L'Isola che c'è.

L'Isola che c'è.

Quante volte da bambina correvo in riva al mare nella speranza che le onde sul bagnasciuga stemperassero anche i miei pensieri, quelli grigi, tristi, che anche i bambini alle volte hanno. Quante volte quella spiaggia diventava il paese delle meraviglie, tra granchi, piccoli pesci, conchiglie e qualche volta una stella marina. Ora, immaginate lo stupore e la felicità se in quei giorni avessi avuto la fortuna di vedere qualcosa di raro e prezioso far capolino tra le onde. Si intravede, poi scompare, poi ancora qualcosa, una coda. Sarà una sirena? E poi ancora giù in immersione, ha la pelle scura e lucida e ancora giù, più giù, nascosta tra i flutti.

 

L’ISOLA CHE C’È!, libro scritto dalla giornalista Filomena Carrella, edito da edizioni Il Papavero è molto più di un racconto illustrato, è l’isola che ognuno di noi, almeno una volta  nella vita, ha sognato. È la natura, madre benevola che ci sorride e ci accoglie, ci fa dono di sé. Sono le passeggiate a piedi nudi sulla sabbia, ora bollente e secca, ora fresca e umida, sono le corse in libertà che non conoscono orologi o inibizioni, è un cane, conosciuto per caso, che ora ti corre incontro per il buongiorno, sono le onde del mare che ti insegnano, quando cadi, a rialzarti più forte di prima, è il vento che porta via i pensieri, la tristezza e la malinconia… è lei, piccolo cucciolo di foca, che impavida e incuriosita si spinge fino a riva ignorando il grande pericolo che è sempre in agguato: l’uomo.

 

IL LIBRO

Il libro, L’isola che c’è!, racconta la storia di due ragazzini, Peonia, chiamata Pen, e Zenzero, detto Zen, due fratellini disorientati per la separazione dei genitori, soprattutto perché non riescono a capire come mai tra di loro è finito l’amore, è svanito l’incantesimo che li aveva trasformati in un’unica entità: la famiglia. E i fratellini non comprendevano cosa avesse spinto la mamma e il papà a vivere con altre persone. Quell’evento traumatico e inaspettato sembrava aver rubato loro il sorriso e la spensieratezza tipica dei fanciulli. Viene, però, in aiuto la primavera con il sole che ricarica di energie e con i nonni che fanno tanto famiglia, casa. Così i due ragazzini, con il sole che scoppia loro dentro e il desiderio di correre, saltare, sorridere, cantare, tuffarsi e vivere con la natura, iniziano pian piano a riacquistare la serenità: vivere in quell’angolo di paradiso sperduto è il regalo più bello che i loro nonni avessero potuto far loro. Ma l’isola non è solo esplosione di energie e voglia di ricominciare a vivere è anche avventura, anzi, avventure e una di esse, in particolare, li segnerà per sempre come segnerà per sempre l’intera popolazione di Filicudi: l’incontro con la foca Bebelle. La piccola, disubbidendo ai genitori e ai nonni, si spinge fin sulla riva e al ritorno non dice nulla a casa, né ai genitori né ai nonni, per non farli preoccupare: si è spinta molto lontano, su un’isola proibita anche perché consapevole che l’estate ancora non era arrivata e sull’isola non c’era confusione, ma sapeva anche che era severamente vietato a tutte le foche avvicinarsi alla riva o farsi vedere da quello strano animale chiamato uomo. Ma Bebelle, che adora le ciambelle e non resiste al loro richiamo, un giorno… tremate lettori e sperate, perché la piccola Bebelle… ma questo lo scoprirete leggendo il libro e conoscendo i personaggi attraverso i meravigliosi disegni a colori, realizzati da Carmela Fasulo

 

IN VIAGGIO CON IL LIBRO

“L’isola che c’è! è un luogo magico, ma non per questo invisibile.” Scrive Virginia Carrella che ha curato la prefazione del libro pubblicato da edizioni Il Papavero.

L’autrice, Filomena Carrella, per il racconto si è ispirata a un’isola vera, un’isola italiana, perché anche in Italia abbiamo dei luoghi meravigliosi, solo che spesso non li conosciamo.

L’isola, che ha letteralmente stregato la Carrella, è Filicudi, piccolissima, a occidente, nell’arcipelago delle Eolie, in Sicilia; possiamo scorgerla nell’immagine in quarta di copertina a cura di Alina Maslowski, artista che ha scelto di vivere tra Filicudi e l'isola di Wight in Inghilterra.

Si racconta che tanti anni fa, proprio lì, vivesse la foca monaca, una delle foche più rare, l’unica presente nel Mediterraneo e tra i mammiferi più minacciati al mondo. A noi piace pensare che foca BeBelle, la protagonista di questa fantastica avventura, viva ancora lì, nascosta nella Grotta del Bue Marino, potenziale habitat riproduttivo, protetta, nel mare, lontano dalla riva, in compagnia del Rondone pallido.

Ed è per questo, e non solo, che la Carrella ci rivolge un accorato invito: “Lasciamo che la natura compia il suo corso, che l’uomo si faccia da parte almeno per una volta.” E infine, con gli occhi sognanti e trapunti di stelle ci sussurra: “Sapete, donando amore si riceve amore.”

 

https://catalogo.edizioniilpapavero.it/home/347-l-isola-che-c-e.html


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