Vivere consapevolmente è il dono più importante, meraviglioso e stimolante che possiamo farci.
Giovanna Fracassi è una scrittrice e una poetessa delicata e accorta. Una donna dai mille interessi e che ama vivere la sua vita con passione. La sua ultima pubblicazione è il romanzo “Lettere a Sofia”. Un testo emozionante che è anche la chiave per conoscere meglio e più da vicino l'animo della stessa autrice.
Giovanna, con quali parole ti descriveresti e ti presenteresti a chi ancora non ti conosce?
"Sono una donna, una figlia, una moglie, una madre, un'insegnante, sono una scrittrice e altro ancora. Quindi mi reputo una persona completa che ha potuto realizzarsi in tutti questi ruoli, sia dal punto di vista umano che professionale e sociale. Vivo con passione facendo tesoro delle mie esperienze, della mia cultura, acquisita con gli studi, i confronti, gli approfondimenti continui, delle mie relazioni famigliari, amicali e professionali, dei miei frequenti viaggi e di tutti gli stimoli che ricevo dai miei hobby: la filosofia, la lettura, la scrittura, la musica, i viaggi, il giardinaggio, l'arte, la fotografia, il cinema... Mi reputo poi una persona equilibrata e dotata di un positivismo realistico. Inoltre sono una buona ascoltatrice nonché fortemente empatica."
Tu sei un'insegnante e una scrittrice. Come riesci a conciliare le due professioni?
"Sono due professioni, nel mio caso complementari, dato che ho insegnato per anni Lettere, quindi sono sempre stata a contatto non solo con i vari testi letterari, con la scrittura mia e quella dei miei alunni, ma anche con la storia, la geografia e gli studi sociali, quindi una vasta panoramica di argomenti, di temi, di stili, di fatti correlati, di analisi sia storico - letterarie che più prettamente fisico - politiche. Sbocco naturale di tutto questo patrimonio esperienzale e culturale è stata, quindi, la mia assidua vocazione alla scrittura a cui ho dedicato e dedico parte del mio tempo libero e delle mie energie."
I tuoi alunni che ne pensano delle tue opere?
"I miei alunni per molto tempo non sono stati informati della mia attività di scrittrice, ho preferito tenere distinti i due piani e i due ruoli. Poi inevitabilmente è trapelato che pubblicavo, all'inizio soprattutto sillogi. Allora è scattata la curiosità e la richiesta, da parte loro, di conoscere e leggere almeno qualche mia poesia. Naturalmente li ho accontentati ma ho volutamente cercato di contenere il loro entusiasmo indirizzandoli piuttosto ad amare la poesia, la lettura in generale, compito non sempre facile, e a stimolarli a cimentarsi essi stessi nella scrittura, non solo di poesie ma anche di racconti. Insomma ho cercato di veicolare la loro curiosità per me come scrittrice nella direzione di farli diventare protagonisti di un loro mondo espressivo letterario. Ci sono spesso riuscita, se non con tutti, con molti."
Che effetto ti fa vedere pubblicate le tue opere dopo tanto tempo trascorso a lavorarci su ?
"È sempre una grande emozione e una notevole soddisfazione pubblicare una propria opera che sia una silloge, un'antologia di racconti, un saggio filosofico, un libro di filastrocche e di favole. Questo, perché sento di aver portato a termine un impegno preso con me stessa, vedo raggiunto il mio obiettivo d'aver sistemato e organizzato i miei scritti, talvolta necessariamente "dispersi" in vari quaderni, appunti, file. Inoltre, credo e spero che quanto da me pubblicato possa stimolare in chi mi legge riflessioni, ma anche ulteriore interesse per le tematiche che affronto, che sia lenimento talvolta a quel malessere esistenziale che ci coglie indistintamente, a tratti, nella nostra vita nel confronto con chi quel malessere ha cercato di esprimerlo dandogli voce per mezzo di poesie, racconti o lettere. Per le mie pubblicazioni rivolte ai più giovani, ogni favola, ogni storia, ogni filastrocca, non mira solo a divertirli ma anche a trasmettere quei valori che ritengo fondamentali per la loro formazione. In questo, molto mi ha aiutato l'aver potuto insegnare in vari ordini di scuola, dalla scuola materna alla secondaria."
Ad oggi quante ne hai date alle stampe?
"Finora ho pubblicato 11 libri di vario genere: con la casa editrice Rupe Mutevole nel 2012, la raccolta poetica “Arabesques”, segue nel 2013 “Opalescenze”, nel 2014 “La cenere del tempo”, nel 2015 “Emma alle porte della solitudine”, nel 2017 “Nella clessidra del cuore”, nel 2018 “L’albero delle filastrocche”. Nel 2016, ho pubblicato con Kimerik la raccolta “In esilio da me”, nel 2018 con Kubera Edizioni “Il respiro del tempo” e nel 2021 con Rupe Mutevole una raccolta poetica dal titolo “La brace dei ricordi” ed un fortunato libro di favole e filastrocche intitolato “Nel magico mondo di Nonna Amelia”, nel 2022 "Lettere a Sofia", un epistolario filosofico, con la casa editrice Tomarchio Editore."
Rileggendole, oggi con il senno di poi, avresti cambiato qualcosa?
"Non credo che cambierei qualcosa di quanto ho scritto, perché ogni libro mi rappresenta in un preciso periodo della mia vita e del mio percorso culturale, e quando mi rileggo mi piace ritrovare quella parte di me che è rimasta immutata e quella che invece è cambiata, per fortuna in meglio e in modo più ricco e completo."
Quando scrivi lo fai di getto o sei più riflessiva?
"Entrambe le modalità, perché ciò che scrivo di getto è solitamente frutto di una mia riflessione, altre volte scrivo sotto l'impulso di un pensiero, di un'emozione o di un sentimento e successivamente lo rielaboro."
E nella vita in generale?
"Direi che anche nella mia vita ho questo approccio ambivalente, non per una scelta fatta a priori, ma perché mi è sicuramente congeniale ed evidentemente ho riscontrato nel tempo la sua validità."
Hai dichiarato di sentirti molto vicina a Sofia, la protagonista del tuo nuovo romanzo. Che cosa ami particolarmente di lei?
"Sofia è in realtà il mio alter ego, quindi è chiaro che mi sento non solo vicina a lei, ma proprio mi identifico con questa donna ricca di quella curiosità intellettuale che la spinge a pormi delle domande, a chiedermi dei consigli, a indagare sulla mia attività di filosofa e scrittrice. Indagare, domandare, guardare il mondo con meraviglia, provare stupore per la vita, restare in ascolto attivo dei pensatori e dei letterati e quindi, in buona sostanza, degli uomini in tutti i loro artiticolati vissuti, è il mio stesso modo di procedere e di vivere. Cosa amo particolarmente di lei? La curiosità intelligente, l'entusiasmo per la vita, la ricerca di senso anche nel dolore e nella sofferenza, soprattutto nel dolore e nella sofferenza."
Se fosse qui con te, che cosa sentiresti di dirle e perché?
2Se fosse qui con me la esorterei a continuare in questo suo percorso, a non stancarsi mai né arrendersi, perché vivere consapevolmente è il dono più importante, meraviglioso e stimolante che possiamo farci."
E alla Giovanna di ieri, di oggi e di domani, che cosa ti senti di dire?
"Alla Giovanna di ieri farei i miei complimenti per aver saputo mettere basi solide per la realizzazione della Giovanna di oggi, per aver saputo superare crisi, delusioni, per essere riuscita a raggiungere gli obiettivi che si era posta. Alla Giovanna di oggi vorrei dire di sapersi apprezzare di più, di non cedere alla tentazione di colpevolizzarsi quando qualcosa non va nel verso giusto, sia a livello personale che professionale. Invece alla Giovanna di domani auguro di sapersi sempre guardare indietro, di saper sempre fare tesoro degli insegnamenti appresi e di mantenere vivo l'interesse e l'entusiasmo per la vita, anche nei momenti più bui e difficili, di cercare sfide, modalità creative e di porsi continuamente degli obiettivi, di non dimenticarsi mai della bambina che è stata, delle sue radici, di ciò in cui ha creduto e per cui ha lottato."


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