DAVIDE LIBRELLOTTO: IL TALENTO È IN OGNUNO DI NOI.

DAVIDE LIBRELLOTTO: IL TALENTO È IN OGNUNO DI NOI.

Il tema del talento è sempre stato un tema per me ricorrente, sia per motivi di studio che professionali. Ricerche, studi, articoli più o meno scientifici, chiacchere tra amici e colleghi. Il talento cos’è? Come riconoscerlo? Come farselo riconoscere? È oggettivo o soggettivo?

Accade poi che un amico di vecchia data, con il quale ho condiviso uno dei periodi più brevi ma intensi e significativi della mia vita, durante uno di quei periodi altrettanto significativi com’ è stata la recente pandemia, ti racconta che quel momento di forzata sospensione dalla “normalità” lo ha portato ad indagare prima su se stesso e poi sul mondo che lo circonda. Forse perché il progetto che aveva in testa, a mio avviso, aveva uno scopo ben preciso.

Di fronte ad un futuro allora incerto come non mai, cosa può mettere in campo il singolo individuo per cercare di uscirne quanto meno indenne? Probabilmente quello di modificare tutto o quasi del suo progetto di vita. Così la ricerca del talento è diventata la risposta.

A questo punto però il cerchio ancora non si chiude, perché per ognuno di noi il talento non è certo quello genericamente definito da un qualsiasi dizionario della lingua italiana. Bisogna allora indagare, approfondire, cercare spunti.

Davide Librellotto, da quel momento è diventato per me il “detective del talento”.

Desidero quindi condividere con voi questa incredibile esperienza messa in campo e ancora in corso, dell’amico Davide, che nell’arco di due anni ha realizzato più di 100 interviste.

 

Chi è Davide… raccontaci in breve i tuoi primi 50 anni

«Hai presente come possono passare gli anni quando hai un obiettivo in testa che condiziona ogni tua decisione monopolizzando il pensiero ad un unico risultato possibile? Ecco. Diciamo che sono passati in un attimo.»

 

Lo stop forzato della pandemia è stato accolto da ognuno di noi con stati d’animo differente. Raccontaci il tuo

«Per me è stato come la fine del primo tempo al cinema. Il film si ferma, si smette di sognare per un attimo, ci si guarda intorno, si fa un piccolo bilancio di quello che si è visto fino a quel momento aspettando che tutto riparta con quella voglia eccitante di vedere come andrà a finire. Questo è stato per me. E per chi è della mia generazione, a circa metà strada del percorso, ha dato l’opportunità di fermarsi a riflettere su quello che abbiamo fatto fino a quel momento, su quello che vorremmo fare da li al futuro prossimo. Uno “stop and go” obbligatorio, che mi ha fatto capire chi ero e dove volevo andare. Si, perché fino a quel momento avevo spinto in un’unica direzione mettendo davanti il mio progetto di branding sportivo addirittura alla mia stessa identità. Così nel momento in cui il mondo si è fermato, ho deciso di iniziare una ricerca sul talento, partendo proprio dal mio che fino a quel momento era rimasto ben nascosto con la scusa di lasciare spazio a obiettivi dimostrativi ed economici.»

 

Perché un’indagine sul talento?

«Il pay off di Altera® (il mio marchio sportivo che mi accompagna dal 1998) è “talent is in everyone”. Partendo dall’assunto che il talento è in ognuno di noi, ho deciso di intervistare persone del mondo dello spettacolo, dello sport, dell’arte, conosciuti o sconosciuti, per dimostrarne la veridicità. E adesso ne ho le prove. Per chi ancora non ci crede, vi posso dire che Dio, nel distribuire i talenti, non si è dimenticato di voi. Se non conoscete la parabola sui talenti è ben riassunta dall’artista Jago nell’intervista sul portale www.talentisineveryone.com.»

 

E’ andata come ti aspettavi? Che idea ti sei fatto dopo due anni di ricerca?

«Molti mi chiedono perché lo faccio. Per la prima volta sto facendo qualcosa senza un obiettivo chiaro. È iniziato tutto da una “mancanza di opportunità”, perché questo aveva fatto la pandemia; ci aveva privato di sognare, di viaggiare, di progettare, di sviluppare qualcosa, di confrontarci con gli altri in maniera diretta e fisica. Ed è andata in una maniera che mai avrei potuto immaginare. Lo racconto spesso. Dopo aver parlato con Tonino Lamborghini sul tema del talento, lui ha concluso così: “Mi avevi detto che era un’intervista, invece è stata una chiacchierata fra amici”. È incredibile infatti, come durante le mie interviste si siano consolidate tante amicizie e che addirittura se ne siano create di nuove, più forti di quelle che si possono fare nella quotidianità. Perché quando parli di talento, parli dell’essenza di una persona. Di quelle predisposizioni molto personali che scopri solo andando tanto in profondità. Così facendo mi sono fatto l’idea che soprattutto nei ragazzi, ma a qualsiasi età, la capacità di riconoscere il nostro talento è una delle priorità per riuscire a vivere una vita di qualità, alimentando e approfondendo quotidianamente quello che siamo veramente.»

 

Il talento è qualcosa di personale, quindi ascrivibile al singolo individuo. Esiste, secondo te, un talento di gruppo? Un talento sociale?

«Certamente. Ho conosciuto talenti condivisi che hanno dato vita a realtà imprenditoriali come i fenomeni Agostino Perrone, Giorgio Bargiani e Laura Grassulini che dal The Connaught Bar di Londra, hanno saputo unire i loro talenti fino ad essere il Bar più premiato al mondo, ospitando divi di Hollywood e creando cocktail straordinari ed incredibilmente sofisticati. Oppure Enrico Genovesi che nonostante per vivere sia occupato in Ferrovie dello Stato, pubblica libri di fotografia su temi sociali, mettendo a disposizione il suo talento straordinario alla comunità con scatti raffinati e descrittivi. Nomadelfia ne è un esempio.»

 

Un creativo, un designer, deve sempre cercare di coniugare utopia e pragmatismo, forma e sostanza. Ti senti sempre a tuo agio nella tua veste professionale?

«Ho subito umiliazioni, mi sono sentito fuori posto e con le persone sbagliate per troppo tempo. Mi sono fatto trattare come io permettevo di farmi trattare. Soprattutto quando tu sai chi sei, ma agli altri non riesci a comunicarlo. Riconoscere chi siamo come ho già detto, riconoscere il nostro talento, far uscire la nostra essenza, ci permette di trovare la giusta dimensione. Soprattutto quando abbiamo più talenti, o in qualche maniera abbiamo più capacità, più competenze anche in segmenti completamente diversi, si rischia di renderci poco credibili. Le persone hanno bisogno di catalogarci. Metterci nel loro casellario le fa sentire al sicuro, perché hanno bisogno di capire come rapportarsi. Ma quando ti rendi conto di non far parte di una categoria specifica, allora tutto si complica. Avete presente quando l’algoritmo di Google o di qualche social network ti chiede di inserire una categoria di appartenenza e ogni volta che le scorri, non trovi nulla che descriva perfettamente chi sei? Ecco. Così mi sono sentito. Incompreso. Poi gli anni passano, i capelli diventano bianchi, l’esperienza e le competenze esigono rispetto e si inizia a dare attenzione ad altre cose. Si vuole stare con le persone che ti comprendono, con quelle che ti rispettano e senza rendertene conto, hai la tua dimensione professionale e identitaria. Sei quello che vuoi essere, al posto giusto, al momento giusto.»

 

Talento e costanza vanno d’accordo? L’esperienza di ALTERA può essere significativa in tal senso?

«Ho partecipato al Pitti come New Fashion Designer nel 2008. Mille difficoltà, mille situazioni incredibili hanno fatto si che non riuscissi a far partire questo mio progetto di branding sportivo. Sicuramente una mancanza di esperienza, di sfrontataggine, di maturità hanno fatto si che nonostante il talento riconosciutomi, non ci fosse la svolta. Ma se sono arrivato nel 2022 a lanciare la mia linea di occhiali sportivi è perché non ho mai mollato un centimetro. Non ho ancora combinato nulla, sia ben chiaro. Nonostante le vendite, la nomination al Silmo d’Oro a Parigi e i negozi a New York, Milano, Venezia, Courmayeur, Brooklyn e in molte altre città del mondo (si, un pochino il mio ego sta ritirando fuori la testa) la strada è ancora lunga. Attenzione. Non voglio dire che la costanza e la perseveranza paghino sempre e nemmeno che siano abbastanza. Se non avessi avuto il supporto della mia famiglia e degli amici non sarei qui a raccontarmi con questa energia positiva. È stato certamente uno dei fattori che mi hanno permesso di iniziare un percorso finalmente coerente con il mio talento e con le mie passioni che per esperienza, vanno sempre di pari passo.» 

 

Abbiamo iniziato con chi è Davide. Direi di chiudere con: chi sarà Davide?

«Non ne ho la più pallida idea. Continuerò ad intervistare persone straordinarie con le quali creerò rapporti di amicizia o dai quali trarrò insegnamento e continuerò a creare design di occhiali o di qualsiasi altro prodotto sportivo che in qualche maniera mi rispecchi. Perché ho fatto tanti errori. Ho sbagliato strategia nella mia vita, ho messo l’asticella troppo alta, ho perso amicizie, ho messo in pericolo il rapporto con la mia famiglia, ho sicuramente peccato di supponenza e di arroganza. Quindi porterò avanti la mia passione per lo sport, la mia ricerca sul talento, cercando di diventare una persona migliore per me e per gli altri.»

 

Ringrazio Davide per averci reso partecipe della sua esperienza umana e professionale. Se l’argomento vi ha incuriosito e soprattutto volete scoprire cosa emerge dalle numerose personalità che Davide ha intervistato, il portale www.talentisineveryone.com vi attende per interessanti momenti di lettura e riflessione. Se invece volete scoprire la sua linea di occhiali sportivi andate sul sito www.alterabrand.com

Se poi volete sapere la mia sul talento, posso dirvi che in questo caso il vero talento è stato quello di aver coltivato per trent’anni un’amicizia, quella con Davide, nonostante le non agevoli distanze geografiche che ci separano e le rispettive vite ondeggianti tra frenesia e utopia.

 

Galleria fotografica in alto da sinistra a destra:

- Altera® Stealth eyewear _ Candidato al Silmo d'oro di Parigi 2022

- Davide Librellotto _ Evento Relazionesimo "Talent in in everyone"

- Davide Librellotto _ Golf Attitude

In basso da sinistra:

- Davide Librellotto interpreta Altera® Stealth

- Davide Librellotto intervista Andrea Tessitore

- Davide Librellotto "Talent is in everyone"


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