Lo schermo ti cattura, ti assorbe, ti trascina al suo interno e quei volti, quelle espressioni diventano familiari, ti appartengono… per sempre. Ed ecco che il per sempre si traduce, per l’attore o per l’attrice famosa, in immortalità. Un proverbio zen dice che per avere vita eterna bisogna mettere al mondo un figlio, scrivere un libro o piantare un albero, io aggiungo, prendere parte a un film di successo, anche se oggi il cinema sembrerebbe essere stato soppiantato dai social.
Gina Lollobrigida, donna conturbante dagli occhi ammaliatrici e il seno procace, ha segnato la storia del cinema italiano lavorando con i grandi del Neorealismo (vedi “Pane amore e fantasia” del 1953 e “Pane amore e gelosia” del 1954, in cui giganteggiano Vittorio De Sica, maresciallo dei carabinieri e la scalza Lollo, rappresentanti di un’Italia povera ma dignitosa), ma è stata protagonista anche ad Hollywood dove ha affiancato attori di fama mondiale ed è stata interprete di un cappa e spada girato in parte in Campania.
IL LIBRO
Il libro “IL MAESTRO DI DON GIOVANNI Storie, racconti e aneddoti sul Santo Graal di Errol Flynn”, del giornalista Vincenzo Castaldo, edito da Il Papavero, si fregia della prefazione dello storico e critico del cinema Valerio Caprara e della postfazione di Alessandro Cecchi Paone. Castaldo ha scelto tra i tanti questo film perché in parte girato a Lauro, suo paese natio, anche se da alcune testimonianze indiscrete, proprio nel castello Lancillotti non c’era Gina ma una sua controfigura. L’aneddoto, che si riferisce a una scena girata nella stradina del boschetto dei Lancellotti con una delle carrozze di don Filippo, è stato raccontato da Raffaele Amelio, classe 1930, che a distanza di oltre mezzo secolo dalla lavorazione del film, ancora ricorda la sua partecipazione insieme a quella di tanti altri suoi paesani. Nel libro è raccontato insieme a tante altre curiosità, pettegolezzi e dati tecnici e storici, corredati di foto d’epoca e foto di scena. Il film, da molti dimenticato, e per questo ancor più interessante, e che vede la regia di Milton Krims, torna a vivere nelle pagine di questo saggio ricco di storie, retroscena e curiosità che l’autore ha raccolto dopo un lungo lavoro di ricerca e dopo aver ascoltato diverse testimonianze, anche quella della Lollobrigida che nel corso dell’intervista gli disse “Mi piaci. Mi piaci perché sei caparbio.”
E proprio grazie alla sua ostinazione e alla sua passione, il Castaldo, ha dato vita a un’opera unica che attanaglia il lettore attraverso il fascino dei personaggi, delle atmosfere, delle scene romantiche e sensuali come il lungo bacio tra il divo americano Errol Flynn e Gina Lollobrigida nel Real Bosco di Capodimonte vicino la Capraia, nell’area attigua alla Fagianeria delle “sette querce” e nella prateria attigua al Casino di san Gennaro.
Il film, nell’ Ottobre del ’54, ottenne il riconoscimento della nazionalità italiana dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Direzione generale dello Spettacolo-Cinematografia, e fu proiettato in Francia con il titolo “Le maître de Don Juan” e in Svezia con “Äventyrens konung”, per poi girare il mondo in tournée sostenuto dalla «United Artists».
PERCHÈ ACQUISTARE QUESTO LIBRO
Per almeno quattro motivi, tre dei quali li sottolinea lo stesso Valerio Caprara nella sua accurata prefazione. Il primo è dettato dall’equilibrio che l’autore conferisce al libro in quanto rispetta in eguale misura il diritto alle informazioni e il diritto alle emozioni. Il secondo è dovuto alla certosina ricostruzione della parte che concerne le riprese così da disvelare ai nostri occhi la sua unicità, le sue atmosfere, il suo humus produttivo e la sua creatività artigianale. Il terzo è legato alla forza che ha il testo, che nasce da un attento lavoro di ricerca professionale, e che induce gli appassionati e gli esperti del settore a riprendere con cognizione di causa il discorso sui generi popolari del nostro cinema.
Il quarto punto, che narcisisticamente amo sottoporre alla vostra attenzione, risiede nell’importanza di collocare nella vostra libreria un testo unico, un frammento della vostra storia e di quella dei vostri padri e dei vostri nonni; non una storia qualunque, ma quella bella, quella che nonostante la povertà dava vita ai sogni e alla speranza. E vorrei chiudere questo piccolo articolo con un’immagine per ricordare la mitica Lollo: Una locandina d’altri tempi che immortala Gina con indosso una vestaglia nera con una scollatura da schiodare le ginocchia al fianco di Errol Flynn che sguainava la spada al motto di: «Datemi una fortezza da conquistare e una giovane donna da corteggiare e farò la storia!».
Ciao Gina, ovunque tu sia.


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