LEO BRANDI IL COMICO “CAFONE”.

LEO BRANDI IL COMICO “CAFONE”.

«Ricordo che con l’avvento dei nuovi comici, di coloro che attuarono un cambio generazionale distaccandosi un po’ da quella che era stata la tradizione macchiettistica e oleografica partenopea, mio zio, uomo molto alto e magro dal portamento da lord inglese, dopo cinque minuti di televisione (rigorosamente in bianco e nero) si alzava irritato, guardava per circa dieci interminabili secondi la sua famiglia composta dalla moglie Fernanda e dalle figlie Antonella e Annamaria, poi fissava con lo sguardo mio padre e per ultimo me e, allontanandosi dal televisore, esclamava: “Avess’ ascì Leo Brandi a sott’ ‘o turreno!”, “Dovrebbe uscire Leo Brandi da sotto terra!”».

 

Leo Brandi, il comico “cafone”, edizioni Il Papavero, è l’interessante biografia di Carlo Todini (Napoli, 24 giugno 1894 – Napoli, 16 febbraio 1959), attore, cantante, comico ed eccezionale caratterista. Il libro, in parte romanzato e filtrato dai ricordi, in parte scritto secondo lo stile della saggistica, talvolta dell’intervista, si dipana tra la malinconia e la simpatia. L’autore, Carlo Maria Todini, nipote di Leo, del quale porta come eredità il nome e la vena artistica (è attore, autore, cabarettista, musicista di Tv, teatro e cinema) si muove, in punta di piedi, tra la vita intima, familiare, e la carriera artistica del nonno, cercando di ricostruire l’identikit di un uomo che ha lasciato il segno nel panorama artistico partenopeo, travalicando anche i confini italiani.

 

IL LIBRO

Tra le innumerevoli, fantastiche, interpretazioni di un artista, capita spesso che una singola scena, o alle volte una singola battuta, segni per sempre un attore. Nella memoria collettiva ha lasciato un segno indelebile Miseria e nobiltà, film del 1954 diretto da Mario Mattoli, tratto dall'omonima opera teatrale (1888) di Eduardo Scarpetta.

Una scena, in particolare, è diventata l’emblema del film: racconta una pagina di storia importante, quando la maggior parte della popolazione versava nell’ignoranza e nella povertà. Tanti padri di famiglia, ma anche molti giovani, lasciavano casa per trovare fortuna al di là dei confini. Comunicare con i propri cari non era facile e dovevano servirsi di un uomo che aveva studiato e che a pagamento scriveva e traduceva lettere. 

Dunque. Lei è ignorante?

Io? Sì.

Bravo, bravo. Viva l'ignoranza! Tutti così dovrebbero essere...

Avrete capito tutti che mi riferisco alla scena dell’ignorante, il cafone, interpretato da Leo Brandi, che detta la lettera a Totò scrivano, don Felice Scioscammocca. Caro Giuseppe compare nipote è l'inizio della lettera che il cafone detta e che conclude, facendo adirare don Felice, “... perché nun tengo nemmeno li soldi per pagare la lettera a lu scrivano che me sta scrivendo la lettera presente...”, “E poi... Mettece li saluti... Punto.”

 

UN LIBRO UNICO

“Leo Brandi rappresenta quel mondo del teatro napoletano d’infinito valore, vuoi per il laboratorio naturale che vi conteneva in esso, vuoi per la sterminata quantità di gente che vi operava. Purtroppo con il dopoguerra, con la nascita della televisione, una certa memoria storica è andata a finire e gli usi e i costumi, non solo napoletani, ma dell’Italia, si sono persi.” Scrive Franco Cutolo nella prefazione del libro pubblicato da edizioni Il Papavero, libro che si fregia di una copertina a firma dell’artista Gennaro Vallifuoco e contiene diverse foto dell’epoca,

La storia di Brandi ci aiuta a comprendere i passaggi cruciali della storia del teatro italiano e in particolare di quello napoletano. Se non comprendiamo questi passaggi sarà difficile capire come siamo arrivati a oggi e quali prospettive ci potranno essere in futuro per il nostro teatro. Inoltre, mentre per altri grandi artisti ci sono innumerevoli biografie, autorizzate o meno, questa è un’opera unica, l’unico lavoro completo di ricerca, personale (affettiva) e storico-artistica, di un pilastro del nostro teatro e attraverso di lui sarà possibile scoprire aneddoti e particolari di altri grandi personaggi.

https://catalogo.edizioniilpapavero.it/arte-e-spettacolo/178-leo-brandi-il-comico-cafone.html


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