Valentina Cristiani, una romantica, una sognatrice e una donna molto determinata.

Valentina Cristiani, una romantica, una sognatrice e una donna molto determinata.

La scrittura ed il giornalismo sono il mio sorriso quotidiano, il mio tutto.

 

Giornalista sportiva di successo e brava scrittrice, così si può definire a buona ragione, dal punto di vista professionale, Valentina Cristiani. Tuttavia lei è davvero molto altro ancora: una giovane e bellissima donna, ma bella sul serio, sia fuori che dentro, con un vero amore per il suo lavoro, per la vita e per gli amici a quattro zampe. Ed è proprio a loro che ha dedicato il suo ultimo libro ( Goal a Quattro Zampe, ndr) che vede la prefazione e l'introduzione di due immense professioniste.

 

Valentina, presentati con pregi, vizi e virtù ai nostri lettori...

"Sono una donna spontanea, romantica e sognatrice. Sono poi molto determinata ma al tempo stesso delicata e sensibile, fragile alcune volte. O ancora, una che ha fatto delle sue passioni il suo lavoro di giornalista e scrittrice.

Una mia virtù che è un mio pregio, ovvero quella di avere un gran senso di osservazione sulle cose belle in generale. Come diceva Oscar Wilde: “Il guardare una cosa è ben diverso dal vederla. Non si vede una cosa finché non se ne vede la bellezza”.

Mi stupisco piacevolmente nell’osservare qualsiasi partita di calcio e tutti gli amici a quattro zampe dal naso umidiccio e dagli occhi fedeli. E, da questo intreccio, è nato il mio secondo libro “Goal a 4 zampe” per Giraldi Editore.

Se devo rivelarvi - invece - un mio vizio, potrei dire quello di essere dipendente dalla scrittura: difatti appena noto qualcosa di interessante me lo appunto o scatto una foto, il mio spirito così si ritempra!"

 

Tu oggi sei una stimatissima giornalista sportiva. Come sei riuscita a importi in un mondo professionale che fino a poco tempo fa era quasi del tutto considerato maschile?

"Ultimamente le giornaliste sportive sono aumentate, parimenti alle appassionate di calcio, ma ci sono ancora poche voci femminili nelle radiocronache o telecronache delle partite. La maggior parte sono bordocampiste.

Ho avuto la fortuna di trovare persone che mi hanno dato fiducia, trasmissioni e quotidiani. Per riuscire a svolgere questo lavoro, bisogna avere competenza e trovare persone che ti diano la possibilità di dimostrarlo.

Ora sono anche responsabile di un portale calcistico (https://tuttosampdoria.it/) che mi dà grandi soddisfazioni. Ne approfitto per ringraziare pubblicamente il capo redattore della testata, Simone Murelli, per il prezioso lavoro quotidiano.

La strada è ancora un po’ in salita ma spero che la tendenza si inverta, perché le donne possono tenere testa agli uomini nel giornalismo calcistico”. "

 

Quali sono i maggiori ostacoli che hai riscontrato in tale direzione? Sii sincera, li incontri ancora?

"Sentire la diffidenza, soprattutto se si parla di calcio. E in generale se sei donna e vuoi fare una cosa da uomo, perché ancora ci sono le cose da uomo, devi dimostrare continuamente qualcosa, cioè qualcosa in più. Purtroppo però quello che dimostri evapora se ogni giorno non rinnovi e imponi la tua presenza."

 

Oggi una delle più famose colleghe è Diletta Leotta. La vedi come un punto di riferimento di molte giovani che vogliono intraprendere il vostro mestiere?

"Diletta Leotta è un esempio di come la passione per il giornalismo, la professionalità e il fascino personale possano coniugarsi per creare un volto amato dal pubblico. La giornalista catanese continua a lavorare con impegno e dedizione per offrire informazioni di qualità."

 

Hai dato alle stampe due libri che entrambi hanno a che fare con il mondo del calcio. Quando ti sei appassionata a questo sport?

"Prestissimo, da bambina, da quando mio papà alle medie mi portò al Dall’Ara per la prima volta. Un po’ come accadde per la scrittura. Il calcio sa regalare forti emozioni, è un fenomeno di costume, “un linguaggio”. E, a distanza di 3-4 anni da “Calciatori? No, grazie!” è da poco nata la mia seconda pubblicazione: Goal a 4 zampe (libro che approfondisce il rapporto tra uomini e animali intervistando giornaliste e wags che raccontano aneddoti speciali della loro esperienza di vita vissuta) che ha visto, oltre a diverse recensioni, le recenti interviste sui settimanali Gente e Visto. L’idea di raccontare le storie di giornaliste e wags per il mio libro, è frutto di una grande empatia tra donne, fiducia reciproca, spirito di collaborazione, lavoro di squadra, in primis con l’editrice Rossella Bianco, quindi con Simona Ventura che ha curato la prefazione, poi con Francesca Baraghini, giornalista di SkyTG24 che ha scritto l’introduzione."

 

Come credi che sia cambiato, sia nel bene che nel male, negli ultimi anni?

"Il calcio è cambiato, purtroppo, non esiste più quel calcio romantico e pieno di valori di una volta. I giocatori adesso sono più legati ai soldi e meno alla maglia. Skriniar (il capitano dell'Inter, ha trovato l'accordo per accasarsi al Psg a parametro zero ma rimane fino a Giugno a Milano) e Zaniolo (che rompe con tutto l’ambiente romano per lasciare la squadra) sono solo gli ultimi casi, ma ce ne sarebbero tantissimi da citare tra cui Donnarumma, che un'estate fa lasciò il Milan a parametro zero,ecc. ..."

 

Tu come vivi il tifo? Come si fa a essere oggettivi quando si scrive e si parla della propria squadra del cuore per lavoro?

"Ho vissuto in diverse città e ho seguito diverse squadre di calcio di serie A. Fondamentale è essere credibili e basilare essere un mero fotografo della realtà."

 

Il tuo lavoro è oggi il tuo più grande amore?

“Fai quello che ami e non lavorerai un solo giorno della tua vita”, diceva Confucio. La scrittura ed il giornalismo sono il mio sorriso quotidiano, il mio tutto."

 

Certamente ami moltissimo anche gli animali, ai quali hai dedicato la tua più recente opera. In particolare i grandi protagonisti sono i cani. Che effetto ti ha fatto leggere le storie di alcuni protagonisti, narrate dalle loro padroncine?

"Questo libro è una storia d’amore, quella con i nostri amici a 4 zampe. E’ un libro che mi ha arricchito umanamente e penso abbia tanto da insegnare al pubblico. Un viaggio emozionale per imparare a conoscere ogni animale approfonditamente (non solo i cagnolini), il loro habitat e l’empatia con gli umani."

 

Una storia che in particolar modo ti ha commosso?

"Una delle storie raccontate nel libro, quella della giornalista Rossella di Pierro:

“Il mio amico Walter, pochi mesi prima, aveva salvato una gatta in piena notte dopo che era stata investita da una macchina. Non credeva ce la facesse, ma il suo obiettivo era quello di poterle dare un luogo caldo e sicuro dove poter passare la notte. La gatta, avvolta dall'amore e dalle cure di Walter, si è ripresa miracolosamente e qualche mese dopo è rimasta incinta! Il 28 marzo 2020 Joy (così si chiama la gatta) dà alla luce una meravigliosa cucciolata. Tutti i giorni seguo tramite i social la cucciolata che cresce e mi innamoro di uno dei gattini. È stato l'ultimo ad essere partorito, è il più cicciottello ed è sempre attaccato a sua mamma Joy. Un batuffolo bianco e arancione che ho amato dal primo giorno. Così comincio a far vedere le foto a Thomas e parte ufficialmente l'operazione di convincimento. Non ci è voluto molto per fargli dire di sì e così aspettiamo il tempo necessario per lo svezzamento e ai primi giorni di Giugno lo portiamo a casa. Gli diamo un nome un po' insolito, ma simpatico, decidiamo di chiamarlo Spritz. Sì, come la bevanda. Le macchie arancioni mi ricordavano il colore dello Spritz e mi sembrava un nome carino per quel batuffolo. Ci mise poco ad ambientarsi e, dopo un giorno e mezzo, cercava già di arrampicarsi per dormire insieme a noi sul lettone. O meglio, per dormire insieme a Thomas. Perché da quel giorno dormono insieme ogni notte e a volte mi sento il terzo incomodo a rovinare i loro momenti romantici”.

 

Puoi anche contare sulla prefazione della mitica Simona Ventura, che di recente ci ha fatto emozionare e divertire con la maschera de La Stella al Cantante Mascherato. In che modo lei ha cambiato il modo di concepire il giornalismo sportivo in TV? Per che cosa senti di stimarla maggiormente sia come donna che come professionista?

"È naturale, effervescente e – soprattutto – vera. Conservo ancora VHS di lei a La Domenica Sportiva. Dieci le edizioni condotte di Quelli che il calcio con interviste memorabili e siparietti di intrattenimento che hanno trasformato il contenitore sportivo in format per tutta la famiglia. Tante hanno imitato il suo stile, sempre piacevolmente un po’ sopra le righe, emozionale, ma, inimitabile. Alcuni anni fa, Simona aveva accolto nella sua grande famiglia allargata un cane di razza Jack Russel, Hugo. Un cane forte e vivace, ma che al contempo ha tanto bisogno di affetto. A lui, ormai un decennio fa, nella sua web tv aveva dedicato The Beautiful Life of Hugo, il primo reality dedicato a tutti gli amanti dei cani. E chi poteva essere più indicata di lei per realizzare la prefazione del mio libro?"

 

Tornando a te, per che cosa ti senti di ringraziarti? Quanto sei soddisfatta della donna che sei oggi? Un augurio per il tuo domani?

"Mi piace ringraziarmi non per i successi ma per tutte le volte che sono caduta e mi sono rialzata. Per aver trovato, molte volte, un’opportunità all’interno delle difficoltà. Perché cerco di fare sempre ciò che non so fare per imparare a farlo. Un augurio per il domani? Veder realizzato il format che ho ideato."

 

 


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