Stefania De Toni: "Ho profondamente sentito il bisogno di dare voce a chi la voce non ce l'ha più."

Stefania De Toni: "Ho profondamente sentito il bisogno di dare voce a chi la voce non ce l'ha più."

L’attrice Stefania De Toni arriva sul piccolo schermo come protagonista di puntata del celebre programma Amore Criminale condotto da Emma D’Aquino, in onda in prima serata su RaiTre.  Ai microfoni di LF l'attrice ci racconta questa esperienza.

 

Stefania De Toni, brillante attrice, solare, piena di fascino, insomma, la femminilità in persona, ha accettato quella che è stata una nuova sfida per lei, artisticamente parlando - e credo anche psicologicamente - interpretando una delle innumerevoli vittime di femminicidio. E lo ha fatto per la trasmissione serale di Rai 3 Amore Criminale. Stefania, infatti, ha interpretato Elisa Bravi, morta per mano del marito durante una lite nel 2019. Certamente immaginiamo che non sia stato facile impersonare qualcuno che ha vissuto, morendo poi, una simile tragedia. E per calarsi totalmente nel ruolo, ha accettato anche di tagliare i suoi splendidi capelli ... !

Attratta fin da piccolissima dal mondo dell'arte e curiosa di indagare l'animo umano, Stefania De Toni, decide di lasciare la famiglia e Pontelongo, un piccolo paese nella provincia di Padova, per trasferirsi a Roma e studiare recitazione.

Studia presso la "Fonderia delle Arti" diretta da Giampiero Ingrassia, al "Duse International“ diretto da Francesca De Sapio e prende parte a numerosi workshops con professionisti del settore tra cui: Marco Calvani, Stefania De Santis, Roberto Graziosi e Vincent Riotta.

Lavora come attrice e aiuto regia per diversi registi e sceneggiatori come: Enzo Bossio, Miriam Previati, Francesco Proietti e Emanuela Rossi.

È nel cast del pluripremiato cortometraggio The Begin Influencer di Enzo Bossio, presentato in diversi festival internazionali.

 

Stefania, benvenuta in LF MAGAZINE! Vorrei iniziare parlando della tua partecipazione al programma di Rai 3 "Amore Criminale" in onda Giovedì sera, in cui interpreti i panni di Elisa Bravi, uccisa nel 2019 dal marito.

È stato molto difficile. Ho dovuto fare un grande lavoro di ricerca interiore, volevo che emergessero il più possibile i passaggi emotivi che l'hanno attraversata, tutto ciò facendo fede alle vicende che erano riportate negli atti processuali. Mi sono resa strumento e confesso che nei momenti più difficili, dove non mi era ben chiaro dove stessi andando, l'ho invocata, ho chiesto che mi guidasse, perché desideravo fortemente darle voce. Il regista il giorno prima delle riprese mi ha chiesto di tagliare i capelli, inizialmente ho titubato poi mi sono detta: "Che cos'è un taglio di capelli rispetto a una vita spezzata?".


In questo anno in Italia sono già state uccise 108 donne, spesso per mano di chi diceva di amarle... è di qualche giorno fa anche il ritrovamento della giovane Giulia uccisa dall'ex fidanzato... Cosa pensi di questa drammatica escalation di crimini?

Penso che sia terribile. Ci siamo evoluti su molti fronti ma questo non sembra contribuire nell'avvicinare i due universi: quello maschile e quello femminile. Ho quasi l'impressione che l'affermazione della donna nei diversi campi della società vada di pari passo con l'aumento della violenza. Fintantoché è rimasta relegata ai ruoli di madre, moglie e figlia, tutto sembrava funzionare. Sto ipotizzando, provo a riflettere, alle volte penso che il maschile non riesca più a trovare un proprio assetto: forse è questo che lo porta a una grande destabilizzazione. Parlo in generale, perché siamo tutti ingranaggi di questo meccanismo, alcuni funzionano bene, altri si inceppano ma la cosa riguarda ognuno di noi non solo i protagonisti di questi tragici epiloghi.


In Italia esiste il diritto alla cronaca, ma si è spesso discusso se in televisione sia davvero necessario entrare troppo nel dettaglio raccontando anche particolari che andrebbero evitati. C’è un limite che non deve essere superato secondo te?

Credo che sia inutile raccontare dettagli macabri, in primis per evitare ulteriori sofferenze alle famiglie che già hanno subito una perdita e poi dare così tanto clamore alla violenza, ritengo, non faccia altro che abituare le nostre menti a immagazzinare immagini e vibrazioni di qualcosa che poi diviene routine: succede una volta, ti sciocchi, succede due, la cosa ti turba, alla terza non ci fai più caso. L'essere umano si abitua a tutto. Sono fatti gravi, vanno raccontati con l'obiettivo di apportare un cambiamento, di suscitare un'evoluzione nelle coscienze. Lo dico perché quelli che sono più attratti da certe immagini violente sono i giovanissimi e in loro la capacità di discernimento non è ancora ben radicata.

 

Il 25 novembre è la giornata internazionale contro la violenza maschile sulle donne. Che cosa significa per te questa giornata?

In tutta sincerità penso che non dovrebbe esistere il fatto che ci sia conferma che esiste la separazione, che c'è ancora tanta strada da fare per raggiungere l'uguaglianza dei generi.

 

Quando hai iniziato a fare l'attrice?

Dieci anni fa, ho preso parte al mio primo film "Il segreto di Italia" per la regia di Antonello Belluco con Romina Power. Era un film in costume dove interpretavo Anna, una giovane partigiana.

 

In quale personaggio da te finora interpretato, riconosci una vicinanza o un aspetto del tuo modo di essere?

Mi sono sentita molto vicina al personaggio di "The Begin Influencer", cortometraggio scritto e diretto da Enzo Bossio. Ho interpretato un'attrice che ispira la protagonista nella sua evoluzione umana. Vedendo le molte similitudini, Enzo mi ha suggerito di usare il mio vero nome per il personaggio.


Dai registi con cui hai lavorato, cosa hai imparato?

Ho imparato a cambiare le mie prospettive, perché i registi vedono da un'angolazione più ampia, danno risalto anche a cose infinitesimali. Il loro obiettivo è quello di creare un'opera unica e questo richiede la capacità di mettere insieme tante parti, di avere la lucidità di guidare e unire moltissime persone nei vari reparti.

 

Come riassumeresti  il tuo percorso?

Direi lineare, il lavoro attoriale sta progredendo di pari passo alla mia evoluzione personale. Fino a qualche anno fa, mi arrabbiavo perché mi proponevano ruoli "leggeri", era importante solo la fisicità, il personaggio era privo di spessore, evidentemente era quello che emanavo. Ora che ho trovato il mio equilibrio, che sono consapevole dell'essere umano che voglio essere, le proposte che mi arrivano sono in linea con ciò che voglio diffondere nel mondo.

 
Cosa ti affascina del mestiere di attrice?
 
Mi affascina capire la psicologia dei personaggi, cercare di intuire cosa li muove, perché agiscono in un modo piuttosto che in un altro. Mi piace indagarli, creare il loro vissuto e mescolarlo al mio e attraverso loro, migliorarmi come essere umano. Mi diverto molto perché i personaggi sono alibi per dare voce a parti di me che magari nel quotidiano non mi permetto di esprimere.

 

Ci sono attrici che consideri modelli di riferimento?
 
Sì, Meryl Streep, perché si diverte come una pazza in ogni personaggio. Kate Winslet, perché riesce a dare delle sfumature psicologiche ben precise. Cate Blanchett, per il suo magnetismo e Charlize Theron, perché spazia da un carattere all' altro, è davvero camaleontica.
 
 
Hai preso parte anche a vari spot pubblicitari dove, in pochi secondi, si racconta una storia... è più complicato che recitare in un film?
 
Negli spot è fondamentale che i pensieri, gli stati emotivi siano ben precisi: uno sguardo, un gesto modificano completamente il risultato finale. C'è una grandissima attenzione anche al più piccolo dettaglio, basti pensare che per 30 secondi di spot, si gira un intero giorno.
 
 
Che rapporto hai con le donne?
 
Ho un rapporto straordinario con le donne, ho quattro sorelle più piccole e sono circondata da una rete di amiche che mi supportano e che io supporto quotidianamente: siamo famiglia!
 
 ... e con la moda?
 
Con la moda ci azzecco poco. Sono una "pratica", preferisco vestiti comodi nella quotidianità, anche perché pratico e insegno yoga. Per gli eventi mi faccio consigliare, ma la mia tendenza sono abiti sobri, dal taglio elegante, magari con un piccolo dettaglio. Non amo mettermi troppo in mostra, a meno che non lo debba fare per lavoro.
 
 
Progetti futuri?
 
Collaborerò nuovamente con Enzo Bossio, a Dicembre e Gennaio, lo aiuterò nella realizzazione del suo nuovo cortometraggio, questa volta sarò dietro la macchina da presa.

 

Concludendo?

Sono soddisfatta e felice del percorso che sto facendo, sono grata per tutto ciò che la vita mi ha concesso finora e mi auguro di prendere parte sempre di più a progetti che invitano alla riflessione e all'evoluzione delle nostre coscienze.

 


1000 Caratteri rimanenti