La sezione Abruzzo-Molise ha ottenuto riconoscimenti significativi. Nel Concorso Nazionale, Valentina Sala si è classificata al 5º posto, Gianina Felea all’8º posto e Marco Costantini, rappresentante delle Marche, ha ottenuto un onorevole 6º posto.
Nel Concorso ‘Umberto Caselli’, Andrea Piersante è salito sul podio ricevendo il premio ‘Miglior Giovane Proposta’, mentre Danilo Morè e Oscar Capricci hanno partecipato anche nella ‘Vergnano Challenge 2023’.
Il vincitore assoluto è risultato il Socio Massimo Blanda della sezione Veneto.
L'intero evento ha avuto, ovviamente, un degno sottofondo musicale, un dj set a cura del grande Marco Graziosi Dj coadiuvato da Simone Di Sotto Dj.
Vari stand degustativi, tra birre artigianali, liquori, caffè, prosecchi, acque toniche, chinotto, distillati, hanno consentito ai tanti estimatori, di conoscere realtà artigianali da tutta Italia. Mi piace menzionare a tal proposito Bordiga, una delle distillerie più antiche del Piemonte, nata nel 1888 a Cuneo e diventata un’impresa d’eccellenza conosciuta in Italia che esporta i propri prodotti dall’Inghilterra agli Stati Uniti, dalla Francia alla Nuova Zelanda. La storia dell’azienda, ancora oggi, si lega a quella del suo fondatore Pietro Bordiga, appassionato erborista originario della Valle Grana, che iniziò a produrre il suo Vermouth per il caffè Mulassano di Torino appoggiandosi a una distilleria. Il successo fu immediato e altri locali storici di Torino gli chiesero di produrlo anche per loro, così decise di tornare a Cuneo e creare la sua produzione vicino alle alpi e alle Langhe.
Distilleria Varnelli, fondata nel 1868 grazie all'esperienza erboristica di Girolamo Varnelli, è la più antica casa liquoristica marchigiana.
Attraverso quattro generazioni di erboristi ha mantenuto con scrupolosa professionalità i vecchi metodi di lavorazione artigianali e la segretezza delle ricette con cui si assicura l'alto standard qualitativo dei prodotti. La Distilleria Varnelli ha saputo cogliere di volta in volta le indicazioni dei tempi cambiando ed aggiornandosi, sempre vivace ed attenta alle esigenze del mercato senza mai alterare la qualità e il valore intrinseco dei prodotti. Tutto ciò le ha assicurato e continua a conservarle il riconoscimento, la preferenza e la grande fedeltà dei consumatori più esigenti e raffinati.
Ma ora preferisco passare la parola al Presidente A.B.I. Bernardo Ferro, espertissimo del settore, con un grande bagaglio di esperienza e conoscenza in campo, - oltre ad una grande carica vitale - si lascia ispirare da tutto quello che il mondo della mixology può offrire, creando e scomponendo, sempre con un’attenta selezione e una spasmodica ricerca delle materie migliori, divenendo, negli anni, una garanzia per il mondo della mixology.
Bernardo, benvenuto in LF MAGAZINE! Innanzitutto, com'è nata l'idea di questo campionato di barmen italiani, con queste belle sfide... a colpi di cocktail?
Il convegno nazionale è un'idea che è nata parallelamente alla nascita di ABI Professional ed è la kermesse di fine anno per nominare il campione Italiano ABI Professional.
Come vengono selezionati questi giovani?
Ogni anno il Comitato esecutivo di ABI Professional (ora siamo 11 consiglieri che hanno la gestione del territorio nazionale), decide quale debba essere il Soggetto del convegno (quest'anno avevamo deciso di fare un after dinner anytime). Ed i soci creano una ricetta inedita che propongono durante le selezioni di ogni sezione. Il vincitore viene ospitato da ABI Professional per la finale nazionale. Alla finale nazionale si accoppia la sezione, di conseguenza il Bartender, ad uno sponsor ed egli dovrà creare una ricetta con la presenza importante dello sponsor assegnatogli.
L' evento si svolge ogni anno in una città differente o solo a Roma?
Ogni anno una o più sezioni si candidano per poter ospitare il convegno ed il Comitato esecutivo in base a diversi parametri decide dove andare, quindi si cambia praticamente ogni anno.
Lei è Presidente A.B.I. dal 2021... che importanza riveste per lei il ruolo dell’associazionismo?
Si esatto, dal 2021 sono stato votato per ricoprire questo importante ruolo. Secondo me l'associazionismo in generale, purtroppo negli ultimi anni è in calo. Se fatto con i giusti modi e precisi obiettivi, senza approfittarsi della stessa, per risvolti personali, può essere un ottimo veicolo di condivisione, di conoscenza, di scambio di idee e di accrescimelnto professionale.
Prima di questo ruolo, ha lavorato in Bar, discoteche e ristoranti sulle piste di sci. In seguito nei migliori hotel dell’isola d’Elba e di Courmayeur... Che bagaglio di esperienze sono state quelle?
Sì, ho avuto la fortuna di lavorare in diversi ambienti dell'Ospitalità (dall'Hotel di lusso alla discoteca, passando per il bar classico italiano) e tutte mi hanno lasciato qualcosa di positivo; anche le esperienze meno felici lo sono state. Ho voluto sempre coniugare la famiglia al lavoro, e questo mi ha fatto decidere di non accettare delle posizioni importanti in strutture alberghiere importantissime. Purtroppo il nostro lavoro ti porta, forse come altri, a non poter sempre essere in famiglia e a lavorare quando la maggior parte è in vacanza, ma io dico spesso ai giovani, quando faccio interventi o corsi: Siamo fortunati perchè andiamo nei posti più belli del mondo e siamo pagati mentre altri devono pagare per essere dove siamo noi.
La sua attività si è svolta particolarmente in località turistiche di un certo tipo, considerate, almeno fino a qualche tempo fa, mete di un turismo elitario. Come sono cambiate nel tempo queste realtà? Pensa che oggi il fruitore turista sia più o meno informato e conoscitore di quello di un po’ di tempo fa?
Sì, ho lavorato soprattutto all'Elba e a Courmayeur, ma anche in altri posti.
Sicuramente nel corso degli anni passati le destinazioni turistiche, considerate élitarie, hanno subito cambiamenti significativi a causa di diversi fattori, tra i tanti i più significativi sono, secondo me:
Democratizzazione del turismo: una volta molte mete erano considerate inaccessibili per un pubblico medio, ora per vari motivi esse hanno dovuto modificare il loro target per cercare di rendere più accessibile possibile e soprattutto ad un numero sempre maggiore. Miglioramenti di trasporti e una maggiore disponibilità di informazioni hanno reso possibile per un numero sempre più ampio di turisti accedere a luoghi che era riservato a pochi
Innovazione tecnologica: Internet e la diffusione di dispositivi mobili hanno rivoluzionato la pianificazione del viaggio e l'esperienza turistica. I tutisti moderni sono più informati grazie a recensionii, guide virtuali e social media.
Cambiamenti nei gusti e nelle preferenze: Rispetto a tempo fa dove il turista tornava nello stesso luogo, stesso hotel, stessa camera, stesso tavolo etc.il turista moderno vuole conoscere e viaggiare di più volendo conoscere sempre più mete turistiche. Penso che esperienze autentiche, sostenibili e culturarmente significative potrebbero essere più apprezzate rispetto al lusso esclusivo,
In generale credo che l'informazione e la consapevolezza sono aumentate grazie alla tecnologia, portando a un turista più informato e consapevole. Tuttavia le dinamiche specifiche possono variare a seconda delle destinazioni.
Se dovesse dare una definizione al suo stile, alle sue preferenze in fatto di bere miscelato, come preferisce essere considerato?
Penso di essere un professionista che non dimentica la scuola classica con un occhio di riguardo, parziale senza estremizzare, alla mixology moderna.
Cosa non deve mai mancare ad un cocktail per dirsi perfetto?
Il cocktail perfetto non esiste, secondo me. Perchè una ricetta può piacere a tanti ma non a tutti. Ecco penso che quando una ricetta accontenti più clientela possibile allora è un successo. Esso deve essere bello (aspetto visivo) buono (aspetto olfattivo e gustativo), ben presentato (aspetto decorativo).
Come si armonizzano tra loro la necessità di seguire una ricetta tradizionale e il desiderio di dare un tocco personale al prodotto finito?
Non c'è innovazione senza una tradizione, se il connubio tra le 2 non è estremizzato si arriva al target. Vedo giovani che fanno cose sorprendenti e stupefacenti, che dimenticano spesso che facciamo i barmen e non i chimici e/o altro e che l'attore principale non deve essere il bartender ma l'ospite o cliente, che dir si voglia.
Chi si è aggiudicato il Premio a Roma e con quali motivazioni?
Ha vinto il Socio Massimo Blanda della sezione Veneto. Egli, a detta dei giudici, ha lavorato molto bene (giudizio tecnico, che vede una serie di parametri), e il suo cocktail è stato il più votato (giudizio visivo- gusto olfattivo), ricordo che la giuria era nascosta e non poteva sapere a chi appartenesse il cocktail.
Cosa distingue il bravo barman da uno, diciamo, 'improvvisato'?
Le caratteristiche di un barman o bartender sono tantissime. Tra le tante penso che egli debba essere discreto, elegante, educato, rispettoso, preparato merceologicamente, pulito, psicologo e svariate altre peculiarità. Se alla domanda che mi si pone mi si chiede è facile fare il barman io dico NO.
Il suo cocktail?
Ad ogni ora della giornata ho un cocktail che mi piace sorseggiare: prima dei pasti un AMERICANO o un NEGRONI, dopo i pasti un whiskey sour lo amo, in giornate o serate particolarmente calde un buon gin tonic fa sempre la sua figura.
Se le va, è libero di aggiungere un pensiero, un aneddoto, un consiglio, una citazione, un’immagine o quello che preferisce.
Sarei contento se ci fosse più unione, meno invidia e più sincerità nel nostro lavoro.
Progetti futuri?
Ho ancora un anno e mezzo di mandato, poi si vedrà. Ma spero che ABI Professional possa continuare a crescere (poco per volta) ma con ciò che ci ha contraddistinto in questi anni, vale a dire ONESTA, TRASPARENZA, RISPETTO, DEDIZIONE.
Concludendo?
Penso che se le Istituzioni, le associazioni di categoria, le scuole si confrontassero di più con le associazioni operative (tipo le Asoociazioni di SOLIDUS I professionisti dell'Ospitalità) potremmo ritornare a far capire alle generazioni future che il nostro lavoro (l'Ospitalità) è tra i più belli del mondo, anche se bisogna fare tanti sacrifici.
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