Uno 'strano' disturbo chiamato Sindrome della papera.

Uno 'strano' disturbo chiamato Sindrome della papera.

Avete mai sentito parlare della sindrome della papera? A coniare quest’espressione, all’apparenza tanto innocua quanto singolare, è stata l’Università di Stanford con riferimento agli studenti dello stesso ateneo.

 

La formula è in voga da un po’. Partendo da una definizione nata in seno al prestigioso campus universitario nella contea di Santa Clara, 60 chilometri da San Francisco. Si tratta della «duck syndrome», traducibile come sindrome della papera.

Di cosa si tratta esattamente? La sindrome dell’anatra di Stanford è l’idea che gli studenti lottino per sopravvivere alle pressioni di un ambiente competitivo, presentando al contempo un'immagine rilassata, come un’anatra calma che scivola attraverso un laghetto ... la verità è che avere tutto è un’aspettativa irrealistica. Spesso i social media possono essere ingannevoli, poiché le persone pubblicano solo la versione filtrata della loro vita e di come vogliono presentarsi. Come risultato di questa versione di facciata, cadiamo in questa trappola pensando di essere soli in questo viaggio e che gli altri non sentano le stesse sfide del ritorno al campus.

Anche se il termine sembra aver avuto origine proprio in California, questo genere di esperienze - inquietudine e stress interni forzatamente uniti alla necessità o all'obbligo autoimposto di dichiararsi perfettamente tranquilli - non sono di certo un’esclusiva di Stanford e degli atenei della Ivy League statunitense. Possono toccare tutti, sia nella fase dello studio e della formazione che nella vita professionale a causa dei comuni fattori di stress legati – nel primo caso - al bilanciamento tra attività accademiche, attività extracurriculari e vita sociale. E nel secondo, a causa delle sfide della vita quotidiana.

È bene ribadire che questa «sindrome» non ha (ancora) alcun suffragio scientifico. E che con buona probabilità gran parte delle sue manifestazioni potrebbe essere ricondotta a disturbi già noti e classificati.
In ogni caso, tutti attraversiamo alti e bassi, ed è importante riconoscere gli ostacoli e cercare supporto, piuttosto che remare furiosamente sotto la superficie. Non fingendo di affrontare tutto senza sforzo, possiamo fare maggiori progressi in noi stessi e aiutare gli altri a capire che va bene sentire queste pressioni e che non siamo soli. Possiamo imparare a sostenerci a vicenda dando voce alle nostre lotte in modo che insieme possiamo lavorare per creare una comunità di assistenza solidale.
 
Il tema si ricollega, volendo portare l’argomento in Italia, all’assistenza psicologica nelle scuole e nelle università, dove manca un vero sistema di sostegno psicologico, relegato spesso a sportelli o servizi insufficienti. Ma la sindrome della papera sembrerebbe appunto descrivere più nel dettaglio una condizione intimamente combattuta ma esternamente di apparente serenità.

Sebbene la sindrome della papera non sia formalmente riconosciuta nei manuali diagnostici come il DSM-5 TR, i suoi sintomi possono essere ricondotti a disturbi d’ansia e da stress. Chi ne soffre sembra esteriormente tranquillo e sicuro di sé, ma in realtà vive in uno stato di costante allerta e ipervigilanza. Questo comportamento può portare a una serie di sintomi, tra cui:

  • Disturbi del sonno.
  • Difficoltà di concentrazione.
  • Cefalea.
  • Disturbi somatici.
  • Irritabilità.
  • Insofferenza.
  • Ansia con attacchi di panico.
  • Depressione.
La sindrome della papera è spesso più frequente nel genere femminile, poiché le donne possono sentirsi più esposte all’ansia e alle aspettative personali e dell’ambiente. Le donne tendono a mostrare lati di perfezionismo e a sentirsi costantemente sotto pressione per essere sempre al massimo delle loro capacità.
 

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