LF ha incontrato la scrittrice di libri per bambini in occasione dell'uscita del suo ultimo libro "Non tutti dormono", una fiaba illustrata che racconta di diversità, rispetto ed amicizia.
E' davvero piacevolissimo per me ospitare per la seconda volta, sulle pagine di LF MAGAZINE, Sabrina Ginocchio... Di lei adoro la grande serenità, la gioia, l'animo gioioso e un po' giocoso che traspare da questa autrice di libri per bambini, e non solo... Da piccola, Sabrina, voleva fare la parrucchiera, dopo qualche anno la veterinaria, ma mai e poi mai avrebbe pensato di scrivere libri.
Tra l'altro, anche questo, corredato da bellissime illustrazioni a cura di Elisabetta Micheloni. Direi un connubio perfetto!
Elisabetta Micheloni con le sue matite colorate, trasforma le mie parole in piacevoli illustrazioni. Tra me ed Elisabetta, oltre che una bella amicizia, si è instaurata una armoniosa collaborazione tra scrittrice ed illustratrice, ma ammetto che questa volta ho rischiato di mandare in frantumi tutto, sono stata un po' dispettosa. Pur sapendo che lei non ama disegnare i topi, all’interno della favola ho inserito una colonia di topolini. Scherzi a parte, Elisabetta non si è tirata indietro, anzi, ha curato come sempre le forme armoniose con i colori vivaci rendendo “Non tutti dormono” una favola di facile comprensione per i bambini.
Dovendo riassumere in poche righe il senso del tuo libro cosa diresti?
Il protagonista della storia è Chicco, un pulcino che non riesce a prendere sonno. Chicco con maestria riesce a svincolarsi dalle ali protettive di mamma chioccia senza svegliarla ed esce dal pollaio. Il pulcino è attratto dalla luna e dalle stelle, è la prima volta che le ammira. Ma la sua attenzione viene catturata da uno strano uccello che sta appeso a testa in giù: il pipistrello Otello. Il mondo è proprio strano. Ci sono cose che funzionano al contrario. Tra i due nasce una bellissima amicizia a testa in giù.
La storia, a mio avviso, racchiude anche un importante messaggio: molti guardano solo all'apparenza, restando alla superficie delle cose, mentre gli animi più sensibili ti leggono nel profondo... In fondo questo accade spessissimo nel mondo degli adulti... Venire giudicati dall' 'involucro'...
Tra Chicco e Otello nasce un’amicizia autentica, all’insegna del rispetto dell’altro e del valore della diversità. I bambini non fanno paragoni, siamo noi grandi che puntiamo il dito sempre pronti a criticare e giudicare. I bambini sono come spugne e dai grandi assorbono i gesti, dobbiamo diffondere comportamenti genuini. Questa favola mostra quanto sia bella la diversità e quanto ci arricchisce.
Da dove nasce l’ispirazione che ti spinge a raccontare queste favole?
L’ispirazione arriva all’improvviso, mi lascio condurre da ciò che mi circonda. Per questa favola, per esempio, ho preso spunto ascoltando un bambino. Ogni bambino, almeno una volta, scandisce quella “simpatica” affermazione, non gradita dai genitori: “Non ho sonno”. Questa favola non è un sonnifero, sia ben chiaro. Questa favola vuole mettere in risalto la differenza tra gli animali diurni e gli animali notturni. Ognuno ha i suoi ritmi. Bisogna attendere il momento giusto e il sonno si farà sentire.
Cosa vorresti che i bambini riuscissero a comprendere leggendo le tue parole? Quale segno vorresti lasciare in loro?
Prima di tutto il piacere di leggere. I bambini devono considerare il libro come un gioco e la lettura deve essere un bel passatempo. Ogni libro contiene dei messaggi e con le mie semplici parole spero di trasmettere ai bambini l’importanza di un rapporto armonioso con tutti gli esseri viventi che ci circondano. L’impronta che desidero marcare è la curiosità: vorrei alimentare questo istinto naturale. Vorrei scuotere nei bambini il desiderio di vedere, di sapere per il piacere del conoscere, come stimolo intellettuale.
A cosa serve, secondo te, una fiaba oggi? E a cosa non serve?
Le fiabe appartengono alla cultura antica che si è stratificata nei secoli, parlando a più generazioni di adulti e bambini. Ogni bambino assimila, interpreta e modella la fiaba a seconda delle sue esperienze, dei suoi bisogni emotivi e a seconda dei momenti e dell’età. Ciascun bambino può elaborare la fiaba cercando le risposte di cui ha bisogno. Le fiabe sono uno strumento alla costruzione della mente: di una mente aperta a tutte le direzioni. La fiaba è il trampolino dell’immaginazione e della fantasia.
A cosa non serve la fiaba? Vi faccio un esempio per spiegarvi il mio punto di vista: la fiaba non serve per cucinare un piatto di pasta. La fiaba, in poche parole, non serve per le cose pratiche della vita.
Che rapporto c'è tra fiaba e avventura?
Nelle fiabe troviamo aspetti fantastici come formule e doni magici, che permettono all’eroe di superare le prove più ardue. Gli oggetti magici come la scarpetta, la bacchetta, la lampada, l’anello, ecc. indicano subito che si genererà qualche inatteso cambiamento e qualche strana trasformazione. Questi doni non sono solo considerati come degli strumenti finalizzati ad aiutare il protagonista, ma costituiscono il modo per far compiere l'avventura. Fiaba e avventura vanno a braccetto.
Molte delle fiabe antiche hanno perso, nel tempo, le loro parti più oscure, per renderle più adatte e più belle da raccontare ai bambini. Cosa ne pensi al riguardo? Ha più valore raccontare le fiabe nelle loro connotazioni originali oppure no?
Le fiabe antiche sono state inventate per un pubblico adulto. La situazione storica era diversa, tutto è cambiato e, di conseguenza, i bambini non riuscirebbero a immedesimarsi in certi contesti. I bambini devono essere messi in condizione di comprendere i vari aspetti; quindi, trovo giusto renderle più adatte a loro, poi quando saranno più grandi potranno leggere le fiabe originali e le apprezzeranno.
Trovi che la scrittura ti abbia cambiata?
La scrittura è la mia fonte di creatività. Non mi ha cambiato, ma ha modificato il mio approccio verso gli altri. Mettere nero su bianco i pensieri, le emozioni e la fantasia mi aiuta a guardare oltre, ad avere vedute più ampie. Ognuno di noi ha una propria passione ed è giusto trovare il tempo per coltivarla.
A quando il prossimo libro?
Per scaramanzia non vi svelerò nulla, ma il prossimo libro è in fase di lavorazione e arriverà presto.
Concludendo?
In conclusione, prima di salutarvi e ringraziarvi per questa “chiacchierata”, vorrei sottolineare che il libro “Non tutti dormono” rispetta i parametri di alta leggibilità con il font certificato per la dislessia EasyReading Font – Dyslexia Friendly. Con l’editore abbiamo valutato l’importanza di inserire un font per facilitare la lettura a tutti. Non mi rimane che augurarvi buona lettura.


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