Daniela Carelli, una donna coraggiosa e un'autrice che fa sognare.

Daniela Carelli, una donna coraggiosa e un'autrice che fa sognare.

Sono caduta tante volte e mi sono sempre rialzata.

 

Autrice, cantante, vocal coach e donna dai mille interessi, oltre che dal cuore grande, così si può descrivere, e pure a buona ragione, Daniela Carelli. Ha dato da poco alle stampe E Leda inventò il mondo, il suo quinto romanzo che troviamo su Amazon sia in formato sia digitale che cartaceo.

 

Daniela, come è nato nella tua mente il personaggio di Leda?

Sono una cantante professionista. Negli ultimi anni ho scelto di non fare più live e di dedicarmi all’insegnamento della tecnica vocale ed emozionale. Mi sono esibita in migliaia di concerti in tutta Italia e all’estero, ma c’è una cosa che non ho mai fatto: il busking, esibirmi come artista di strada e quindi ho deciso di vivere questa esperienza attraverso Leda.

 

Lei proviene da una famiglia molto particolare. La madre è una musicista mentre il papà, un medico che trascorre parte del suo tempo libero ad aiutare i bambini che soffrono. Possiamo dire che dalla mamma abbia preso l'amore per la musica e dal papà il desiderio di aiutare gli altri. Tuttavia è la nonna il suo punto di riferimento... C'è qualcosa di autobiografico in questo?

No. La mia è stata una famiglia molto diversa: papà era un bancario con una passione profonda per il teatro e la recitazione. Mamma oggi ha ottantadue anni e siamo noi a coccolarla, ma prima era una casalinga al cubo: manager, cuoca, sarta. Mia nonna Anna poi – a differenza di nonna Bridget, viaggiatrice ante litteram – alle uscite preferiva dedicarsi alla casa e alla famiglia.

 

Altra figura fondamentale per Leda è la sua amatissima Milly. E so che qui hai voluto in qualche maniera mettere in atto una sorta di tuo dolcissimo omaggio...

Milly, come ho spiegato alla fine del libro, è l’unico personaggio reale. Attraverso lei ho voluto raccontare la storia struggente di Minnie, il cane della mia gioventù che salvai dall’abbandono.

 

Altro suo grande compagno di viaggio è il suo ukulele. Perché hai scelto proprio questo strumento?

Avevo un’allieva che lo suonava; trovo che abbia una magia peculiare ed esotica.

 

Il colore di esso è lilla ma da brava napoletana non sei forse superstiziosa?

No, non lo sono mai stata. E poi in realtà il colore viola – non lilla – è aborrito solo nel mondo artistico. È una superstizione di origini medioevali: durante la Quaresima spettacoli e rappresentazioni venivano proibiti dal clero, quindi gli artisti non lavoravano. E indovina di che colore erano i paramenti sacri che si usavano in quel periodo?

 

Con quali aggettivi ti descriveresti? Come è cambiata la Daniela da quando era ragazza ad oggi che è diventata donna?

Sono cambiata tanto. Le esperienze e il dolore insegnano e io ho imparato a non dare niente per scontato e ad essere grata per ogni giorno di vita che mi viene concesso, anche perché sono tra i fortunati che sono sopravvissuti a un cancro. Sono cose che non si possono e non si devono dimenticare.

 

Se Leda ha inventato il mondo, tu, che cosa hai inventato?

A parte i miei cinque romanzi?...

Più che inventare mi sono reinventata. Sono caduta tante volte e mi sono sempre rialzata. Spero di mantenere la capacità di rinnovarmi, il mondo corre sempre più veloce ed essere resilienti più che un’opzione è diventata una necessità.

 


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