ETNOGRAFIA DEL MONDO SARDO NELLA LETTERATURA. Da Grazia Deledda a Salvatore Satta e Marcello Fois (1908-2009).

ETNOGRAFIA DEL MONDO SARDO NELLA LETTERATURA. Da Grazia Deledda a Salvatore Satta e Marcello Fois (1908-2009).

È un pomeriggio d’inverno, sembra già notte ma in realtà è ancora presto. Tu hai solo voglia di entrare in relax. Troppo freddo e buio per lavorare, troppo presto per dormire.  E così scegli con cura i tuoi compagni di svago. Plaid di lana. Tisana calda. Divano. Calzettoni. Luci soffuse. Musica in sottofondo e un libro da sfogliare. Pagina dopo pagina ti addentri nella storia. Inizi a vivere la vita dei personaggi, respiri i loro luoghi, fai tuoi i loro modi di dire, le loro usanze e tradizioni. Inizi ad assimilare il loro linguaggio, a conoscere i protagonisti da diverse prospettive e a riconoscere i loro comportamenti all’interno della loro società. Inconsciamente li paragoni ai tuoi e due o più culture si incontrano, si scontrano, si integrano.  

 

Il testo “ETNOGRAFIA DEL MONDO SARDO NELLA LETTERATURA. Da Grazia Deledda a Salvatore Satta e Marcello Fois (1908-2009)” dell’antropologo e scrittore senese Massimo Granchi, per le tematiche affrontate e i valori socio-culturali di cui si fa portavoce, assume una grande valenza per l’antropologia e offre l’occasione per approfondire la ricchezza della letteratura sarda che diventa lente di ingrandimento per le radici e l’essenza di questo popolo antico. Il Granchi, nella sua esperienza antropologica estremamente originale, ha sostituito gli informatori classici con i narratori. Il suo lavoro si sviluppa, come lui stesso ci dice, “lungo la riflessione compiuta sui profili proposti dagli autori e da me restituiti all’analisi sulla base delle mie cognizioni acquisite grazie all’interpretazione dell’incrocio di vari testi di senso semiotico”. I dati raccolti derivano direttamente dai dialoghi e dai comportamenti dei personaggi dei tre romanzi riportati nel titolo della ricerca.

 

IL LIBRO

“ETNOGRAFIA DEL MONDO SARDO NELLA LETTERATURA. Da Grazia Deledda a Salvatore Satta e Marcello Fois (1908-2009)”, pur trattando argomenti di interesse scientifico strettamente attinenti al mondo sardo, come si può comprendere dal titolo, ha ricadute e implicazioni di più ampia valenza e l’ambizione di regalare nuovo respiro al connubio tra antropologia e letteratura. Il saggio, nasce e si sviluppa in ambito universitario da una ricerca sperimentale e originale e favorisce la diffusione e la condivisione di valori socio-culturali territoriali a carattere divulgativo di grande valore, non solo per la Sardegna, ma per il settore antropologico in generale. Il Granchi ricostruisce i profili del mondo etnografico descritto dalla letteratura sarda attraverso l’analisi di tre opere di tre autori rappresentativi dell’oggetto di studio e che sono ambientati in tempi diversi (le narrazioni abbracciano un arco di tempo di cento anni, dal 1912 al 2012) ma legati allo stesso oggetto: la città di Nuoro e la sua vita. L’autore per confrontare i racconti selezionati, li sintetizza fino a giungere all’essenziale, al loro nucleo: alla produzione di immaginazione di mondi. Al centro del suo metodo ci sono la gestione del tempo privato e pubblico, le passioni, le rappresentazioni della spazialità e della società, le relazioni di parentela, le classi e gli individui.  “Gli aspetti più marcati” sottolinea Pietro Clemente che ha curato la prefazione, “che scaturiscono dall’analisi riguardano sentimenti e passioni, temi questi ultimi centrali nella letteratura ma per lo più negati all’antropologia. Passioni e patemi che Granchi sul piano analitico assume dalla semiologia, lo strumento metodologico del suo lavoro che talora fa da mediatore tra antropologia e letteratura.”  L’analisi comparativa, viene spiegato nel testo, ha permesso non solo di tracciare le caratteristiche di un mondo sardo in cui le “semiotiche” implicate non sono immaginarie, ma ha consentito anche di abbozzare una teoria che in futuro potrebbe diventare un prezioso metodo di ricerca attraverso i testi letterari. L’obiettivo del Granchi è dimostrare che il mondo creato dalla letteratura sarda è reale e significante al pari del mondo che riflette, partendo dall’assunto che se il microcosmo che viviamo non fosse in qualche modo tradotto, non esisterebbe. Ed ecco che i romanzi analizzati producono uno degli universi sardi possibili.

 

UN TESTO AMPIAMENTE SELEZIONATO

“ETNOGRAFIA DEL MONDO SARDO NELLA LETTERATURA. Da Grazia Deledda a Salvatore Satta e Marcello Fois (1908-2009)” è la preziosa ricerca realizzata dall’antropologo e scrittore senese Massimo Granchi. Il testo, pubblicato da edizioni Il Papavero della dott.ssa Martina Bruno, è stato realizzato in ambito universitario e per la sua particolarità, innovazione e valore, è stato inserito nell’ambito della collana GLOBAL/mente, diretta dalla dott.ssa Monia Calia e che vede un ricco comitato scientifico: Veronika Bernard, Universität Innsbruck, Innsbruck, Antonio Camorrino, Luigi Caramiello, Linda De Feo, Gianfranco Pecchinenda, Anna Maria Zaccaria ,Università Federico II, Napoli, Roberto Cipriani, Università Roma Tre, Roma, Mara Immacolata Festa, Associazione Apple Pie, Avellino, Suzana Glavaš, Università L'Orientale, Napoli, Maria Luisa Iavarone, Università Parthenope, Napoli. Siamo convinti che questa pubblicazione darà il via a un nuovo filone dove antropologia e letteratura interagendo ci consentiranno di affacciarci su nuovi mondi e non è un caso che l’opera si fregia del patrocinio del Circolo Culturale Sardo Peppino Mereu e ha ottenuto la concessione, da parte dell’Istituto Superiore Regionale Etnografico della Sardegna, dell’utilizzo di una foto del “Fondo Pirari” per la realizzazione della copertina.

https://catalogo.edizioniilpapavero.it/home/381-etnografia-del-mondo-sardo-nella-letteratura-da-grazia-deledda-a-salvatore-satta-e-marcello-fois-1908-2009.html

 

 

 

 

 

 

 

 


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