Per avere carisma, credo occorra avere talento.
Il suo “Per lanciarsi dalle Stelle” è diventato un film per Netflix e i suoi romanzi sono sempre un successo. Chiara Parenti, oggi, oltre a regalarci tante belle storie, ha assunto l'importante incarico di responsabile di collana per una fresca realtà editoriale. Di questo e di molto altro ancora ci ha parlato la scrittrice.
Chiara, da scrittrice a responsabile di collana. Vuoi raccontarci meglio di questa tua nuova avventura?
"Sono molto felice di prendere parte a questa nuova avventura con Cocktail Edizioni, perché per la prima volta mi permette di stare dall’altra parte, di calarmi nei panni dell’editor e poter scegliere e lavorare su storie non mie. È molto stimolante ma anche una grande responsabilità: so bene quanto un autore tenga a ogni singola parola che scrive. La collana di cui mi occupo si chiama “Punch”, come la bevanda più vista nei film americani, immancabile a ogni ballo di fine anno scolastico e a ogni festa della confraternita, e si chiama così perché si occuperà di storie Young Adult e New Adult."
Quali caratteristiche deve avere un testo per convincerti?
"Cerco storie dai temi forti, sugli aspetti importanti della vita, conditi da quella passione bruciante e assoluta, tipica della giovane età dei protagonisti. Vorrei qualcosa di fresco che, pur rispettando i canoni del genere, spicchi per originalità, con protagonisti forti e ben caratterizzati. Quindi approfitto anche di questo spazio per invitare chi avesse un manoscritto nel cassetto di genere Young Adult o New Adult a inviarlo alla casa editrice a questo indirizzo:
Molti pensano che scrivere romanzi per ragazzi sia facile, ma in realtà non è così. Cosa ami di questo genere?
"Mi piace la passione tipica di quell’età, che si respira in questo tipo di storie. Con il tempo la vita ci insegna ad accettare compromessi e ad apprezzare le sfumature, ma nell’ebbrezza dei quindici anni, è solo bianco o nero, tutto o niente."
Hai all'attivo romanzi di successo e hai anche visto la gioia di vederne uno che è diventato un film per Netflix. Che effetto ti fa oggi renderti conto di tutto quello che sei riuscita a raggiungere con il tuo talento?
"Grazie alla mia ormai cronica Sindrome dell’Impostore che penso mi perseguiterà per sempre, sono ancora incredula che una mia storia sia diventata un film. Comunque, quando mi fermo a pensarci, sono molto felice."
A proposito, che cosa significa possederlo secondo te? Può andare a braccetto con il carisma? E con l'empatia?
"Penso che il talento sia ciò che ci contraddistingue, una caratteristica che ci rende diversi dagli altri, riconoscibili. Per avere carisma, credo occorra avere talento. L’empatia penso sia una dote importante per chi scrive, in quanto consente di mettersi “nei panni degli altri”, in questo caso nei personaggi, comprendendo a pieno e riconoscendosi nei loro pensieri e nelle loro emozioni e cercando così di descriverli al meglio."
A proposito di empatia. Oggi verso chi o che cosa ti senti maggiormente empatica?
"Dopo la nascita di mio figlio ho scoperto di essere una persona altamente sensibile (PAS). Questa nuova consapevolezza, unita a un importante percorso di crescita personale, mi ha portato finalmente ad accogliere con fiducia la grande empatia (verso tutto e tutti) che mi caratterizza fin da piccolissima. E se per la maggior parte della mia vita questa forte sensibilità è sempre stata un fardello pesante da portare, oggi invece riesco a vederla come un dono da mettere a servizio degli altri, e lo faccio proprio attraverso le mie storie."


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