Quella che sono oggi è la sintesi di tutte le mie esperienze passate, personali e professionali.
Ilaria Marchioni è scrittrice, coach, trainer e counselor olistica. È pure l’autrice di due libri: oltre a “La tua traccia”, l’autrice ha pubblicato “Il prezzo del tempo”. Con lei, donna decisamente solare e profonda, abbiamo avuto modo di parlare a ruota libera di stati d'animo, pregi, difetti e di alcuni cliché che fin troppo serpeggiano ancora oggi all'interno della società.
Ilaria, presentati ai nostri lettori con pregi, vizi e virtù...
Che domanda interessante! Io sono una persona molto ottimista ed entusiasta, le cose che più mi piacciono di me sono la coerenza (quel che dico faccio) il coraggio (anche di andare controcorrente) e la capacità di trasformare qualsiasi problema in un’opportunità di crescita. Ma non è tutto oro quello che luccica! Anche io ho i miei lati ombra, fra cui la testardaggine, da brava Ariete, e l’attitudine a voler fare più cose contemporaneamente, che non aiuta l’efficacia e la qualità del risultato.
Quali sono i pregi che maggiormente apprezzi negli altri e i difetti che invece proprio non tolleri?
Ciò che più apprezzo negli altri è l’autenticità e la lealtà, mentre proprio non tollero le persone che criticano e giudicano continuamente gli altri, senza peraltro guardare a loro stesse. Per non parlare delle persone che si lamentano di continuo… scappo a gambe levate!
Molti oggi vedono come sinonimi la testardaggine e la determinazione così come la sensibilità e la fragilità. Lo fanno per comodità o per semplice ignoranza? Tu come definiresti ognuno di questi modi di essere dal punto di vista caratteriale?
Non so perché lo fanno, potrebbe essere un’attitudine dettata dalla fretta o dall’approssimazione. Per me la testardaggine è la versione negativa della determinazione, visto che l’ho anche elencata fra i miei lati ombra. Il troppo stroppia, e quando la determinazione sfocia in testardaggine bisogna saper fare un passo indietro e riconoscere che non sempre le cose vanno come vogliamo noi. Abbiamo l’insana pulsione di voler controllare gli eventi, quando in realtà, se ci pensiamo bene, credere di poter esercitare un controllo totale sulla vita è un’illusione, sappiamo bene che non ci riusciamo, che non è possibile, e invece continuiamo a voler controllare il flusso della vita. E’ a quel punto che la determinazione diventa testardaggine. Sensibilità e fragilità invece veicolano due significati molto diversi a mio avviso, ed entrambi molto positivi. Tuttavia normalmente alla parola fragilità viene attribuita una connotazione negativa nella nostra società, dove non ci è concesso di poter manifestare un dubbio, un’emozione, un momento di difficoltà senza perdere il nostro fascino o il nostro potere. Questo è uno dei più grossi errori di visione in cui io mi sono imbattuta. Per me infatti la fragilità è la porta della vera forza, una persona che riesce ad essere fragile senza vergognarsene, che riesce a manifestare la propria vulnerabilità senza chiedere scusa di norma guadagna tutta la mia stima.
A proposito, sovente si è avvezzi a definire una persona in gamba “di carattere”. Possiamo dire che sia un termine proprio e improprio?
Guarda, in effetti sono modalità che veicolano confusione. Cosa vuol dire “in gamba”? Cosa vuol dire “di carattere”? Se intervistiamo 10 persone diverse otteniamo 10 significati diversi. Quindi sempre meglio essere il più precisi possibile per descrivere una persona, con aggettivi specifici, ricordando che ogni persona è molto di più delle parole con cui la descriviamo, che non devono diventare gabbie ed etichette, ma che dovrebbero semplicemente raccontare alcune caratteristiche di ogni persona, lasciando però spazio a tutto il resto che quella persona è, osservando la preziosità dell’intero, invece che la parzialità delle sue parti.
Talora per dire che una donna è forte si definisce una “con le palle”, la tua opinione in merito? Non è forse anche molto offensiva?
Certo che è molto offensiva, e ormai credo che sia responsabilità di ogni persona smettere di usare questo modo di dire e anche smettere di accettare che venga utilizzato, aiutando gentilmente la trasformazione della cultura attraverso il linguaggio. Di fatto stiamo dicendo che la forza si può ritrovare solo negli attributi maschili, cosa oltremodo sbagliata, oltre che appunto offensiva. Inoltre veicola uno stereotipo che associa il potere alle caratteristiche maschili, reiterando la vecchia modalità di immaginare leader forti a scapito di leader gentili, uomini o donne che siano. Ormai gli stili di leadership basati solo su caratteristiche maschili fanno acqua da tutte le parti, e le aziende se ne stanno accorgendo. C’è bisogno di ognuno e ognuna di noi per dare il nostro contributo alla creazione di un mondo maggiormente inclusivo che dia a tutte le persone le stesse opportunità. C’è bisogno di focalizzarsi sulla competenza, piuttosto che sulle caratteristiche delle persone. Purtroppo ne siamo ancora molto distanti.
Veniamo ora a parlare di Ilaria come grande professionista. Tu quando e come hai capito quale fosse la tua strada professionale?
Quella che sono oggi è la sintesi di tutte le mie esperienze passate, personali e professionali. Quindi non riesco ad individuare un momento preciso in cui ho capito quale fosse la mia strada professionale. Gli eventi si sono susseguiti in una danza armoniosa che vedeva muoversi all’unisono la mia trasformazione interiore (da economista a life coach) e le opportunità professionali che mi venivano prospettate. Così sono cambiata nel profondo senza quasi nemmeno accorgermene, ma se mi guardo indietro di 20 anni quasi non mi riconosco. Ora scrivo libri che ispirano altre persone a migliorare la qualità della propria vita e che derivano dalle mille sfaccettature delle mie esperienze, e guido persone e aziende in percorsi di consapevolezza e di sviluppo del potenziale, per permettere a ogni persona di essere la migliore versione di sé stessa. Chi lo avrebbe mai detto il giorno della mia laurea in economia?
Quali sono le maggiori difficoltà che hai riscontrato nel tuo cammino?
Le difficoltà più grandi sono derivate dalle scelte controcorrente che ho fatto, quando ho lasciato una carriera molto ben impostata per dedicarmi al coaching e allo sviluppo del potenziale delle persone, quando ho fatto un passo indietro nell’organigramma della mia azienda per potermi dedicare alle mie passioni e alla realizzazione dei miei sogni, quando ho ceduto status e potere per guadagnare tempo e migliorare la qualità della mia vita. Le persone mi guardavano come se fossi impazzita, ma ad oggi sono state tra le scelte di cui vado più orgogliosa, e che peraltro mi permettono di essere coerente con i contenuti che ho scritto nei miei libri, e di essere di ispirazione per molte persone che vogliono trasformare in meglio la propria vita.
Molte donne sostengono che ancora oggi siano discriminate sul lavoro. La tua opinione in merito?
Guarda, non si tratta di opinioni, si tratta di fatti. Basta guardare i numeri, che sono inconfutabili. Basta guardare la percentuale di donne in posizioni apicali nelle aziende, nei partiti politici, nelle università o negli ospedali. Basta informarsi un po’ e accorgersi che il Global Gender Gap Report del 2022 (facilmente reperibile in Internet) ha calcolato che ci vorranno ancora 132 anni prima che il mondo possa vedere la parità di genere. Il punto non è se le donne sono discriminate o no, il punto è cosa può fare ognuna e ognuno di noi per mettere fine a questa anacronistica realtà, accorgendoci di qual è la nostra responsabilità nel preservare lo status quo, nell’accettarlo e forse a volte anche nel veicolarlo, spesso senza nemmeno accorgercene.
Sii sincera, hai mai pensato a un piano B?
Il piano B l’ho già pensato e già realizzato, ora sono al piano C, per poi passare al piano D. Mai fermarsi, abbiamo sempre la possibilità di apprendere cose nuove, di migliorarci, di metterci in gioco. Rimanere tutta la vita nello stesso piano che avevo per me quando mi sono laureata mi avrebbe fatta annoiare a morte!
Se pensi al futuro come lo vedi?
Lo vedo in discesa, da profonda ottimista quale sono. Lo vedo più affine a come mi sento nel profondo, lo vedo luminoso e stimolante. Ogni mattino, quando mi alzo, sento dentro la curiosità di scoprire quali belle sorprese mi riserverà il giorno tutto nuovo che mi sto apprestando a vivere. E vi assicuro che è un bellissimo modo per iniziare la giornata.


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