UNA VITA CON GIANLUCA .

UNA VITA CON GIANLUCA .

I bambini a quattro anni hanno l’argento vivo in corpo, corrono, saltano, giocano, sono felici. E così anche il piccolo Gianluca, in un pomeriggio d’estate, nel bosco di Capodimonte illuminato dal sole, con la mamma e la sorellina, dava sfogo a tutte le sue energie. Era felice e, vedendo da lontano il suo papà, liberandosi con uno strattone improvviso dalla mano di mamma Cettina, gli corse incontro per condividere con lui quell’immensa gioia. Fu un attimo e… non vedendo uno scalino troppo alto, incurante delle urla della mamma che lo inseguiva, cadde rovinosamente a terra. … Il sangue, un dentino spezzato e una terribile condanna: da quel giorno non avrebbe più visto il sole, né il verde del bosco, né il sorriso della sua mamma.

 

“Una vita con Gianluca”, edizioni Il Papavero, è l’autobiografia dell’avvocato Gianluca Fava che, per una caduta banale, a soli quattro anni, ha perso per sempre l’uso della vista, dovendosi così adattare a una nuova vita densa di ostacoli, difficoltà, imprevisti, ma comunque e sempre una vita affascinante. Una lotta, quasi quotidiana, quella di Gianluca contro l’ignoranza, lo scetticismo, la stupidità di tutti coloro che lui definisce No-Gianluca, sempre pronti a compiangerlo, demotivarlo, in qualche modo bloccarlo, e che rappresentano l’inadeguatezza di una società non ancora pronta a includere e integrare tutti nel proprio tessuto sociale. Per fortuna queste persone sono controbilanciate dai Gianluchisti, suoi grandi sostenitori, sempre pronti a incoraggiarlo e sostenerlo in ogni modo.

 

IL LIBRO

Gianluca Fava, avvocato penalista napoletano, ha voluto fortemente raccontare la sua vita soffermandosi in particolare su quei momenti critici che segnano i grandi passaggi, quelli determinanti, quei bivi che ritroviamo nella vita di ognuno di noi e che già di per sé sono difficili da gestire, immaginiamo quanto siano delicati nell’esistenza di un non vedente. Ora se raccontare la propria esperienza è già di per sé arduo, in questo caso, considerando le confidenze talvolta intime, che Gianluca fa ai suoi lettori, ci si chiede cosa lo abbia spinto a mettersi a nudo tanto da mostrarci particolari profondi e personali che, forse, la stragrande maggioranza delle persone terrebbe per sè. Certamente il suo racconto non nasce dal desiderio di farsi compiangere, o ammirare, al contrario, questo progetto germoglia pian piano nella mente dell’autore non con poche difficoltà. Spesso, mentre procedeva alla stesura del testo, veniva assalito da emozioni fortissime e strane sensazioni, che più volte, come lui stesso ci racconta, lo hanno “costretto” a lasciare il lavoro per, poi, riprenderlo anche a distanza di intere settimane. Un libro difficile da scrivere in quanto più volte ha messo l’autore faccia a faccia con i suoi demoni, ma lui ha fortemente voluto scandagliare la propria esistenza per dimostrare quante e quali possibilità può avere un uomo a prescindere da eventuali disabilità. E ce lo spiega con grinta Gianluca, con quello stesso entusiasmo che investe ogni giorno nella sua quotidianità e che gli ha dato la possibilità di affermarsi come professionista, come uomo, come marito e padre. Ci ha donato la sua autobiografia per offrire ai vedenti uno spunto di riflessione sulle potenzialità e le possibilità delle persone con disabilità in generale, e visive in particolare, ma soprattutto per sostenere, motivare e dare nuove prospettive a chi, ancora oggi, spesso si arrende al cospetto di una disabilità propria o di un proprio caro, “facendo il gioco” dei “professionisti del pietismo e dell’assistenzialismo”. Oggi è ancora ancora molto mediocre e lontana la Cultura del “diverso” e l’accettazione, l’integrazione, sono quasi sempre belle parole di cui riempirsi la bocca mentre la realtà ci manifesta tutt’altra cosa. Questa preziosa testimonianza è un invito a non rassegnarsi, a non arrendersi o, peggio, vergognarsi della disabilità, un appello a non “cullarsi” nella propria condizione.

 

UNA PREZIOSA TESTIMONIANZA

È estremamente riduttivo definire questo libro un’autobiografia, in quanto questo testo diventa un’importante testimonianza ed esempio per tutti coloro che si rassegnano, si arrendono o si vergognano della disabilità propria o di un proprio caro. Gianluca con forza, determinazione e grinta, rivendica per sé e per gli altri i diritti fondamentali che si possono riassumere nel diritto all’amicizia, allo studio, al lavoro, alla paternità, ma soprattutto, il diritto all’Amore che lui definisce il Diritto supremo: se non si ama e/o non ci si sente amati, tutto sembra inutile, insoddisfacente, incompleto. E lui lo conquista l’amore e con la sua Anna esplora il modo e affrontano insieme la battaglia suprema: avere un bambino in adozione, quel bambino che diventerà luce e gioia infinita, che li completerà connotandoli come famiglia a tutti gli effetti. Nel libro, pagina dopo pagina viaggeremo al fianco del protagonista, affronteremo le sue battaglie, proveremo stizza verso i No-gianluchisti e ci metteremo di diritto nel club dei Gianluchisti. Con l’autore, al suo fianco, le vinceremo tutte le grandi e piccole battaglie quotidiane e alla fine ci renderemo conto che ne siamo usciti più forti, più consapevoli e determinati, perché la vita, anche se costellata di ostacoli e difficoltà, è sempre e comunque una meravigliosa avventura.


1000 Caratteri rimanenti