SCRIVO E VEGETO.

SCRIVO E VEGETO.

Quando l’interazione armoniosa tra corpo, mente e spirito viene a mancare, gli individui tendono a scindere tutto ciò che è unità. Corpo, mente e spirito che sono destinati ad essere uno si smembrano: il corpo (Jing) potrebbe essere in Vuoto e lo spirito (Shen) potrebbe perdere la sua armonia. In questa situazione di sofferenza, scissione e frammentazione, chi la fa da padrona è la mente… sa essere pesante la mente e la mente di Emily fa sentire tutta la sua gravità in contrapposizione alla leggerezza delle nuvole. “Ti han vista - Come il sole al tramonto - Svanire, - tra la leggerezza delle nuvole - e il peso - della tua mente” E allora la vita non la vivi, ci anneghi “Annego - In quel male comune - Che tutti voi - Chiamate vivere”.

“Scrivo e vegeto” di Emily Strange (nome d’arte) è una raccolta di poesie di una giovane donna, pubblicata dalla casa editrice Il Papavero, con la prefazione di Emilio Lonardo, docente presso la “Scuola del Design” del Politecnico di Milano e autore dei libri di poesia “Lo spazio dell'attesa. Versi trovati cercando il presente” e “Lo spazio dell'attesa. Versi trovati nel tempo di un affaccio” edizioni Il Papavero. Questo di Emily è un libro autobiografico che non racconta di pomeriggi con i nonni o del primo amore, non racconta aneddoti né fatti, ma ci disvela e condivide l’autobiografia della sua anima e della sua mente. Parla al cuore di ognuno di noi, ma prima al suo e lo fa con immagini scolpite in brevi versi incisivi come lame taglienti. “Ho giocato a guardia e ladri con la mia anima, e ho finito per esserne prigioniera” ci confida Emily e le sue poesie sono il suo modo personale di evadere dalla sua prigione. “Tutti ne abbiamo una” sottolinea la Strange e, infatti, nei suoi versi tutti possiamo ritrovarci, è un dolore universale, è il male di vivere che custodisce da qualche parte dentro di sé una speranza, uno spiraglio di evasione. 

 

IL LIBRO

“Scrivo e vegeto” è un gioiellino di una settantina di pagine e quarantuno poesie. Di lei che, a dispetto dell’ego ciclopico dei poeti, ha deciso di non comparire, di restare dietro i suoi versi, respirando ad ogni accapo, sappiamo solo, dalle parole di Emilio Lonardo, che è una giovane donna dai capelli rossi. Li porta raccolti Emily i capelli, ha il passo svelto e sognate e gli occhi di chi cerca di aggrapparsi alla vita degli altri. Ha una cartella Emily, uno scrigno perfetto per i suoi lavori e calzini dipinti con la “Notte Stellata” di Van Gogh. “Educatamente – scrive Lonardo nella prefazione - urla, in punta di piedi scalcia e tira pugni alle nuvole dei sogni sperando che piovano, di notte. Perché le parole di Emily descrivono una sofferenza che è intima e comune, parlano a tutti con il garbo e la franchezza di chi prova a sbrigarsela da sé, di chi, prigioniera, coltiva ancora la speranza dell’evasione”

Quando parla del suo animo lo descrive come un luogo silenzioso dove avatar si affacciano per lasciarsi osservare. E lei ci appare come una giovane in fuga verso una meta che neanche lei ha ben chiara come non ha ben chiaro chi realmente è e così continua incessantemente a cercarsi per le strade della vita alle volte smarrita “nell’immenso mare della mente” E noi siamo lì con lei, battiamo gli stessi sentieri, attraversiamo lo stesso caos, anneghiamo in quello stesso mare e proviamo la vertigine ai confini della vita perché le paure di Emily sono le nostre stesse paure, il suo smarrirsi è il nostro smarrirci in una società che certo non ci agevola nella ricerca chi veramente siamo. È per questo che la poesia della Strange è degna di essere pubblicata, è per questo che la poesia della Strange è degna di essere letta, respirata, perché quella che lei chiama la sua biografia è la storia di ognuno di noi. È la mia, la tua, la sua storia e questo è il nostro poetare.

 

UN LIBRO PER GRIDARE AL MONDO

Tutti dovremmo leggere i versi contenuti in “Scrivo e vegeto”. Li dovrebbero leggere i giovani per sentirsi meno soli e incompresi, li dovrebbero leggere i genitori e i docenti per meglio comprendere il disagio esistenziale dei loro figli e dei loro allievi. Quel disagio che è stato anche il loro ma nel caos della vita tra doveri, e “così si fa” hanno ormai dimenticato. Gli adulti, che credono di avere lezioni da impartire, ma in realtà mentre i giovani si perdono nel tentativo di ritrovarsi, di capire chi sono, qual è lo scopo e il senso della vita, gli adulti si sono accontentati di una falsa immagine rimandata loro da una società marchettara ed emotivamente afasica e così hanno smesso anche di cercare. Questo libro, se si sa leggere, è un piccolo atto rivoluzionario, è una richiesta d’aiuto, è il rivendicare la propria libertà.

 


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