Andrea Casta, il violinista dall'archetto luminoso con uno sguardo alla natura ed all'ambiente.

Andrea Casta, il violinista dall'archetto luminoso con uno sguardo alla natura ed all'ambiente.

LF ha incontrato Andrea Casta, il noto violinista elettrico italiano più celebre al mondo, in occasione della prima tappa del suo tour “The Space Violin – Visual Concert”, che avrà luogo nella magica cornice di Ostia Antica il 22 Giugno prossimo.

Il violino, uno strumento che da secoli vibra, quasi a 'parlare' attraverso le sue quattro corde, donando forti emozioni, sensazioni difficili da spiegare... Lo strumento più piccolo e dalla tessitura più acuta tra i membri della sua famiglia.

Le fonti più antiche riguardanti il violino ci permettono di far risalire la sua nascita all'inizio del XVI secolo nel nord Italia, tra Cremona e Venezia, per la precisione.

Anche se la diteggiatura (la posizione esatta delle dita sulle corde) ed il vibrato (oscillazione in avanti e indietro - lungo la direzione della tastiera - del polpastrello del dito che preme sulla corda) hanno un'influenza sulle caratteristiche timbriche, il suono del violino dipende essenzialmente da come viene utilizzato l'archetto.

L'archetto, appunto, elemento essenziale per l'esecuzione musicale di uno tra gli strumenti più armonici che ci siano. Nel caso del personaggio che sono andata ad intervistare per voi, l'archetto è diventato un elemento 'psichedelico', luminoso, moderno ed accattivante. Sì, perchè Andrea Casta, questo il nome del violinista elettrico italiano più famoso del mondo, ha creato un genere di violino e di archetto (luminoso), squisitamente originali.

L'artista bresciano, conosciuto anche come "violinista Jedi", proprio perchè suona con uno strumento che ricorda la spada laser dei protagonisti di Star Wars, ha migliaia di followers sui social e mette in scena 200 concerti all'anno tra Italia e resto del mondo.

Ascoltarlo nelle sue esecuzioni pop, rock e disco è un grande piacere ... ogni volta che ho la fortuna di assistere ad una delle sue performances mi sento invasa da euforia ed entusiasmo. Andrea ci mette una vitalità ed energia pazzesche, oltre a grandi competenze.

La carriera musicale di Andrea Casta inizia molto presto... già a 5 anni ha cominciato a metter mano al violino, proseguendo con studi, oltre che dello strumento suddetto, anche del pianoforte e del canto.

Sensibile, curioso e sempre alla ricerca di nuovi elementi atti a rendere la sua musica costantemente moderna ed accattivante, Andrea, ha da tempo anche a cuore i temi del rapporto tra uomo e natura. Questi, difatti, trovano spazio nella sua musica e nelle sue performances visive, focalizzandosi in particolar modo sull’ambiente montano. Alla base di questa sensibilità c’è la storia personale di Casta, che lo ha visto praticare lo sci agonistico fin da bambino, per poi interrompere la sua carriera da atleta in seguito ad alcuni infortuni e dedicarsi completamente alla musica a 22 anni.

Negli ultimi tempi ha rinsaldato questa relazione attraverso alcune tappe fondamentali: nel 2021 è stato tra i protagonisti musicali della cerimonia di apertura dei Mondiali di Sci di Cortina, componendo appositamente il brano strumentale “Faster & Beyond”, e sia nel 2021 sia nel 2022 ha suonato al parterre della Coppa del Mondo di Sci Alpino in Alta Badia.

“Ice Vibes”, con le sue note piene di energia positiva, vuole essere anche un mezzo per avvicinare ancora di più gli italiani al fascino della montagna e degli sport invernali in vista delle prossime Olimpiadi di Milano-Cortina 2026.

“L’ho suonato per celebrare la natura, la montagna e gli sport invernali” ha scritto il musicista sui social a proposito di “Ice Vibes”, facendo una dedica particolare alla stazione sciistica Pontedilegno-Tonale: “per condividere questo amore con te”.

 

Andrea, raccontaci come è iniziato il tuo percorso artistico, tra l’altro iniziato molto presto, all’età di 5 anni!

“Sì, ho iniziato molto presto con lo studio del violino classico, perché quello è l’approccio allo strumento… Poi, da adolescente, ho intrapreso anche lo studio del pianoforte ed il canto, e spostare un po’ l’attenzione sulla musica pop e di vario genere, adattando tutto quello che era il violino, al violino elettrico e a tutta una ricerca un po’ inusuale per questo strumento che, generalmente, segue dei canoni più classici.”

 

Tra l’altro tu vieni definito il musicista Jedi per via dell’archetto luminoso… Com’è nata questa idea?

“E’ nata perché, lavorando molto in discoteca, avevo bisogno di riconoscibilità e di luce, non affidandomi solo alle luci di scena ma a qualcosa che fosse parte della mia espressività e della mia figura. Unendo questa necessità pratica alla mia passione per la fantascienza, - racconto che poi si accompagna con la musica, soprattutto quella strumentale - ho dato origine a The Space violin project ed al mio personaggio, che negli ultimi anni ha preso forma e che la gente riconosce con facilità.”

 

Infatti tu fai dei veri e propri Visual concert in cui dedichi anche molta attenzione all’ambiente e alla natura.

“Sì, bravissima, perché la visione del futuro è sempre un campo di ricerca che appassiona tutti gli artisti ed io l’ho messo in pratica elaborando un racconto che unisce le immagini alla musica. Nella nostra visione del futuro - soprattutto oggi, da uomini contemporanei del terzo millennio - non può mancare un’attenzione particolare alla natura ed alla condizione in cui versa il nostro pianeta, quindi dobbiamo cercare di stimolare la sensibilità verso questi temi a tutti quelli che mi seguono, senza prescindere dal divertimento e dalle emozioni che la musica può dare.”

 

Dopo il lockdown hai partecipato al progetto “ Il Violino di ghiaccio” … Ce ne parli?

“E' sempre collegato alla mio attenzione verso la natura. Da piccolo sono stato un appassionato sciatore e questa passione per la montagna mi è rimasta. La fortuna è che nel comprensorio sciistico dell’ Adamello, che si chiama Pontedilegno-Tonale, da qualche anno hanno inaugurato un progetto che prevede l'utilizzo di strumenti fatti di ghiaccio, suonati all’interno di un teatro completamente di ghiaccio ... sicchè, ho prestato la mia musica a questi strumenti molto particolari. Proprio pochi giorni fa, sono andato, simbolicamente, a sciogliere questo violino di ghiaccio nel lago, per restituire l’acqua all’acqua, e quest’estate farò un concerto proprio all'interno del Water Music Festival, che si svolgerà nei laghetti alpini proprio all’interno del comprensorio dell’Adamello.”

 

E’ proprio il caso di dire che hai appeso gli sci al chiodo' per la musica?

“Eh sì, proprio così. (ride n.d.r.)”

 

Parliamo un pochino del concerto "The Space Violin visual concert" che si svolgerà il 22 Giugno nella meravigliosa cornice di Ostia antica…

“E’ il debutto del tour estivo del 2023, è sicuramente il teatro più importante nel quale mi esibirò... gli spettacoli lì si fanno fin dal 1927, quando fu restituita alla fruizione l’intera area archeologica. Per chi non c’è mai stato, oltre a portare un grande spettacolo di luci, di effetti speciali, e musiche per tutti i gusti – io, in concerto, eseguirò brani dei Cold Play, di Morricone, di Battisti, dei Queen, fino ad arrivare alle mie canzoni originali – quindi davvero uno spettacolo per tutta la famiglia, dai 5 ai 90 anni! La magia di questa area archeologica, inoltre, non si può raccontare … un tuffo nella storia, anche perché non dimentichiamo che Ostia antica, dopo Pompei, è l’area archeologica più grande del mondo, e quindi quando sei all’interno di questo teatro, sei proprio fuori dal tempo.”

 

Tu sei un artista molto eclettico, ma c’è un genere che preferisci particolarmente eseguire?

“A me piace moltissimo la ricerca e per questo mi sono dedicato alla musica elettronica, perché ritengo che proiettare la propria musica nel futuro, ma mantenendo un’anima, - non relegandola, come si rischia ora, solo al computer o tramite un’intelligenza artificiale - è una sfida in cui siamo tutti inclusi. La cosa importante, secondo me, è mantenere sempre la curiosità, la capacità di rielaborare la musica dalla quale proveniamo, che sia classica, pop, rock, fino ad andare verso il futuro con gli strumenti che la tecnologia ci dà.”

 

A parte il concerto… progetti futuri?

“Sto finendo delle nuove produzioni per cui farò dei nuovi video sempre affascinanti e con delle produzioni sempre più curate ... e poi, dopo il concerto di Ostia antica, la tornèe continuerà fino all’autunno con date importanti ... il 21 Ottobre al Teatro lirico di Milano, poi ci sarà un concerto a Bologna, uno a Firenze, uno a Genova ... Sarà un tour che fino alla fine dell'anno, porterà questo concerto nei principali teatri italiani.”

 

Concludendo?

“Vi aspetto tutti dal vivo … anche se tanta gente mi conosce dai video, dai Social o tramite i dischi, la mia massima espressione la rendo dal vivo e quindi invito tutti a venire almeno una volta a vedermi, perché dal vivo è tutta un’altra cosa!”

 

 


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