Attraverso la pittura e la performance, Monica Argentino, porta in scena ogni disadattamento e distorsione umana per legittimarle. Immergendo i corpi nelle cromie rende visibile quel che si nasconde in ognuno di noi.
Sono passati mesi dalla mobilitazione del popolo iraniano contro il regime repressivo, dopo la morte della giovane donna curda Masha (Jina) Amini, uccisa senza alcuna ragione se non per i suoi bellissimi capelli, considerati un oggetto di sfrontata e desiderabile femminilità.
L'artista Monica Argentino sente forte e prepotente, attraverso questo lavoro (che vedete nelle immagini), il desiderio di mettere a disposizione la propria arte per una maggiore sensibilizzazione delle coscienze ed, in contemporanea, omaggiare il grande coraggio della popolazione iraniana, insorta a difesa della propria libertà e per smantellare l'apartheid di genere.
L'arte, come risposta sacra alle dissacranti azioni di guerra, sopraffazione e morte.
Immaginando la bellezza delle chiome nere e fluenti delle donne iraniane sacrificate contro la repressione, Monica Argentino le trasla su di un corpo nudo che, attraverso la sua primordiale potenza, bellezza e sacralità, riconosce loro dignità ed identità.
Foto: Stefano Cherti
Modella: Carlotta Valitutti


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