Un nuovo “taglio” tutto femminile per Lucio Fontana.

Un nuovo “taglio” tutto femminile per Lucio Fontana.

Danza e musica per un tributo al grande artista del ‘900 all’Ara Pacis di Roma.

Due artiste donne:  una danzatrice, Mariana Porceddu, e una cantante, Silvia Colombini - che LF ha intervistato per l'occasione -  per il grande artista dei Tagli nella notte di Musei in Musica a Roma il 19 Novembre.

La compagnia di arti performative, tra sculpture dance, physical theatre e nouvelle magique, NoGravity, presenta una nuova versione del loro ‘Lucio Fontana Studio’, all’Auditorium del Museo dell'Ara Pacis il 19 Novembre dalle ore 21.00 alle ore 00.45 con 4 performance della durata di 20 minuti ciascuna.

Uno studio-omaggio al padre dello Spazialismo che aveva debuttato già l’anno scorso al teatro Menotti di Milano con molto successo e viene adesso riproposto in una nuova veste musicale per la notte di Musei in Musica.

La parte musicale è infatti affidata a una prestigiosa cantante lirica di fama internazionale, artista unica nel suo genere: il Soprano d’Arti Silvia Colombini che negli anni si è a giusto titolo guadagnata questo epiteto per aver dato letteralmente voce alle arti figurative, rivoluzionando l’uso canonico del canto lirico. La musicista accompagnerà con il suo melos - composto ad hoc, monodico essenziale e suggestivo - la danza di Mariana Porceddu prima ballerina e co-coreografa di NoGravity, la quale, sfidando le leggi di gravità, sembrerà fluttuare tra i tagli di una grande tela in scena.

Come riportava una entusiastica critica di Gianfranco Falcone sullo spettacolo presentato a Milano, Mariana diventa strumento per dare corpo a una spazialità che altrimenti rimarrebbe priva di presenza umana. Emiliano Pellisari “mente” della performance, coreografo, fondatore e direttore di NoGravity la accudisce sulla scena con grande discrezione giocando con il corpo di Mariana che sposta, muove, colloca, tra i teli in scena, trasformandola in una sorta di metronomo umano che sottolinea spazio e tempo.

Per Emiliano Pellisari, Fontana si pone come un interlocutore di rinnovata attualità e fertile terreno di ricerca. Segno distintivo degli straordinari progetti di NoGravity è infatti proprio quello di voler superare i confini e le differenze tra i vari campi delle arti performative e questa performance, che coniuga arte figurativa del ‘900, danza e arte musicale, lo dimostra ancora una vola.

I concetti spaziali di Fontana mancano della dimensione del tempo, come fa giustamente notare Pellisari, dimensione che solo la musica può fornire. La bellezza della voce e delle musiche del Soprano d’Arti Silvia Colombini, eseguite interamente dal vivo, scandiranno dunque questo tempo  seguendo la grammatica della performance, strutturando e ritmando il movimento di Mariana con punti, linee e superfici sonore. Ecco allora due donne: Mariana e Silvia creare un contrappunto ai tagli, creando una nuova dimensione artistica fatta non più solo di spazio, ma anche di movimento e tempo.

Lo spettacolo è assolutamente innovativo: una grande tela tagliata e una danzatrice che fluttua sorprendentemente attraverso i tagli, accompagnata dal mio melos, composto ad hoc come soprano d’arti (sono unica con questo epiteto perchè sono un soprano che canta per le arti figurative, in questo caso dò letteralmente voce ai tagli di Fontana). Canto, suono il violino e il raro strumento del tuono.

 

Due donne: una danzatrice (che non è solo una danzatrice) e Silvia Colombini (che non è solo un soprano) per una nuova espressività artistica, tributo ad un non pittore come Fontana.

 

Benvenuta alla soprano Silvia Colombini... Raccontaci un pochino di questa performance di danza e musica che andrà in scena a Roma all'Ara Pacis...

"Si tratta di una grande sfida: mettere in scena uno studio sull’artista dei Tagli, Lucio Fontana, usando la cifra della danza e della musica.

Questo spettacolo “Lucio Fontana Studio” ha vinto il bando del Comune di Roma “Musei in Musica” e andrà in scena all’Auditorium del MUSEO DELL’ARA PACIS domani, 19 Novembre, dalle ore 21.00 alle ore 00.45 con 4 performance della durata di 20 minuti ciascuna.

Si tratta per me di una prima collaborazione con la compagnia di danza NoGravity.

Ho conosciuto di recente la loro arte ed è subito scattata “la scintilla” perché trovo che i loro spettacoli di danza “fluttante” - una danza che sembra sfidare le leggi di gravità -  siano estremamente eleganti ed emozionanti.

Questo spettacolo su Fontana è stato ideato da Emiliano Pellisari, coreografo fondatore e direttore di NoGravity ed era già andato in scena, con molto successo, qualche tempo fa a Milano.

Adesso a Roma viene riproposto in una nuova veste musicale e a me è stata affidata la realizzazione e l’esecuzione delle musiche che dialogheranno con la danza di Mariana Porceddu, co- coreografa e danzatrice di NoGravity, grande protagonista dello “Studio”. "

 

Tu sei definita soprano d'arti, cosa si intende esattamente?

"Il Soprano d’arti è una evoluzione, o meglio, una rivoluzione dell’uso della voce lirica.

Dopo tanti anni da pura “operista”, spesi sui maggiori palcoscenici internazionali, mi sono guadagnata questa definizione molto singolare, grazie ai format inediti dei miei concerti in cui canto in molte lingue (so cantare in 12 lingue), eseguo un repertorio che spazia dall’opera al cross-over e giustappongo il canto lirico ad altre forme d’arte, in questo caso la danza e l’arte figurativa di Fontana.

La mia è una nuova “poetica vocale” attraverso cui do letteralmente voce alle opere materiche (quadri, installazioni etc.); a luoghi e personaggi storici, a ricorrenze e commemorazioni. Ogni mia performance è un unicum dietro al quale si nasconde un meticolosissimo lavoro di ricerca."

 

Cosa hai pensato di proporre per questo spettacolo?

"Sono voluta partire dalle definizioni che Fontana stesso dava dei suoi Tagli, dall’essenzialità del suo gesto rivoluzionario sulla tela e dalle considerazioni di Emiliano Pellisari. Concordo infatti con lui quando fa notare che i Tagli, chiamati da Fontana “concetti spaziali”, mancano della dimensione temporale. Ecco, sarà proprio la musica a fornire questa dimensione temporale, complementare a quella spaziale.Tempo che disegna grammatiche sonore su cui danza Mariana che sembra fluttuare tra i tagli di una grande tela in scena.

Il melos che ho composto per Fontana, e di cui sarò unica interprete, prevede una esecuzione integralmente dal vivo, per lo più a cappella, nella quale canterò, suonerò il violino e il raro strumento del tuono. Ho ricercato l'essenzialità, la pulizia del messaggio, una vocalità ricercata nelle sfumature timbriche, pulita, a tratti evanescente, a tratti incisiva proprio come un taglio.

Si alternano sonorità poetiche ed evanescenti a momenti estremi e virtuosistici. La performance è in due tempi, chiamati rispettivamente “Grammatica sulla superficie” e “Grammatica sul corpo”. Nella prima parte, la voce si muove partendo e tornando serialmente sulla nota “La” intesa come principio e riduzione di ogni musica e che, come un foro di Fontana, con-centra in sé tutte le possibili con-certazioni.

Il canto, ora dissonante e corposo, ora etereo e ipnotico, crea lo spazio, muovendosi dentro e fuori dalle risonanze dello strumento tuono, oppure disegnando ricami sulle timbriche scarne del violino, utilizzato con pedali tenuti di quinte giuste e suoni armonici, percepiti come infiniti. Minimalisti i ritmi, quasi a citare la musica coeva a Fontana.

Solo la prima parte utilizza un testo. Cito la notoria ironia di Fontana cantando la frase  “Credo che bisogna cambiare la caldaia”, scritta da lui stesso sul retro di una tela. Il congiuntivo errato tradisce le sue origini argentine, origini che voglio richiamare traducendo in spagnolo un’altra memorabile frase: “La luz, el infinito” definizione dello stesso Fontana dei Tagli, frase che dà anche titolo al mio melos.

Nelle seconda parte le sonorità cambiano, rimangono i lunghi pedali “vuoti” di quinte giuste, ma il canto acquista quasi una sua “sacralità” con cellule tematiche intense e purissime.

A sorpresa il finale.

In conclusione il mio melos non è esercizio concettuale, ma rimane musica, melodia che crea contrappunto (per non dire giustapposizione…), con il solo corpo della danzatrice Mariana."

 

Musei in musica sarà solo il primo di altri eventi futuri di questo tipo?

"Questo spettacolo crea di fatto una nuova espressività artistica riuscendo a coniugare grande arte figurativa del ‘900, musica e danza.

Tre arti millenarie che rivivono insieme in una formula nuova. Sul palcoscenico convivono in sincronia, toccandosi, intersecandosi, sovrapponendosi, senza che mai l’una prevarichi o tradisca l’altra.

Questo ha suscitato un grande interesse e abbiano già ricevuto richieste di repliche nel 2023 e nel 2024."

 

 

Chi ci sarà in scena con te?

"In scena saremo tre: Mariana e la sua danza elegante e suggestiva, che crea inaspettati meta-messaggi; Emiliano che potremmo dire lavora nell'ombra gestendo in scena e quasi “accudendo” al corpo danzante di Mariana tra i teli e, a lato, io, appena visibile, ma udibile… con i colori della mia voce, ora cristallina, ora drammatizzata dai timbri gravi e gutturali."

 

Concludendo?

"Penso che questo sia uno spettacolo che valga la pena vedere e replicare.

Le tre arti insieme trascinano lo spettatore in un vera nuova dimensione, dentro, sopra e oltre i Tagli; quindi uno spettacolo per vedere, sentire e forse pesare Fontana in un ottica attuale e inusuale."

 

 

 


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