È lì, con il suo camice bianco, assorto e attento, analizza le sostanze e i materiali per individuarne le proprietà, le strutture molecolari e atomiche, e per scoprire in che modo i diversi elementi interagiscono tra loro. Verifica, valida, sperimenta, e documenta le analisi compiute e i risultati ottenuti, nei panni di chimico come in quelli di scrittore. Non cambia molto, in realtà non cambia nulla: il metodo è scientifico e Luca lo sa.
“Henry Carter”, perfetto connubio tra il thriller psicologico e quello d’azione, nasce dalla penna chirurgica di un giovane chimico irpino, Luca Zullo. È un romanzo complesso, edito da edizioni Il Papavero e scritto magistralmente da un autore che ama poco esporsi al pubblico ma che ha curato tutti i più piccoli dettagli con una precisione quasi maniacale che ci dà l’opportunità di essere sulla scena con tutti i nostri sensi, fino ad arrivare a percepire l'odore di rose quasi del tutto coperto da un odore nauseabondo […] l'odore della decomposizione di un corpo.
IL LIBRO
Il romanzo porta il nome del protagonista “Henry Carter”, un investigatore privato che ha l'ufficio in Kelso Street a Inglewood. Henry è un ex poliziotto trascinato alla deriva dalle acque torbide di un passato che continua a rincorrerlo. Ha militato nell’esercito americano durante l'entrata in guerra degli Stati Uniti dopo l'attacco a Pearl Harbor ed ora si prepara a un ultimo gesto estremo: uccidere un uomo. Ecco l’eroe sporco di sangue, ecco le carte che si mescolano in tavola. La linea di confine tra gli opposti si assottiglia, fino a scomparire. Si annullano le distanze tra il bene e il male; non esistono più distinzioni nette tra il buono che sceglie sempre il bene, ad ogni costo, e il cattivo spietato e crudele. Ecco l’eroe nella sua incarnazione umana, con i suoi difetti, le sue paure, i suoi demoni. Ecco Henry Carter che, proprio in apertura del romanzo, decide di dare giustizia a quei corpi di bambine mutilate e senza nome e di salvare lei, l’ultima preda: “Lei era una sopravvissuta, l'unica che fosse riuscita a scappare e che poteva incastrarlo…”. Incastrare chi?
Così Carter, prima di arrivare alla risoluzione finale, affida i suoi diari, accompagnati da una lettera inquietante e tinta di giallo, a Kyle Clark, un giornalista di Los Angeles, coraggioso e intuitivo che, messo alle strette dal suo direttore, scandaglia ogni angolo di quella metropoli misteriosa e difficile a bordo di una vecchia Plymouth Crabrook nera sulle tracce di un serial killer. Le vittime sono bambine, le stesse bambine mutilate che tormentano Carter. Il giornalista, che in un primo momento non comprende se si tratti delle fantasie di un mitomane o di un’atroce realtà, dopo la lettura di quelle pagine impregnate di misteri e scottanti verità, comincia la sua corsa contro il tempo. E così Henry dissotterra una società corrotta per portarne alla luce vizi e bestialità, una società che, per accondiscendere ai desideri di un politico in ascesa, dà il suo tacito assenso a un traffico di minori dai risvolti inquietanti. Avranno mai un nome quei teneri corpi mutilati? Ci sarà mai giustizia per quelle vittime innocenti?
NON LEGGETE QUESTO LIBRO
Non leggete questo libro. Non leggetelo se siete facilmente impressionabili. Se la notte volete dormire sonni tranquilli, sereni come angioletti, senza paure, senza ansie, senza incubi. Perché se aprirete questo libro vi troverete a vivere in un incubo. Se sfoglierete queste pagine sarete fagocitati da visioni mostruose e angoscianti. Il ritmo…, il ritmo del sonno, il ritmo del cuore, il ritmo del respiro non saranno più gli stessi. Saranno forgiati sui tempi del killer, sul suo modus operandi, dalla sua ritmica ciclicità. L’idea di quei macabri rituali vi ossessionerà, le immagini, gli odori, le urla del silenzio. I bambini… i bambini no, nessuno li tocchi… l’efferatezza dell’assassino… la testa, l’abitino della festa, i fiori… il loro profumo, misto a quello della morte, tormenta le notti di Henry, e tormenterà le vostre. Bisogna fermarlo, bisogna fermarlo ad ogni costo. Nessuno tocchi i bambini. “Tutto è collegato, la mia vita, ciò che sono diventato, tutto ciò che ho fatto, è cominciato e finirà con l'uomo che ucciderò.” … proprio lui, l’uomo perbene, l’insospettabile che da sempre muove i fili della vita di Henry. E “l'odore di rose quasi del tutto coperto da un odore nauseabondo […] l'odore della decomposizione di un corpo”.
E ora, se hai il coraggio, guarda il trailer
https://www.youtube.com/watch?v=B9nw4VZk1wg
https://catalogo.edizioniilpapavero.it/romanzi/61-henry-carter.html


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