LF ha incontrato il giovane attore siciliano che abbiamo apprezzato nella fiction Mediaset "Vanina - un vicequestore a Catania" di cui stasera vedremo l'epilogo finale. Talento da vendere, meticolosità, impegno e tanti sogni, lo caratterizzano, ma lui non ha mai smesso di studiare ed impegnarsi a tutto tondo.
Danilo Arena, sguardo tenebroso e profondo, ma scanzonato al contempo, fisico atletico da ballerino, attore e musicista, giovane ma con al suo attivo già molti successi ed in ogni declinazione della pura Arte.
Conosco Danilo da qualche anno, grazie ai Social, ho notato la sua caparbietà, la determinazione di arrivare là dove molti alla sua età ancora non sono arrivati... l’attore, nato e cresciuto a Catania, ma da anni trapiantato a Roma, è costantemente mosso dal desiderio di svolgere il suo lavoro ai massimi livelli. E così è stato ed è tuttora.
A sette anni, con la passione che lo anima da sempre, inizia a danzare trascorrendo le giornate ballando come autodidatta per strada la break dance, con elementi acrobatici, per poi, spinto dal fratello Giovanni, a specializzarsi nelle danze caraibiche e folkloristiche, diventando, in coppia con sua sorella Denise, più volte campione italiano nella prima disciplina.
Laureato in Arte e Mestieri dello Spettacolo proprio grazie a una borsa di studio che, a suo tempo, gli fu concessa. La “borsa” ebbe una durata di tre anni e si concluse con una tesi dal titolo Il mio cinema.
Danilo Arena possiede anche una passione per la scrittura musicale che lo ha portato a pubblicare due album ed un singolo, Cruciverba e caffè, quest'ultimo, nato durante il lockdown.
Ha debuttato in Rai con la fiction Che Dio ci aiuti 4. In seguito ha partecipato al videoclip di Ultimo I tuoi particolari, alla serie televisiva Romulus, trasmessa da Sky e, da protagonista, a Il Cacciatore 3, serie andata in onda su Rai 1. Tra i suoi film, ricordiamo le commedie Cambio tutto! e Prima che la Notte.
Ha anche preso parte al cast del film Comandante, diretto da Edoardo De Angelis, in cui ha recitato accanto a Pierfrancesco Favino.
Al momento lo stiamo apprezzando nella fiction di successo in onda su Canale 5 Vanina-un vicequestore a Catania in cui interpreta Salvo Lo Faro... e egregiamente, aggiungo. Pensate ... le sue doti di calarsi totalmente in questo ruolo, lo rendono quasi irriconoscibile... recitazione asciutta, come ama definire Danilo, ma molto intensa ed espressiva e, a tratti, autoironica... lo caratterizzano come un talento completo.
Vanina - Un vicequestore a Catania è una miniserie italiana diretta da Davide Marengo, trasmessa in prima visione su Canale 5 da Mercoledì 27 Marzo a questa sera, con l'ultima puntata, che vede protagonisti Giusy Buscemi, Giorgio Marchesi, Claudio Castrogiovanni, Corrado Fortuna, Dajana Roncione, Orlando Cinque, tratta dai romanzi della scrittrice Cristina Cassar Scalia. E appunto Danilo Arena nel ruolo di Lo Faro.
Sognatore per natura, Danilo Arena, non si è mai montato la testa... Sogna in grande, non dimenticando mai la realtà, nè di studiare intensamente, prepararsi per raggiungere gli obiettivi, tra cui, un film per il cinema da protagonista.
E noi glielo auguriamo di vero cuore!
Ma stasera... tutti incollati davanti allo schermo per questo ultimo appuntamento!
Danilo, benvenuto su LF MAGAZINE… Vorrei iniziare a parlare del successo della fiction Mediaset “Vanina, un vicequestore a Catania”, di cui questa sera andrà in onda l’ultima puntata, in cui tu, nel ruolo di Salvatore Lo Faro, ti sei calato alla perfezione talmente tanto nel personaggio, che ho stentato a riconoscerti… sei davvero bravo! Ma cosa ti lascia Salvatore?
“ Ti ringrazio veramente per i tuoi complimenti e la tua osservazione. Cosa mi lascia…? Tutto! E anche niente. Soprattutto, quello che lascia un personaggio ogni volta, è il vuoto. Quello che ho sempre portato avanti, e continuo a fare, è il trasformismo nella mia metodologia di recitazione.”
Ci sarà un seguito di ”Vanina”?
“Sarebbe un peccato se non ci fosse un seguito, visto che Vanina, un vicequestore a Catania, non si può negare che sia stato un successo. Quindi una seconda stagione e nuovi casi per il vicequestore Guarrasi non sono niente altro che il desiderio di tutti noi, pubblico compreso.”
La tua carriera artistica, però, non è iniziata da attore, bensì da musicista… tra l’altro, nel 2023 sei uscito con un tuo album “Lettere mai spedite”…
“Sì, diciamo che io ho sempre praticato Arte nella mia vita, sin da piccolo. Nel 2023, pubblico, appunto, il mio secondo album dal titolo Lettere mai spedite … è stato un viaggio introspettivo, ancora una volta, di lettere che realmente avevo scritto a penna, che non ho davvero mai spedito! Quella è stata la ragione per cui ne volli realizzare un album e delle canzoni. L’album vuole arrivare ai giorni nostri, ai suoni nostri, rispettando la composizione per chitarra e voce, e la scrittura, con carta e penna… c’è tutta una ricerca dei suoni che arrivano verso un sound elettronico, attraversando gli anni duemila per arrivare al 2023… è stato uno dei lavori più imperfetti che io abbia realizzato, ma a cui voglio bene. Accetto le cose con i loro pregi e difetti, comunque siano e comunque vadano, e Lettere mai spedite è un lavoro che racchiude il mio punto di vista su come affronto l’amore.”
… e poi ancora, la danza… sei quello che in America viene chiamato un Alla round man!
“Diciamo che ho sempre studiato nella mia vita e continuerò a farlo, cercando di formarmi nella maggior parte dei campi, che comunque è sempre uno, quello artistico. In America hanno una versione diversa delle cose, più completa. In Italia ancora non si è davvero pronti a scardinare questa cosa. In America un attore che non sa cantare e ballare, probabilmente rimane a casa senza lavoro. Vorrei essere un attore diverso quì in Italia, portare questa completezza, sia dal punto di vista recitativo che per la metodologia che metto in atto, nello stile della recitazione, che è molto asciutta, cruda, ma racchiude poi tutto quello che invece riguarda le capacità e le competenze, il ballo e il canto… Tutto. Ad ogni modo, sono un attore.”
Hai esordito in RAI con “Che Dio ci aiuti” e da lì, hai spiccato letteralmente il volo… ed è da quel momento, se non sbaglio, che sei arrivato a Roma?
“Sì, Che Dio ci aiuti, lo abbiamo girato nel 2016, poi nel 2017 girai Prima che la notte, sempre per la RAI. Il mio arrivo a Roma è stato nel 2018.”
Cosa possiedi in maniera vivida della tua sicilianità e cosa, invece, hai acquisito della romanità?
“Della mia sicilianità ovviamente ho i principi, i valori, la famiglia, il rispetto per il prossimo, l’amore e il rispetto, soprattutto, per il mestiere che faccio… il Credo, perché credo fortemente in Dio e nella missione che mi è stata da Lui affidata. Quindi è questo che mi porto e che ho di siciliano. Di Roma, tantissime cose belle, perché questa è la città, e farei peccato a dire il contrario, dei miei sogni, che ha fatto sì che questi si realizzassero... mi sono sempre sentito quasi perso a Roma, perché è così grande anche nei suoi monumenti … ma mi sono sempre sentito, comunque, nel posto giusto al momento giusto… grande, come le cose che vorrei fare nella mia vita, quindi questo mi ha fatto sempre pensare di essere nel luogo giusto. E poi… la Carbonara, l’Amatriciana… (sorride n.d.r.) una volta a settimana mangio sempre una Carbonara.”
Progetti futuri?
“Il 18 Maggio prossimo a Catania, farò il mio primo concerto dal titolo Finalmente qui, in cui canterò i brani di entrambi gli album che ho pubblicato, incontrerò la mia gente ... Non vedo l’ora!”
Concludendo?
“Grazie a te! Sono contento di questa chiacchierata… e stasera… ci siamo…!”
Intervista realizzata da Marlene Loredana Filoni


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