Sara Pastore, figlia d’arte, ci parla dei suoi genitori ma anche di lei, artista completa, immersa nella valorizzazione di talenti, di testi come regista ed organizzatrice di premi.
Sara Pastore, attrice e soprano, la “figlia della dolce vita”, talentuosa artista, frutto del matrimonio tra l’attrice Aichè Nanà e il regista Sergio Pastore, inizia da bambina come attrice presso compagnie di prosa primarie e come presentatrice. Per RadioUno ha interpretato la serie dei racconti italiani e vari sceneggiati per la regia di Mario Landi. Ha recitato sulle tre reti Rai nel programma Acqua Calda (regia Gino Landi), su Rete4 nella serie La dottoressa Giò (regia Filippo De Luigi) e in Con rabbia e con amore accanto a Massimo Dapporto.
Giornalista pubblicista collabora con varie testate. Si è esibita nella prima rete della televisione giapponese e della televisione coreana. In Italia ha cantato su RaiUno e RaiDue ed è stata ospite in diverse trasmissioni Rai e Mediaset tra cui Festa Italiana, Porta a Porta (dove si è esibita cantando dal vivo Memory). E' stata premiata come giovane cantante lirica dal sovrintendente del Teatro Dell'Opera di Roma, Antignani, con la medaglia dell'anniversario del teatro.
Signorina Pastore Lei è figlia di Sergio Pastore, regista rivalutatissimo di thriller degli anni '60 e '70. Invece sua madre è Aichè Nanà, celebre attrice e ballerina turco-armena, simbolo della Dolce Vita ... Quanto è difficile essere figlia d’arte ?
"Mah, devo dire che nessuno dei due mi ha influenzata, con mio padre non ho mai collaborato. Nel finale, doveva fare un film su Giuditta Pasta, una grandissima Callas ... in questo Kolossal dovevo fare la Pasta da giovanissima, ma purtroppo mio padre morì a soli 54 anni e tutto sfumò.
Con la mamma ho fatto qualche cosa, ma io ho optato per la lirica, cosa che nessuno dei due seguiva, ora anche con la regia non sono condizionata. Io credo di aver debuttato a 4 anni circa, ma mi sono dedicata ad altre cose per allontanarmi da loro, inconsciamente credo. Ricordo che mia madre mi fece debuttare, ancora piccola, in “Giacomo Leopardi le operette morali“ ... feci la moda con un abito di grande sartoria, tutto realizzato in seta pura, bordeaux e oro."
Lei ha una voce incredibilmente bella, come l' ha scoperta?
"Ho cominciato a cantare - ricordo che cantavo Joan Beats - ma ci fu chi mi spinse sul palcoscenico del teatro che gestiva mia madre. Rino Gaetano, che stava lì spesso, mi incoraggiò e ricordo che cantai Les Messageres, poi decisi di studiare canto. Mi fece debuttare proprio il maestro Riva dell’Opera di Roma con i "pulcini", poi ci fu il conservatorio. Ricordo che fui lodata e premiata dal Sovraintendente dell’Opera di Roma e poi dal Rettore della Sophia University.
Come attrice, sono stata premiata dal direttore del teatro Quirino, Diego Gullo, dunque mi diede il premio il direttore di uno dei più grandi teatri italiani, ero giovannissima, sui 18 anni, da giovane presi vari premi."
Il mondo della lirica pare fatto di competizioni e cattiverie, le risulta ?
"L'ho vissuto con un grande tenore! Ho vissuto l' ambito teatrale che direi, è come il cinema in fatto di cattiverie e raccomandazioni. Devi avere un' agenzia importante ... ed è quello il problema. Avevo anche altri interessi io, oltre alla lirica ed alla recitazione. A 18 anni feci un ruolo con il regista di Mel Steward, quello dell’amica del cuore di Sophia Loren da bambina. Della Loren ricordo poco ma era molto gentile e parlava benissimo l'inglese."
Papà Sergio Pastore è diventato col tempo un regista rivalutato come autore cult anni settanta ... su tutti i film, trionfa il thriller "Sette scialli di seta nera"...
"Il film è stato restaurato nel solo backstage, riproposto in blue ray, perché mi hanno fatto intervista al centro di cinematografia con contributi, poi c’è stato un corto su mio padre, realizzato da Graziano Marraffa, dove eravamo io e mia sorella. In memoria dei 50 anni dell’opera citata (1972 è l’anno del film) c ‘è stata la prima edizione del festival di cinema indipendente col Premio Pastore al Campidoglio, e sono state premiate opere bellissime. Il 24 Settembre ci sarà la nuova edizione con una conferenza stampa e dal 20 al 24, la serata di Gala alla Casa del Cinema di Roma."
Sergio Pastore è stato un grande esponente del cinema indipendente.
"Il papà faceva tantissimi esperimenti indipendenti e sono quelli meno conosciuti. Spero di mostrarli al pubblico. In TV danno spesso “Occhio alla vedova”. Papà era un ottimista, era una persona eccezionale, per noi non esistevano problemi, era molto generoso. I miei genitori passavano dall' essere ricchissimi, ad avere un giorno, solo dieci mila lire, ma se ne fregavano, e ricordo che mi raccontarono che un giorno si è avvicinato Sergio, un amico loro e che le ultime diecimila lire, mio padre le dette proprio all’amico, dicendo a mia madre “adesso andiamo da mamma a mangiare“. Tiberio Murgia, per esempio, che ho curato come agente in esclusiva, mio padre lo pagava in anticipo. Non si creavano problemi, Papà pagava per tutti al ristorante. Se veniva a trovarmi, lui aveva anche tanti regali per le insegnanti. Era unico."
Sua madre, Aichè Nanà, era una donna bellissima, fu ballerina e attrice, esotica, magnetica, divenne un simbolo della “Dolce vita”. Ma chi era davvero?
"Mia mamma era una persona anticonformista e generosissima, se lei aveva due patate una la dava a chi aveva bisogno, addirittura si metteva ad aiutare le persone riverse sul marciapiede ubriache o malate.
Alla fine degli spettacolo, nel suo teatro cabaret a Porta Portese, aveva il bidone del cibo per gli animali di Roma. Amava tutti gli animali e la notte girava a distribuire cibo, e questo, fino alla morte. Anticonformista totale. Era rimasta amica solo con la mamma di Romina Power, l’attrice Linda Christian, era molto difficile avere amiche per lei, la tradivano, io invece ho amicizie dall’età di 6 anni.
La mamma era nata a Istambul, di origine armena, da ragazzina mi raccontava che si buttava nel Bosforo e nuotava da una parte all’ altra dei ponti, si tuffava pure dalla torre di giovani amici in acqua. Andava a Beirut per il massaggiatore. Nel Medioriente divenne Miss Bosforo, ballava sulle punte in maniera virtuosistica, faceva spettacoli per donne e uomini e davanti al teatro c’era l’ unità di soccorso, tanto faceva ruotare la testa che pareva si staccasse. L’immagine di Nanà era sui cioccolatini ... dammi un nanà dicevano negli anni cinquanta … Aveva fondato una casa cinematografica con una coppia di attori comici e faceva dei film famosissimi in Medio Oriente. Tanto famosi che i soldati turchi avevano le sue immagini dietro ai cannoni, poi venne in Turchia un impresario americano famoso che la voleva portare ad esibirsi per la truppe americane, ma mia nonna disse no e fecero andare al suo posto Marilyn Monroe."
Che progetti ha a breve ?
"Come attrice ho fatto due film di Pupi Avati ... dovrei fare un corto con Roncato, ma lo devo girare ancora, dedicato agli animali ed agli anziani per il cambio della legge, poi un altro corto lo girerò contro il femminicidio.
Ho scritto canzoni inedite che spero di inserire su questo libro autobiografico a cui sto lavorando. Questo mio libro conterrà quadri, poesie e racconti su mia Madre, ma anche sui miei nonni, sopravvisuti armeni. Racconti personali e tanta poesia . "Mon cheur agitè", così si chiamerà."


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