Vivo la stesura di una mia opera come se ogni singolo personaggio e l’anima dell’intera storia calassero lentamente dentro di me.
La giovane scrittrice Chiara Albertini ha vissuto una bellissima esperienza a Sanremo durante la settimana in cui sul palco del Teatro Ariston si è tenuta la famosissima kermesse canora. Lei ha avuto modo di viverla da vicino, partecipando a Sanremo Writers 2023. Per l'occasione ha parlato del suo romanzo Vento dall' Est, pubblicato da Rizzoli. Tutte le sue emozioni in questa intervista.
Chiara, come è andata al Festival? Le tue emozioni?
"Ho vissuto sicuramente un’esperienza intensa ed emozionante, direi poliedrica, perché fatta di infiniti colori, luci e forme, E non parlo solamente di quelli che hanno fatto da cornice e da sfondo, la suggestiva location in sé, ma soprattutto di quelli provati interiormente, una sorta di “caleidoscopio”, e fra questi prevalgono gratitudine, gioia e speranza."
Che effetto ti ha fatto vivere in quei giorni in un evento collaterale così importante come la nota kermesse?
"In quanto esperienza inedita, credo proprio di aver assorbito da quest’ultima il più possibile, secondo un “effetto spugna”, per così dire, che è poi quello che accade quando si vive una determinata dinamica esistenziale per la prima volta, al primo impatto. Sapere che nel tempo si è dato voce al mondo culturale all’interno di uno spazio artistico così importante e stimolante quale è la kermesse sanremese, ha rappresentato per me un connubio azzeccato e molto coinvolgente, considerando che le parole, con il loro significato e senso, con il loro suono e la loro melodia interiore, sono da sempre le protagoniste indiscusse. Esse sono capaci di creare sia in campo musicale sia in quello letterario storie di vita in cui potersi riconoscere."
Quali canzoni che sono state in gara rappresentano meglio il tuo attuale stato d'animo?
"Domanda davvero interessante! Senza dubbio, Due vite di Marco Mengoni, un brano intenso, potente, “sofferto”, tanto nella ricerca delle parole quanto nella melodia che le accompagna. Accanto a lui, Tango di Tananai, un brano molto toccante e delicato, dove apprezzabili sono il testo e l’arrangiamento musicale. Sono due canzoni di forte impatto emotivo, comunque diverse fra loro, ma accomunate da quel senso di languore e quel sentimento di dolore che credo accompagnino sempre la vita di ciascuno di noi; d’altra parte, da sempre sono attratta dal tema del dolore, della sofferenza, della nostalgia, dalle complesse dinamiche di vita che questi sentimenti sanno innescare in ciascuno individuo, per cui, in qualità di scrittrice scelgo ogni volta di dare voce a queste tematiche importanti e delicate. Due vite la vivo come fosse una corsa contro il tempo, come se vi fosse un qualcosa da afferrare, o comunque un qualcosa che ti afferra all’improvviso, ti capovolge e ti stravolge, mentre Tango la vivo in modo meno “febbrile”, concitato, è come se fossi cullata - questa la sensazione e l’impressione che esercita su di me -, come se fossi sospinta dal lento ma costante incedere di un’altalena proiettata verso il cielo."
Hai parlato di una tua opera, ma respirando l'aria sanremese ti è venuta l'ispirazione per scrivere altro?
"In realtà, ho già “in cantiere”, nel cassetto alcune idee su temi e personaggi a cui sicuramente in futuro vorrò dare voce, ma sono semi-progetti che ho maturato nel tempo, non legati nello specifico all’esperienza che ho vissuto recentemente all’interno del Palafiori. Però, chissà… mai dire mai! Potrebbe sempre nascere qualcosa da questa esperienza appena vissuta."
In linea più generale, stai vivendo un periodo di intensa scrittura?
"La fase attuale mi vede alle prese con la lettura, anche perché quella non manca mai! Mi accompagna sempre, perché fondamentale per me, e con la revisione, appena possibile, di quanto ho già scritto sottoforma di inedito: il quarto romanzo è già a un buon punto."
Che cosa provi quando scrivi?
"Userò forse un termine piuttosto forte, anche inaspettato, ma questo è: reincarnazione. Vivo la stesura di una mia opera come se ogni singolo personaggio e l’anima dell’intera storia calassero lentamente dentro di me, mi appartenessero visceralmente, li avessi vissuti in prima persona. L’effetto sensoriale, psicologico ed emotivo è sicuramente questo, ogni volta l’impatto è davvero potente e coinvolgente."
L'editing è una croce o una delizia per una scrittrice?
"Con delizia hai scelto un termine appropriato, mi piace molto! Perché racchiude il senso del piacere di fare qualcosa, il senso della cura nella ricerca delle parole, del loro significato e del loro suono. È una fase impegnativa, ma molto stimolante, la vivo con particolare attenzione e vivo interesse. Scrittura e riscrittura per me vanno di pari passo, la fase puramente creativa, di ispirazione e costruzione, e la fase di “limatura e perfezionamento” le vivo in modo naturale, spontaneo, con presa di coscienza ed entusiasmo."
E ora che cosa possiamo e dobbiamo aspettarci da te? Che cosa bolle in pentola?
"Porterò a termine il mio inedito - il quarto romanzo -, come accennavo prima, e solo in seguito cercherò di concretizzare nero su bianco un’idea narrativa che mi sta molto a cuore."


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