È sera, fuori è buio, cammini da solo… all’improvviso dei passi, sono dietro di te… Acceleri, loro accelerano. Ti volti, non c’è nessuno. Senti il respiro, e i passi. Quasi sul collo. I battiti del tuo cuore impazziscono. Corri, anche i passi dietro di te diventano più veloci. Sei in preda al panico, ti manca il respiro. Sei finalmente nel portone di casa, ti senti al sicuro, ma su per le scale di nuovo la sensazione di essere seguito. Apri tremando la porta, la chiudi di colpo. Sei terrorizzato. Guardi dallo spioncino ma non vedi nessuno, eppure lo hai sentito, hai sentito i passi e il respiro. Avresti voglia di chiedere aiuto, di confidarti col tuo migliore amico ma non lo farai. Nella migliore delle ipotesi ti dirà che sei un fifone, che ti sei lasciato suggestionare dalla paura, dai brutti pensieri, ti dirà che sei stressato o semplicemente che sei fuori di testa, che stai dando di matto.
Alle volte è suggestione, sono le nostre paure che prendono forma, altre giureresti di aver visto qualcosa: una luce, una sagoma, un’ombra. Ti sei sentito toccare, o all’improvviso una corrente gelida ti ha inondato il corpo, o hai sentito una voce, più voci, un lamento, litanie.
Ad Avellino più persone raccontano che il giorno prima del 23 Novembre 1980 avevano incontrato una donna anziana vestita di nero con un rosario tra le dita per poi scoprire che era una donna morta da anni. Il giorno dopo la cittadina fu devastata dal sisma. Tante sono le storie di fantasmi, ogni città ha le sue, ma cosa hanno in comune tutti questi racconti? Sono leggende metropolitane o c’è qualcosa di vero?
Io li vedo i morti e li sento, mi parlano e così mi sono confrontata con Franca Molinaro, autrice del libro “Presenze” edizioni Il Papavero, casa editrice con la quale aveva già pubblicato “Proverbi ternari dell’entroterra appenninico” e, successivamente, “Piante magiche. Piante apotropaiche e piante del diavolo”
IL LIBRO
Come avrete compreso, Franca Molinaro ama la ricerca etnografica, l’antropologia, le tradizioni popolari e le erbe di cui è profonda conoscitrice. Assidua seguace di De Martino, animata da una sana curiosità, per anni ha raccolto testimonianze orali inerenti strane Presenze nell’entroterra appenninico e non solo. Il libro “Presenze” nasce fondamentalmente da racconti e testimonianze sui fenomeni paranormali, raccolti tra persone di ogni età e ceto sociale. È la pietra miliare dei suoi primi studi su fenomeni che sfuggono al controllo della mente razionale e che quasi sempre vengono messi in discussione anche da chi ne ha avuto esperienza diretta. La Molinaro, dopo aver raccolto ampio materiale, ha deciso di pubblicarlo. La prima parte del libro è dedicata ai cenni storici e commenti dell’autrice, gli altri due terzi contengono i vissuti, arricchiti di note biografiche, degli intervistati. Ha lasciato le testimonianze così come le aveva raccolte, le ha riportate fedelmente, senza alterarle, ma le ha suddivise accorpando le Presenze in buone, innocue, cattive. Ecco che la dicotomia tra il bene e il male resta anche dopo la morte, in una dimensione che non è più quella materica di cui tutti abbiamo esperienza. Ma Franca va oltre e suddivide queste Presenze anche in relazione al luogo e alle modalità di apparizione. Un’attenzione particolare, dunque, è posta sulla loro natura e sulle leggi che le regolano. È un lungo viaggio tra spiriti rurali e cittadini, presenze inconsuete, diavoli e anime buone, ricordi e storie di antenati fino ai giorni nostri. Pagina dopo pagina il vissuto individuale e sociale delle persone intervistate ricostruisce storie dimenticate nel tempo, sotterrate dalle macerie dell’oblio, del pregiudizio, bandite dalla civiltà evoluta perché ritenute frutto di ignoranza e superstizioni. Censurate perché contrarie ad ogni logica razionale. Ma allora questi racconti, queste immagini da dove nascono? Sono solo archetipi a cui l’inconscio collettivo dà vita o esiste realmente qualcosa che va oltre la nuda materia? È possibile che l’energia di un essere umano dopo la sua morte riesca ancora a manifestarsi? Il libro di Franca Molinaro, che ricordiamo nasce da una ricerca sul territorio (è scesa in campo Franca, si è messa in gioco, si è sporcata le mani, ci ha creduto) ci permette di riappropriarci senza timore di questi racconti e poterli rivivere attraverso le parole di chi li ha sperimentati sulla propria pelle.
TUTTI, NESSUNO ESCLUSO
Ho accompagnato Franca in tante presentazioni e ogni volta il pubblico era numeroso e apparentemente diviso tra chi ci crede, chi è scettico, e chi non sa che pesci prendere. Eppure ogni volta, ogni benedetta presentazione, il copione si ripete. Ascoltano la scrittrice-ricercatrice, sentono le recensioni, ascoltano qualche testimonianza e piano piano le difese calano. C’è sempre qualcuno più coraggioso degli altri che in quel momento non pensa alla sua reputazione di medico, ingegnere, padre di famiglia ma, sentendosi accomunato agli altri da un’esperienza condivisa, prende la parola e inizia a raccontare cosa gli è accaduto, cosa ha visto, cosa ha sentito. E quel racconto, gettato lì in estemporanea davanti a gente che neanche si conosce, fa da detonatore e i racconti esplodono, la verità da sempre taciuta, deflagra, e ognuno vuole, deve raccontare la sua verità. E quella che doveva essere la presentazione di un libro diventa l’occasione per liberarsi e condividere tutto senza più paura di essere etichettato, senza più paura di essere additato o di perdere credibilità come uomo e come professionista.


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