Per chi scrive, raggiungere il cuore delle persone è una grande soddisfazione.
Si intitola “Oltre le crepe del cuore” il primo romanzo di Rosa Provenzano. In esso, con delicatezza, racconta l'amore tra due giovani uomini, molto diversi tra di loro. Niente è casuale, ciò che accade tra le sue pagine, scritte con semplicità e nel contempo viva poesia.
Rosa, come ti sei avvicinata alla scrittura?
"Io sono una divoratrice di libri, lo sono stata fin da ragazzina e sono convinta che per scrivere, bisogna avere, innanzitutto, una grande passione per la lettura. Leggere, infatti, aiuta ad affinare lo stile e a migliorare l’espressività. Scrivere, comunque sia, è sempre stato un sogno nel cassetto che ho rispolverato negli ultimi anni, da quando i miei figli per motivi di lavoro e di studio vivono lontani da casa, così ho potuto dedicare più tempo a me stessa e alle mie passioni."
Con quali parole descriveresti il tuo rapporto con essa?
"Scrivere per me è trasmettere emozioni, ma anche provarne. Diciamo che è come fare un viaggio dentro me stessa. Non per nulla mi identifico con i personaggi e con le loro storie e in quel momento provo i loro sentimenti, i loro turbamenti e le loro trepidazioni. È uno sfogo piacevole e spontaneo che mi aiuta anche a dare ordine e un posto alle mie emozioni."
Il tuo primo romanzo, “Oltre le crepe del cuore”, è molto delicato. Quale è stata la sua genesi?
"Chi scrive, così come chi legge, sa bene che dietro a una storia ce n’è sempre un’altra composta dalle idee, dai sentimenti, dai pensieri e dalle emozioni dello scrittore. Anche dietro “Oltre le crepe del cuore” c’è una storia, o meglio delle domande alle quali ho cercato di dare una risposta attraverso la voce e i pensieri dei personaggi.
“Chi siamo noi per dire cosa è giusto e cosa è sbagliato? O per dire chi e come si deve amare?” Prima di giudicare, dovremmo conoscere e capire l’universo che c’è dietro le relazioni tra persone dello stesso sesso. Si tratta di un universo in cui si intrecciano dolore e sofferenze. O ancora un universo di sentimenti reali, solidi e passionali, ma anche dolorosi e travagliati. Lo vedo anche un universo in cui la paura prende il sopravvento, divorando l’amore e la libertà. Ed è quello che ho fatto io con il mio romanzo. Sì, ho voluto esplorare questo universo."
Ci sono state varie revisioni del testo?
"Dopo aver finito di scrivere il romanzo, l’ho riletto più volte, anche a distanza di tempo, e ogni volta apportavo delle modifiche e delle correzioni, soprattutto nei dialoghi. Quando l’ho proposto alla casa editrice naturalmente è stato fatto un ulteriore lavoro di editing e di revisione che non ha interessato la trama, ma alcuni aspetti degli altri personaggi presenti nella storia."
I due grandi protagonisti sono Fabio e Gabriel. Che cosa ami particolarmente di ciascuno di loro?
Fabio e Gabriel, i protagonisti del romanzo, sono due persone apparentemente distanti e diversi. Gabriel è un giovane solare, energico e ottimista. Fabio, invece, è un uomo solo, infelice e tormentato dalla propria omosessualità.
Di Gabriel amo la passione, la gioia, il coraggio e la forza di continuare a sorridere sempre, anche quando il destino travolge e stravolge. Di Fabio mi intenerisce quella fievole speranza nascosta nel buio della sua anima che gli ha permesso di ritrovare la strada che aveva smarrito."
Altro grande tema che tratti è la famiglia e i rapporti complessi che talora ci possono essere tra i loro componenti. Oggi è molto cambiata l'idea della famiglia rispetto al passato, credi che ci sia ancora una grande chiusura in tale direzione per molte persone?
"Anche oggi, come nel passato, la famiglia, può essere sia fonte di supporto, ma anche fonte di insofferenza, incomprensione e di dolore, soprattutto dove esistono difficoltà comunicative e relazionale. Penso che rispetto al passato c’è una maggiore apertura e consapevolezza nei confronti dell’omosessualità da parte dei genitori, soprattutto quando l’amore per il figlio supera la paura della vergogna e del giudizio degli altri. Quando questo non accade, purtroppo, la famiglia non è percepita con come quel “luogo” di appartenenza in cui sentirsi protetti, sicuri e compresi. Tutto ciò influisce negativamente su una serena e integrata accettazione dell’orientamento sessuale e sullo sviluppo dell’identità sociale."
Quali sono i messaggi più belli che hai ricevuto dai tuoi lettori?
"Sono tanti i messaggi di apprezzamento che mi hanno emozionata. Tra tutti, mi piace ricordare il messaggio di un lettore che mi ha contattata in privato per dirmi che la storia del libro lo ha riportato indietro negli anni ricordandogli le battaglie interiori, nonché il percorso di crescita doloroso, fino all’accettazione di sé. Per chi scrive, raggiungere il cuore delle persone è una grande soddisfazione."


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