"Mathilde" chiude con successo le repliche al Teatro Lo Spazio.

"Mathilde" chiude con successo le repliche al Teatro Lo Spazio.

Al Teatro Lo Spazio di Roma, si sono concluse con grande plauso di pubblico le repliche di "Mathilde - Cronaca di uno scandalo", scritto da Vèronìque Olmi, magistralmente messo in scena da Maria Letizia Gorga e Maximilian Nisi, per la sapiente regia di Daniele Falleri.

 

"Mathilde - Cronaca di uno scandalo" è lo spettacolo di apertura della stagione 2023-2024 al Teatro Lo Spazio di Roma.

Di Véronìque Olmi, per la regia di Daniele Falleri, il pezzo vede protagonisti prestigiosi due grandi attori come Maria Letizia Gorga e Maximilian Nisi, che impersonano rispettivamente Mathilde e Pierre.

Sposati da 23 anni i due non sono più marito e moglie.

Mathilde è una scrittrice appena uscita di prigione, dove è stata rinchiusa in seguito a una scandalosa relazione con un ragazzo di quattordici anni. Pierre, suo marito, è un ginecologo: uomo razionale e conformista, non si capacita del comportamento della moglie e, quando Mathilde torna a casa inaspettatamente, la accoglie come un’estranea.

Pierre oramai vive tra scatoloni ordinatamente accatastati in cui ha messo tutte le cose di lei, quasi a nasconderle, come a negare il problema, ma presenti al tempo stesso, a ricordargli sempre della moglie, dell’amore per lei e del suo peccato.

I due coniugi cominciano così a parlarsi con grande fatica, poi sembrano quasi prendere gusto a ferirsi reciprocamente, ma infine, si insinua sempre più forte la volontà di cercare le ragioni della loro convivenza e di verificare se le ferite nel loro amore possano rimarginarsi.

Questa pièce, scritta da una delle autrici teatrali più apprezzate in Francia, è una profonda riflessione sulla coppia e sul matrimonio, sul perché si sta insieme o ci si separa. Una riflessione all’insegna della più crudele sincerità, senza sconti e senza risposte preordinate. Le risposte sono da cercare insieme. Per Mathilde e Pierre come per ogni coppia.

Un pezzo intenso, che tiene vivida l'attenzione nello spettatore, inducendolo a forti riflessioni, coinvolgendolo in un dramma personale ma anche sociale. In un crescendo ritmico che somiglia molto a quello cinematografico, i due, in una sorta di catarsi, si vomitano parole, accuse, ricordi tragici, ma, tuttavia, ne emerge l'amore sincero che ancora Pierre nutre per la moglie, nonostante tutto. Di contro, la freddezza algida di lei, che in un gioco quasi perverso, sembra godere nel rimarcare al coniuge tutte le emozioni provate nel tradimento commesso verso di lui. Salvo poi cedere, in frammenti momentanei, ad un affetto che risulta, tuttavia, molto tiepido.

Lui di contro, non riuscendo a capire quando tutto sia cominciato a sgretolarsi, si dilania l'animo per comprendere come lei abbia trovato serenità in qualcosa di altro, estraneo da quell'universo che avevano creato, dimostrando che ci si può perdere anche essendo in due.

Letizia Gorga e Maximilian Nisi sanno mettere in scena tutta la tragicità, le contraddizioni, i sentimenti deturpati e vituperati, le solitudini, le riappacificazioni e gli allontanamenti, in maniera esemplare. Attori che si conoscono bene e sanno rendere i propri personaggi al meglio quando sono insieme sul palco.

Tra i pochi attori rimasti fedeli alla recitazione tradizionale che non prevede l'uso del microfono, riescono con la loro dizione perfetta, a rendere comprensibili i dialoghi in qualsiasi tono essi utilizzino, e questo, a mio avviso, è un grandissimo punto di forza dei due interpreti.

La scenografia che si compone di scatoloni, libri, lattine vuote e cartacce, rende un senso di precarietà, similmente a quando si sta per lasciare un luogo, quell'andare ma anche quel venire a cui non si sa dare una definizione chiara.

Le musiche originali di Stefano De Meo sottolineano ancor di più l'intensità drammatica della piece.

Il testo è di una modernità sconcertante, quasi brutale nella sua immediatezza e quanto mai attuale. Dialoghi serrati durante i quali la figura della donna viene messa a nudo da convenzioni e ipocrisie.
Mentre il marito, disorientato, è costretto a immergersi nei propri dolori e drammi personali che si riveleranno la sua ultima occasione di salvezza. 

Un pezzo questo per non smettere mai di riflettere, un testo per uscire dalla storia degli altri e seminarne una tutta propria.

Intenso e drammaticamente coinvolgente!

Applause!!!

Foto: Giancarlo Fiori

 

 


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