Un racconto a due voci, sommesso come una poesia intimista e duro come un assolo heavy metal.
Dina Ravaglia con il suo ultimo romanzo “Ballata triste a due voci”, regala al lettore una serie di emozioni che difficilmente dimenticherà. Il titolo di questo romanzo già ci suggerisce diversi punti di lettura. Con il primo termine “ballata” si fa riferimento sia al tipo di narrazione che ricorda una storia quasi d’altri tempi, in cui i protagonisti, seppur appartenenti al nostro tempo, sembrano però degli eroi antichi con il loro fardello di umanità e di sofferenze. Con l’aggettivo “triste” invece, viene evidenziata la malinconia che pervade l’intera narrazione e le vicende che coinvolgono le “due voci”. Queste ultime sono quelle dei protagonisti di questa storia, Giada e Theo, due persone completamente diverse, ma che vedranno il loro percorso di vita incrociarsi, poi allontanarsi tra alterne vicende.
Giada è la maestra del fratello di Theo, Oscar, un bambino inserito in una classe problematica, in cui subisce le angherie dei bulli di turno. Theo, invece, è un ragazzo di 19 anni, dall’animo provato dalle sfide della vita. Il ricordo della madre morta di overdose, il pensiero di un padre che li ha abbandonati per un’altra famiglia e che si palesa solo attraverso l’assegno mensile, servono solo ad alimentare un disagio, che presto diventerà un fardello insostenibile.
Non solo questo, ma anche un’accusa infamante e, il carcere, porteranno Theo a conoscere il buio più profondo. Dolore, abbandono, sopruso, paura, insicurezza, depressione sono solo alcuni dei temi che Dina Ravaglia descrive in questo romanzo dai toni quasi poetici. Ciò che colpisce particolarmente il lettore, man mano che ci si addentra nella lettura, è la straordinaria capacità narrativa di quest’autrice. Il libro, infatti, vede alternarsi le voci dei due protagonisti – ad eccezione di una terza voce che ad un certo punto entra nella vicenda - che Ravaglia riesce con molta facilità a caratterizzare perfettamente, con il cambio del punto di vista della narrazione, che passa da Theo a Giada a seconda di chi sta raccontando e vivendo la storia.
Insomma, un romanzo molto coinvolgente, che nonostante i tempi particolarmente impegnativi, non risulta per niente noioso, anzi il lettore viene catapultato all’interno della narrazione a tal punto, da non riuscire a non “sentire” tutta la sofferenza che i protagonisti provano. Come finisce il romanzo non possiamo svelarlo, ma dopo tanta sofferenza, magari un lieto fine ci sta proprio bene.
Contatti
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Casa Editrice: PubMe
Collana: Gli scrittori della porta accanto
Genere: Narrativa contemporanea/Romance
Pagine: 384
Prezzo: €18,00


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