Successivamente, collabora con Maurizio Millenotti nei film La Passione di Cristo di Mel Gibson (2004) e Nativity di Catherine Hardwicke (2006), lavora con Gabriella Pescucci in Val Helsing di Stephen Sommers (2004), con Milena Canonero, storica costumista di Stanley Kubrick, per Grand Budapest Hotel di Wes Anderson (2014), film premiato con l'Oscar per i migliori costumi.
Realizza numerosi progetti con Carlo Poggioli, tra cui la miniserie Giasone e gli Argonauti (2000), Ritorno a Cold Mountain di Anthony Minghella (2003), e lavora ai film Miracolo a Sant’Anna di Spike Lee (2008), La leggenda del cacciatore di vampiri di Timur Bekmambetov (2012) e The Raven di James McTeigue (2012).
Nel 2013, con La grande bellezza, avvia una proficua collaborazione decennale con il regista premio Oscar Paolo Sorrentino, con cui collabora per i cortometraggi The Dream (2014) e Piccole Avventure Romane, i film Youth - La giovinezza (2015) e Loro (2018) e le miniserie televisive The Young Pope e The New Pope, collaborando ancora con Poggioli. Forte dell’esperienza maturata con le due miniserie di Sorrentino, nel 2019 firma i costumi del film di Netflix I due papi, diretto da Fernando Meirelles, svolgendo un consistente e meticoloso lavoro di ricerca finalizzato al massimo realismo, attraverso la consultazione di un esteso archivio fotografico dell'Osservatore Romano.
Il 1° Settembre 2023 a Capri, mentre si svolgevano le riprese di un film del regista Paolo Sorrentino, scompare, appunto, in circostanze misteriose, e ancora da chiarire, il costumista Luca Canfora, già collaboratore del regista in importanti produzioni cinematografiche e televisive precedenti.
Giuseppe, le va di ricordarci che tipo era suo fratello?
Mio fratello era una persona estroversa, altruista, molto cordiale e amava comunque condividere la sua vita, le sue idee e le sue passioni con amici e colleghi. Anche al raggiungimento dell’apice della sua
carriera ha continuato a condurre una vita normale. Spesso i suoi colleghi rimanevano stupiti durante le produzione e il lavoro. Nonostante fosse lui un costumista, amava passare il tempo insieme ai i propri colleghi e collaboratori in laboratorio per dar vita alle sue creazioni e mantenere quell’assiduo contatto con ciò che ha sempre fatto da quando ha iniziato la propria attività in questo ambito. Già da ragazzo si era visto comunque che avesse grandi qualità artistiche, infatti frequento a Napoli l’istituto d’arte “Palizzi” e prima di trasferirsi a Roma era anche stato fotografo professionista. Amava il suo lavoro e lo svolgeva con la massima dedizione a attenzione.
Arrivando alla tragedia, quando avete saputo di vostro fratello e in che modalità?
Mio fratello di fatto è venuto a mancare il giorno 1 Settembre alle ore 11.00 circa. Noi non siamo mai stati informati da nessuno del suo decesso e le mie sorelle hanno continuato a chiamarlo per tutto il giorno senza riceve risposta. Il 2 Settembre mattina, mio cognato leggendo le notizie sul telefonino ha letto che era stato rinvenuto il corpo di un uomo nelle acque di Capri il giorno precedente. Seppur l’età e le informazioni non fossero corrette. Ha poi informato le mie sorelle con le quali si è recato presso il Nuovo Policlinico 2 di Napoli al fine di capire quale fosse il corpo rinvenuto. Parlando con un responsabile della morturia, e seguito tutto l’iter previsto con il coinvolgimento della Polizia Mortuaria, su disposizione del PM, attraverso i documenti hanno effettuato il riconoscimento dei miei famigliari ed hanno consentito l’accesso alla sala morturia ad una delle mie sorelle che ha effettuato il riconoscimento. Tutto ciò non è stato mai riportato da alcun giornale, ma hanno continuato a scrivere di riconoscimento al quale sono risaliti attraverso le fedi che mio fratello aveva all’anulare e al collo con una catenina, che erano di mia madre e mio padre. Cosa totalmente inesatta.
Perchè, secondo lei, tutta la faccenda è stata, come insabbatia, lasciando aperte molteplici possibilità?
Lascia stupiti che il caso di un cadavere recuperato nel mare di Capri non sia stato ripreso da alcuna televisione ed alcun giornale di rilievo nazionale ma solamente da giornali locali o da testate nazionali per competenza locale. Molti di questi articoli erano fuorvianti o totalmente inesatti. Si sono tutti concentrati a scrivere tra il giorno 3 ed il giorno 5 settembre, tenendo prevalentemente a lasciare intendere che si fosse trattato di un suicidio. Successivamente nessuno si è più interessato all’accaduto. Si presume che l’indirizzo preso in merito al mancato risalto della notizia possa essere dipeso da eventuali danni di
immagine derivanti da quanto accaduto. Appare particolare che la morta di un costumista affermato, in una circostanza simile, e che stava lavorando su un film di Paolo Sorrentino non abbia avuto attenzioni se non solamente nei primi giorni successivi alla sua morte e in maniera estremanente limitata.
A che punto sono le indagini?
In quanto alle indagini, purtroppo, nonostante siano passati i primi 6 mesi entro cui il PM dovrà poi decidere sul da farsi, non abbiamo ricevuto alcuna informazione, nonostante il nostro penalista abbia
incontrato il PM due volte. Speriamo di poter finalmente riuscire ad avere qualche informazione in merito quanto prima.
Luca Canfora


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