Janet De Nardis: "La regia è sempre stata la mia finalità".

Janet De Nardis: "La regia è sempre stata la mia finalità".

LF ha incontrato l'eclettica artista in occasione dell'imminente uscita del suo primo film in veste di regista, "Good Vibes", che vede un cast di tutto rispetto, da Vincent Riotta, a Caterina Murino, Nicola Pecci, Ludovico Fremont e molti altri. Il film uscirà nelle sale il prossimo 5 Ottobre.

Le donne hanno mille sfaccettature, tante cose da portare a termine, da realizzare nella propria vita... Alle volte una giornata è amplificata alla potenza per noi donne: carriera, famiglia, figli, amici... tutto deve rientrare in questo contenitore esistenziale... Arduo di sicuro, ma la maggior parte delle volte ci si riesce alla grande ... La Mission Impossible viene raggiunta con successo!!!

C'è una artista, quella che ho incontrato per voi, che veramente mi appare come una wonder woman! La conosco da tempo e la seguo in tutto il suo cammino artistico, da parecchi anni, un crescendo di professionalità e traguardi superati brillantemente... Sto parlando di Janet De Nardis. Nata in Canada ma trapiantata in Italia da tantissimo tempo, laureata in Architettura, iniziò con il mondo della Moda e della Musica, in seguito presentatrice, speaker radiofonica, sceneggiatrice, attrice ... ora, anche regista. Difatti il pretesto di questa bella e intensa chiacchierata è l'esordio di Janet dietro la cinepresa con il film "Good Vibes" che la vede dirigere un cast di grande pregio.

Il film, un fanta-thriller, uscirà al cinema il 5 Ottobre prossimo (Giovedì) e tra i vari interpreti vede, Caterina Murino, Vincent Riotta, Nicola Pecci, Ludovico Fremont, Silvia Siravo e la partecipazione di Mimmo Calopresti.
Il film, prodotto e distribuito da Toed Film, è il racconto di cinque storie che si intrecciano attorno ad un misterioso smartphone che permette di avere la copia del telefono di chiunque.
Basta inserire il numero ed immediatamente si ha accesso a conti correnti, foto, video, email, messaggi, anche i più intimi, e se si attiva la fotocamera in modalità spia si può osservare in diretta la vita degli altri.
Una morbosità che pervade chiunque entri in contatto con questo telefono, nella spasmodica ricerca del potere di condizionare la vita degli altri.
Inizia così una escalation di eventi concatenati in cui, senza un attimo di respiro, seguiremo il destino del telefono e di chi ne verrà in possesso. I protagonisti dei cinque episodi devono confrontarsi con i loro desideri più reconditi e la (in)capacità di gestire il potere della conoscenza…
Attraverso una struttura episodica e circolare, la regista mescola i registri del thriller e del fantasy per affrontare tematiche sociali come la violenza sulle donne, il bullismo ma, soprattutto, i rischi che comporta l’abuso della tecnologia e il delicato tema della privacy.

 

Janet, prima di ogni altra cosa, raccontaci del tuo esordio da regista per il film "Good Vibes"...

Sono tanti anni che mi occupo di regia. Ho lavorato per campagne pubblicitarie, spot, quindi per tanti anni l’ho fatto più per professione, cosa di gran lunga diversa se si fa per commissione o in proprio, per Arte. Qualche anno fa ho realizzato qualche cortometraggio ... avevo uno spirito più libero e, con un’opera in particolare, “Punto di rottura”, abbiamo vinto vari premi, cosa che mi ha dato molta fiducia e nuovi stimoli. Ho un gruppo di lavoro con cui scrivo da anni. Sono un’appassionata di tecnologia, tengo a dirlo, per cui tante mie cose vertono su questa, ad iniziare dal Digital Media Festi, un festival che ho fondato una decina di anni fa... ho condotto e firmato alcuni programmi televisivi, tra cui l’ultimo, “Il futuro adesso”, era interamente dedicato alla tecnologia … Poi, quattro anni fa, abbiamo pensato a questo soggetto che parte da una mia idea, coadiuvata da Mirko Virgili e di Ersilia Cacace. Abbiamo iniziato, così, a scrivere quest’opera, lasciandola sedimentare ... quando è iniziato il lockdown, abbiamo deciso di riprendere in mano il soggetto, perché ancora di più, - in una situazione in cui la tecnologia poteva essere veramente di supporto ma anche a maggior rischio di manipolazione delle persone, soprattutto quando non si hanno confronti esterni - ci siamo resi conto di quanto le persone fossero condizionate dall' elemento smatphone, che ormai è diventato un prolungamento della nostra mano: non troviamo più una strada senza Google Maps, un accessorio di cui non si può quasi più fare a meno.. a questo si aggiunga che sono madre di una bambina piccola, e anche questo mi è stato da stimolo per scrivere la sceneggiatura. Quello che più mi spaventa è che i giovani possano essere condizionati senza avere gli strumenti per capire tutte le informazioni che finiscono in rete divenendo uno strumento di cui avvalersi per altre persone! Se non si possiede una cultura che va al di là di quello che è il mondo tecnologico, anche la sola ricerca delle informazioni, è un po’ limitata, rischi di restare chiuso in una sorta di bolla tecnologica. Quindi abbiamo rilavorato tanto sulla sceneggiatura e abbiamo deciso di dare delle prospettive diverse come la reazione di ognuno noi davanti alla tecnologia, alle scelte che riguardano il potere, in questo caso, il potere delle informazioni che oggi è grande… Recenti le polemiche sulla raccolta dati da parte dei colossi Facebook, Instagram ecc. Tutte queste situazioni devono farci riflettere in quanto condizionanti nella nostra vita quotidiana. Forniamo informazioni, ogni giorno, senza rendercene conto. Questo film sostanzialmente racconta di come noi utilizziamo la tecnologia, di come reagiamo alla possibilità di avere le informazioni degli altri e di come ognuno di noi potrebbe utilizzarle queste informazioni. Il film aiuta ad una riflessione sull’abuso della tecnologia, perché secondo me, la tecnologia è sempre buona per uno sviluppo, ma è l’uso che se ne fa, a contare. Un altro aspetto su cui riflettiamo è quello delle conseguenze … all’interno del film parliamo di cyber bullismo, di violenza sulle donne, di abuso di potere… Sono cinque storie che si intrecciano tramite il passaggio di questo telefonino che ha un’applicazione che consente di avere la copia del telefono di chiunque… un potere immenso!!! Si possono conoscere i segreti di chiunque! Ormai sui cellulari teniamo tutto, codici dei conti bancari, i nostri ricordi, foto, video, pensieri… anche la lista dei desideri ... ma anche la web cam che, potendovi accedere, consente di spiare la vita di qualcun altro! Questo, in fondo, lo sappiamo tutti, ma è qualcosa a cui non vogliamo pensare, perché ci serve, ci facilita la vita, o meglio, sembra, perché il giorno che dimentichiamo il telefono a casa, siamo disperati, anche se poi trascorriamo la giornata tranquillamente.

Nel film c’è un cast davvero nutrito da Vincent Riotta, a Caterina Murino, Ludovico Fremont e molti altri… Com’è stato lavorare con questi attori, anzi, dirigerli?

E’ stato gratificante, istruttivo, perché ciascuno di loro ha dato qualcosa di diverso… è stato umanamente molto appagante, perché sono dei grandissimi professionisti, e come tutti i grandi, sono persone molto piacevoli. Hanno sposato interamente questa storia e si sono fatti guidare, cosa che ho apprezzato moltissimo, soprattutto da un mostro sacro come Vincent, che in scena è incredibile, o la stessa Caterina, che ho scelto prima ancora che fosse selezionata come madrina del festival del cinema di Venezia. Anzi, ho sempre ritenuto che fosse una di quelle attrici troppo poco considerate per la sua grandezza. A me dispiace che personaggi come Caterina Murino lavorino molto di più all’estero che in Italia… e io spero che questa occasione la porti ancora di più a lavorare come merita, in Italia, perché fuori lavora tantissimo! Mi piace anche sottolineare la vivida collaborazione tra il cast ed i tecnici, sono stata fortunatissima. Ho avuto una squadra incredibile che voglio proprio ringraziare! A differenza di un romanzo, un film è un’opera corale.. è vero che ci vuole un giusto capitano, ma se non c’è la squadra, non arriva veramente ad essere compiuto in tutte le sue parti. Sono contentissima di aver scelto ciascuno di loro, non solo quelli noti, ma anche quelli meno conosciuti come il giovanissimo Riccardo, protagonista del primo episodio che è stato straordinario.

Vorrei anche ringraziare chi ci ha dato la possibilità di realizzare il film, innanzitutto l'aver vinto i selettivi del Ministero, che ne ha riconosciuto la potenzialità ed i messaggi che vuole trasmettere il film, ma anche la Film Commission della Calabria, perché grazie a quel territorio, ho veramente potuto dare un’estetica perfetta al mio film ... la Calabria ha un territorio che permette, per chi cerca la tradizione, di ottenerla, luoghi bellissimi con scenari straordinari.

Un film che è un fanta-thriller, inusuale, adrenalinico, dalle forti emozioni, con un finale a sorpresa… che spero possa incuriosire e catturare l’attenzione, oltre a far riflettere.

A me piace anche ricordare le tue numerose esperienze nel mondo della moda, nella musica, nel giornalismo, in radio… ma c’è una tra queste professioni che è stata più appagante per te?

Sono state tutte molto appaganti. Senza ciascuna di loro non sarei potuta arrivare a questa che, probabilmente, lo è più di tutte, perché la regia è stata sempre una mia finalità. Non so se mi sarei mai cimentata nella regia di un lungometraggio, se non avessi avuto l’appoggio di mio marito e della mia famiglia, che da sempre mi hanno spinta a mettere insieme le capacità che ho acquisito da ogni esperienza. E poi il fatto di coniugare lavoro e famiglia, se non si avesse un appoggio importante, non si potrebbe fare. Difatti, ci sono poche donne nel mondo della regia e dietro le quinte del mondo cinematografico, perché, secondo me, manca un vero supporto. Nel mio caso invece, sono molto contenta di questo set, in cui i protagonisti del film sono più uomini, mentre nelle retrovie, più donne, perché credo che la donna non debba essere solo l’icona di un progetto, ma anche poter essere - quando vuole e ne ha le capacità - comandante, il tecnico che può dare un contributo complementare ad altre visioni. In tal senso vorrei dare un esempio a mia figlia, e cioè, che si possono realizzare le cose che si desidera fare… e che si deve sempre poter scegliere liberamente. Vorrei inoltre dire alle donne di essere un esempio per i propri figli … Io sono laureata in Architettura e l‘estetica della visione di insieme è una cosa che mi ha sempre guidato ... approdare alla regia mi ha dato una grande soddisfazione e penso che senza aver fatto tutti gli altri lavori, dalla moda al giornalismo, a presentare programmi, non sarei mai riuscita ad arrivare al compimento di questo film.

C’è un’altra attrice, in futuro, che ti piacerebbe dirigere?

Tantissime! Posso pensare in grande??? Il mio sogno è dirigere Charlize Theron che è l’emblema della bravura e della bellezza messe insieme. Lei e anche l'attore Will Smith! Li amo entrambi!

Progetti futuri?

Ce ne sono tanti... Sto già lavorando ad un altro possibile lungometraggio, perchè c'è una storia che ho scritto da tanto tempo molto imporante per me, perchè non c'entra nulla con il thriller, anzi, è una storia per famiglie e parla a tutto il mondo dei genitori, delle mamme... dona forza e speranza. Mi pacerebbe trasmettere, attraverso un 'opera cinematografica, messaggi positivi.

Concludendo?

Vorrei fare dei ringraziamenti importanti a tutta la squadra, senza la quale questo prodotto non avrebbe avuto vita. Concludo dicendo che spero che il pubblico guardi il film e che non si spaventi davanti ad un lungometraggio di genere, fatto in Italia ... Troppe poche volte abbiamo il coraggio di sperimentare generi diversi dalla commedia o dal dramma, perchè li utilizziamo poco, ma in Italia abbiamo tutte le caratteristiche per poter conquistare il mercato internazionale.

 


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