Anna Maria Ghedina, una donna profonda, una scrittrice attenta e sopraffina.

Anna Maria Ghedina, una donna profonda, una scrittrice attenta e sopraffina.

L’ autore dovrebbe essere di conseguenza uno scrittore.

 

Scrittrice con all'attivo un numero elevatissimo di pubblicazioni e giornalista molto stimata, Anna Maria Ghedina è una donna che ha fatto, fin da giovanissima, della scrittura la sua stessa vita. Ama definirsi una sognatrice ma nel contempo una donna con i piedi ben ancorati a terra. Persona colta e ricca di tanti interessi, ci ha condotto per mano in un mondo fatto di belle opere e di un infinito amore per la Scrittura, per la Letteratura e per la Lettura.

 

Annamaria, come ti descriveresti a chi non ha ancora avuto il piacere di conoscerti?

"Una sognatrice con i piedi per terra."

 

Come è nato il tuo amore per la Comunicazione, il Giornalismo e la Scrittura?

"Da ragazzina. Ho sempre amato la lettura e la scrittura, ed alla fine, dopo aver lavorato in azienda per tanti anni, ho deciso di dare una svolta, quindi ho mollato tutto e ho iniziato a collaborare, prima mandando delle novelle ad un giornale e poi mi hanno chiesto di fare degli articoli. Diciamo che è iniziato tutto da lì."

 

Tu oggi hai all'attivo tantissimi libri, ti consideri dunque una scrittrice e non più solo autrice?

"Scrittrice, perché mi piace e mi diverte da matti scrivere, da sempre."

 

In che modo è cambiato con il trascorrere inevitabile del tempo?

"Non è cambiato. Certamente da quando ho iniziato a scrivere, a 17 anni, la scrittura è diventata più sciolta. Io leggo tantissimo ed il leggere affina ed amplia le tue conoscenze anche della lingua."

 

Perché sovente molti tendono a mettere i puntini sulle i su queste due definizioni?

"L’autore dovrebbe essere di conseguenza uno scrittore, riferito al campo letterario. Però si potrebbe essere ottimi autori e non essere buoni scrittori. L’autore dispiega la fantasia e gli dà corpo con la scrittura e non sempre le due cose sono automatiche.

Un esempio: molti si dilettano nella pittura facendo ottimi quadretti, ma ciò non significa che siano dei Van Gogh. Mi è capitato di leggere testi interessanti scritti però malissimo."

 

Oggi tuttavia si tende a confondere molti termini. Per esempio la sensibilità con la fragilità, e la testardaggine con la determinazione. Per quale motivo secondo te?

"La sensibilità non è segno di fragilità e la testardaggine differisce dalla determinazione. Si tende a confondere i termini forse perché il distinguo richiede approfondimento."

 

Si tende anche a considerare ignorante chi non ha un titolo di studio importante. Possibile che oggigiorno l'ignoranza sia vista solo così?

"Vale quanto già detto poco fa. Puoi avere tre lauree ed essere ignorante, nel senso che ignorante significa ignorare, e avere la terza media ed essere pieno di conoscenza."

 

Dal punto di vista etimologico, una persona ignorante è chi ignora e che non sa. Possiamo dire che un po’ tutti, almeno una volta nella vita, possiamo trovarci in questa situazione?

"Certamente possiamo dichiararci ignoranti su qualcosa che non fa parte degli ambiti della nostra conoscenza che non sempre è onnivora."

 

Sii sincera: l’ignoranza ti spaventa?

"L’ignoranza nel senso della mancanza di cultura, spaventa sempre. Meglio combattere contro un nemico che contro uno stupido."

 

Quali sono ad oggi le tue più grandi paure?

"Personalmente non ho grandi paure, forse la morte? Il tempo che, col trascorrere degli anni, davanti a te si accorcia? Qualcosa che vorresti realizzare e ti mancano gli strumenti per farlo? Probabilmente."

 

Come cerchi di vincerle?

"Adattandomi alle circostanze, con un po’ di  sano ‘never mind’ (me ne impipo)."

 

Per che cosa oggi ti senti vittoriosa? La tua più grande vittoria?

"Aver pubblicato i miei libri, la sognatrice che realizza il sogno. Stare sul bancone del mio editore (Infuga del gruppo De Nigris) al Salone del Libro di Torino con i miei libri ed il mio ultimo lavoro Passione Nera che presenterò proprio in quel contesto."

 

Annamaria oggi, ieri e domani, come è ora, come è stata ieri e come te la immagini in futuro?

"Piena di cose fatte, da fare, che farò. Immaginare che i personaggi che ho creato nei miei romanzi prendano vita, la saga di Mylord, Sir Andrea Frankfourth, l’avventuroso Duca inglese, oppure Rolando Ruggieri Chalon il nobile ispettore di Borgo Paipo, sui Monti Lattari, e le sue inchieste tra streghe, tarocchi e misteri, senza dimenticare i miei ‘Fantasmi’ di cui ho narrato nei molti saggi sull’argomento (Napoli dalla mezzanotte in poi, Guida ai Fantasmi d’Italia ecc.) che hanno dato vita a Lady Ghost, la quale si sta cimentando con una storia ed un personaggio, veramente vissuto, nella Pompeii del 78 d.C. un anno prima dell’Eruzione."

 

 


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