Michela Mercuri, giornalista per amore, donna dal gran cuore.

Michela Mercuri, giornalista per amore, donna dal gran cuore.

Nessun lavoro, per quanto lo si ami, è più importante di chi si ama.

 

Si intitola Polveriera Mediterraneo, il nuovo libro della giornalista e opinionista televisiva Michela Mercuri, che ha scritto insieme al collega Alberto Gasparetto.

Donna impegnatissima con il suo lavoro, è riuscita a trovare il giusto equilibrio nella vita per arrivare a non dire più la famosa frase: “ non ho tempo...”

 

Michela, presentati alle nostre lettrici con pregi, vizi e virtù...

Non ricordo chi disse che uno dei vizi più fastidiosi è la mania di vantare i pregi della virtù. Posso dire che, per fortuna, questo non mi appartiene, anzi, a volte tendo a sminuire un po' quello che faccio anche se devo dire che ne vado fiera. Se proprio devo trovare un pregio è quello di amare ancora ciò che faccio, anche se oramai sono passati più di 20 anni da quando studio il Medio Oriente, con tutte le sue guerre e le sue complessità. Non nego di essere orgogliosa di essere diventata Capitano della riserva selezionata dell’esercito. Questo mi ha permesso di vedere gli scenari di cui parlo in prima persona. Credo che, occupandomi anche di attualità, sia fondamentale poter arricchire la mia esperienza non solo studiando ma guardando con i miei occhi ciò che accade in teatri di guerra. Non è sempre facile rimanere lucidi davanti a scene a volte strazianti, ma faccio del mio meglio per poter far capire ai miei studenti cos’è davvero la vita in certi Paesi che paiono così lontani. Il mio vizio, anche se può sembrare il contrario, è, a volte, la pigrizia. Ebbene si, anche per me ci sono giorni in cui la tv e il divano sono i miei “migliori amici”. La virtù è una parola troppo grande per auto attribuirsela. Posso dire, però, che dopo tanti anni di lavoro ho imparato una cosa: dire no ad alcuni lavori per dedicarmi alla famiglia e ai miei affetti. Ho imparato a mettere dei paletti ed a coltivare di più le persone care. Certi momenti non tornano più e non dobbiamo perderli per nessun lavoro al mondo. Questa è diventata una regola per me che non considero una virtù, ma magari un pregio acquisito con gli anni e con le esperienze della vita.

 

Tu sei indubbiamente un vero vulcano... Sei insegnante universitaria, scrittrice, opinionista ed editorialista. La domanda sembrerà scontata ma mi sento comunque di portela, dove trovi il tempo per fare tutto e farlo bene?

Ho imparato a gestire il mio tempo e fare solo ciò che credo di poter fare bene. Non possiamo fare tutto altrimenti rischiamo di essere approssimativi e dare ai nostri uditori, siano essi studenti, spettatori televisivi etc. informazioni errate. Ho imparato ad ascoltare il mio corpo e la mia testa e questo mi ha permesso di “selezionare”, in base al tempo che dedico ai miei affetti e, perché no, anche a me stessa, ciò che riesco a fare bene e ciò a cui devo rinunciare. Credetemi non è facile. E’ un “vizio” molto femminile quello di voler far tutto per paura di “restare indietro” ma credetemi che non è così, o dobbiamo fare in modo che non lo sia.

 

Il tempo oggi pare scorrere sempre più velocemente ed è diventato molto prezioso. Possiamo dire che sia la vera ricchezza dell'epoca moderna?

Esatto è quello che ho cercato di dire sopra e lo ribadisco. Molti di noi, per esempio, hanno perso persone care e sanno bene che quel tempo non torna più. Quante volte avremmo potuto rinunciare a qualcosa per passare del tempo con loro? Nessun lavoro, per quanto lo si ami, è più importante di chi si ama. Ma questo non si insegna, si impara solo vivendo.

 

Tu che cosa provi quando ti senti rispondere o a tua volta pronunciare di non avere del tempo da dedicare a qualcuno?

Per fortuna sono circondata da persone che mi hanno sempre dedicato del tempo: amici, compagni di vita, famiglia. Sono loro ad avermi insegnato ad avere il tempo per gli altri e a loro devo dire grazie. Dai miei cari, da quando ho iniziato questo percorso, ho avuto supporto, incoraggiamento, sacrifici. Gesti di amore e fiducia enormi, anche quando affrontavo situazioni rischiose. Un esempio che voglio portare avanti.

 

Si dice che se ci tieni davvero il tempo lo trovi. Credi che siamo molto bravi a nasconderci dietro a un dito in tale direzione?

Agli inizi del mio percorso lo facevo spesso. Ero un po' “accecata” da questo mondo nuovo e stimolante: persone che ti cercano, ti lodano e si aspettano sempre molto da te. Non nego che questo, per me, nel tempo, era diventato anche fonte di stress, una sorta di “ansia da prestazione” che si era tramutata nella paura di dire “no”. Volevo accontentare tutti, essere sempre, come si dice “sul pezzo”. Più il mio curriculum si arricchiva di esperienze più ero richiesta e la mia vita si divideva tra convegni, presentazioni di libri e tv. Vivevo su aerei e treni. Devo dire che su questo la tv, pur essendo una esperienza bellissima, può diventare un’arma a doppio taglio. La piccola visibilità che mi ha dato, ha aumentato ancora di più tutto quel “circuito” di persone che “ti vogliono” e, naturalmente, si aspettano grandi cose. Per un po' mi sono nascosta dietro al fatto che non volevo perdere questa piccola fetta di “popolarità” e, si, mi nascondevo dietro a un dito. Ma anche in questo caso, la vita, l’età e l’esperienza mi hanno rimesso sui binari giusti e ora se ci tengo, il tempo lo trovo sempre (o quasi!). Sono stata “maestra” in questo in passato. Per molto tempo mi sono nascosta dietro un dito. Soprattutto quando ero più giovane. Esattamente come ti dicevo sopra. E’ un “vizio” comune che si supera con il tempo e le esperienze.

 

Il dio denaro ieri, come oggi, e tu da studiosa lo sai molto bene, ancora comanda anche sui valori. Credi che la crisi economica abbia contribuito ancora di più all'impoverimento dei sentimenti e delle qualità degli uomini?

Purtroppo si, non solo la crisi economica. E’ riesplosa una rabbia sociale che a volte prescinde dalla crisi economica. Nel corso di questi anni ho visto un passaggio molto preoccupante: quello tra una sana competizione accademica e/o culturale a una vera e propria lotta su temi e idee diverse. In certi ambienti il dibattito ha lasciato il posto all’insulto, la parola ha lasciato il posto alle grida. Non si ascolta più l’altro ma si fanno monologhi. Ognuno è fermo sulle proprie idee. Una aggressività che cresce di anno in anno e i social, senza addentrarmi troppo in fatti di attualità, sono una causa (non la solo e non sempre, sia chiaro) di questo degenerare della qualità degli uomini. Oggi viviamo in un’epoca che potrei definire di “hic sunt leones”. Non è un bello spettacolo ma soprattutto non è produttivo per la società del futuro.

 

Da donna adulta e da esperta di geopolitica e di storia, oltre che da docente, quanto credi che l'epoca moderna possa influenzare sia in positivo che in negativo i giovani di oggi e gli adulti di domani?

I giovani di oggi, come dico spesso, sono curiosi, attenti. Io li definisco “delle spugne”, perché assorbono con grande facilità ogni stimolo e informazione esterna. A volte li sottovalutiamo e qui sta l’errore. Dobbiamo prestare più attenzione ai messaggi che arrivano ai giovani e dai giovani, responsabilizzarli, ascoltarli e credere in loro. Ma gli adulti di domani devono avere buoni maestri oggi. Nelle scuole, nelle famiglie e nelle università. Io da docente cerco di fare del mio meglio. Mi auguro sia così.

 

E' vero il detto che le colpe dei padri cadano poi sempre sulle spalle dei figli?

A volte si ma non sempre, non se i figli hanno avuto altri buoni maestri al di fuori della famiglia. Vorrei però allargare il discorso, visto che mi occupo di geopolitica, termine che, spesso, oggi, si traduce  in “guerra”. La guerra non termina con un trattato di pace ma continua negli occhi dei bambini che hanno visto i più grandi orrori della storia, hanno visto morire i propri cari, distrutte le loro case, le loro certezze e questo inevitabilmente crea rancore, rabbia e tutti i presupposti per un futuro in cui le colpe di chi ha voluto quella guerra potrebbero distruggere per sempre le speranze dei giovani: i figli del mondo.

 

Da zia di due pesti, come sostieni tu su Instagram, che cosa speri e ti auguri dal profondo del cuore per loro?

Semplicemente che trovino la loro strada, che sappiano far valere le loro qualità, che abbiano la forza di aprire con il loro carattere forte e la loro caparbietà tutte quelle porte che troveranno chiuse o che verranno chiuse loro. Che non si lascino mai condizionare da cosa gli altri si aspettano da loro ma seguano le loro passioni. Che sappiano superare le critiche che inevitabilmente arriveranno, senza farsi schiacciare dal peso di “come ti vuole la società”. Che abbiano il coraggio di portare avanti le proprie idee, sempre, anche quando potrebbero essere impopolari. Ma soprattutto che siano felici. Una frase fatta? No, la felicità è la cosa più difficile da raggiungere in questo mondo.

 

 


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