coloro che vivono una gravidanza difficile, un modo per non sentirsi soli nel dolore e uno strumento che, attraverso il vissuto di un’estranea, ci può aiutare a chiarirci le idee e a compiere una scelta anche se non necessariamente dovrà essere la scelta di Giovanna.


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