“Perduti amori” di Monica Zaffaroni: i lati luminosi e oscuri dell’amore.

“Perduti amori” di Monica Zaffaroni: i lati luminosi e oscuri dell’amore.

Nell’opera “Perduti amori” di Monica Zaffaroni si parla d’amore schiettamente, senza filtri o edulcorazioni; l’autrice è interessata soprattutto alla natura mutevole di questo sentimento, che viene e va, lasciando a volte un disastro emotivo da cui è difficile riprendersi.

Nelle liriche, infatti, si lascia ampio spazio alla riflessione sui lati oscuri dell’amore, come il tradimento: «Questa canaglia che all’apparir è un docile agnello ti seduce, ti soggioga, ti conturba per un sottil gioco d’interesse. Ma tu non ti opponi, non supponi che un giorno l’illusione svanirà e la canaglia il conto ti presenterà» (dalla poesia “L’adorabile canaglia”).

A volte Monica Zaffaroni calca la mano e ci parla di un sentimento contorto, che non ha nulla di quella dolcezza narrata dai poeti romantici ma che comunque rispecchia una condizione reale, sperimentata da molti di noi: «Storie di sesso, forse di amore ossesso e ossessivo, storie clandestine, fugaci e brucianti, storie ancora che non finiscono mai in un lieto fine, ma solo con pianti e sofferenze. Storie fatte di sesso perverso e inutile, ma ancora presente e pericoloso» (dalla poesia “Amori a perdere”). Non è un caso che il titolo della raccolta sia “Perduti amori”: l’autrice utilizza spesso un filtro pessimista per ricordarci che l’amore non è quasi mai eterno, e che prima o poi ci troveremo di fronte a una perdita. Alla fine, però, è solo uno dei tanti volti di questo sentimento, perché nell’opera trova spazio anche la speranza - «Qualcosa aleggia nell’aria, qualcosa aleggia nella stanza, qui alberga la natura selvaggia, qui alberga l’alba dell’umanità e l’inizio dell’amore» (dalla poesia “Fiume azzurro”) o ancora la passione bruciante e ineluttabile - «Orsù, reggimi fino a toccare il cielo innalzami fino all’acme del piacere e poi trascinami agli inferi, tra i dannati, io ti seguirò ovunque. Orsù, destami da questo lungo sonno, destami dalla quiete dei sensi, ma non lasciarmi sola tra gli uomini. Il vento del sud è una carezza calda, la stessa che mi attendo da te ogni sera» (dalla poesia “Il vento del sud – lo scirocco”).

Vi sono ombre contrastate e calde luci in questa raccolta; amori vissuti e altri bramati, amori perduti e altri trovati, amori malati e altri salvifici: alla fine ciò che conta è incontrare questo sentimento tanto rischioso, che ci porta oltre i nostri limiti, che può farci tremare dai dubbi o farci credere in granitiche certezze, e che colora la vita con tutte le sfumature dell’arcobaleno e, a volte, purtroppo, anche con il nero.

 

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Casa editrice: Caosfera Edizioni

Collana: Riverberi

Genere: Raccolta poetica

Pagine: 74

Prezzo: 10,00 €


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