MADMATT: " 'Generazione XXX' è un invito a non perdere i propri valori per inseguire mere ambizioni."

MADMATT: " 'Generazione XXX' è un invito a non perdere i propri valori per inseguire mere ambizioni."

LF ha incontrato il giovane cantautore e chitarrista Milanese in occasione dell'uscita del suo Ep "Generazione XXX", nato da un'attenta osservazione del mondo circostante narrato attraverso la sua musica.

MADMATT è il nome d'arte del giovane artista milanese Matteo Stefanini Fedele nato il 18 Maggio del 1997.

Matteo inizia a snocciolare le note del pentagramma sin da bambino per sviluppare questa passione in età adolescenziale. Potrebbe apparire, date le sue peculiarità, un figlio d'arte, ma non è così, Matteo si distingue, musicalmente parlando, con un dono tutto suo.

Amo molto i giovani, chi mi segue lo sa... scoprire nuovi talenti, carpirne l'originalità e la bravura... e trovo che Matteo sia particolarmente qualificato per emergere nell'Olimpo musicale. Quello che mi ha colpita, oltre alle sonorità ed ai ritmi rockeggianti, è la sua maturità, sia musicale che di modi di vedere e percepire il mondo. Durante questa intervista, ho colto degli aspetti di Matteo, molto maturi, da persona che ha già trovato un suo equilibrio, un posto nel mondo.

MADMATT ci ha parlato del suo nuovo Ep, "Generazione XXX", e dei tre brani ivi inclusi che raccontano del mondo odierno, quello giovanile, sempre troppo di fretta, intento all'apparire a tutti i costi che all'essere, al mostrarsi sui Social in ogni momento della giornata, impedendo di godere in pieno di un viaggio, di una serata, di un concerto. Matteo si prende una pausa da tutto questo, assaporando il mondo e le sue realtà... godendosi la strada... e lo fa con il mezzo a lui più congeniale: la musica.

Musica che diviene il trait d'uniòn tra realtà e fantasia, audacia e riflessione, ribellione ai dictat che questa società superficiale, dai contenuti vuoti, vorrebbe imporre.

Un artista originale, piacevolissimo da ascoltare con tante cose da dire...

 

Matteo, benvenuto su LF MAGAZINE. Intanto mi piacerebbe sapere da dove nasce il nome d'arte MADMATT?

MADMATT è un insieme di passioni e coincidenze. Dal punto di vista cinematografico cita Mad Max, mentre da quello letterario il personaggio Mad Hatter, per noi Cappellaio Matto, di Alice in Wonderland di Lewis Carroll, opera che amo e alla quale faccio spesso riferimento. Le altre ragioni, dovrete scusarmi, ma per il momento restano un mio piccolo segreto!

 

Sei un bravo chitarrista, oltre che cantautore... a che età hai iniziato con la musica?

Vi ringrazio. Ho iniziato a suonare il pianoforte verso la fine della scuola elementare, per poi passare alla chitarra elettrica a 12 anni.

 

Sei uscito con un nuovo progetto "Generazione XXX" in cui scavi a fondo nell'animo dei giovani, del loro modo di percepire la vita, ma soprattutto del mondo digitale e tutto ciò che ne deriva...

“Generazione XXX” è un monito riguardo al mondo che osservo, narrato attraverso la mia penna e la mia chitarra. È un invito a combattere il conformismo e a non perdere i propri valori lungo la strada delle proprie ambizioni.

 

Attraverso le tre potenti tracce, "Stai Zitto", "Onlyfans" e "Mondo Matto", dipingi il ritratto di una generazione intrappolata tra le promesse non mantenute della tecnologia e la ricerca di un'autenticità sempre più sfuggente... Ce le racconti?

“Stai Zitto” e “Onlyfans” sono due schiaffi sonori. Sono la scomoda verità che ci pone a fare i conti con noi stessi. “Stai Zitto” è un inno ad alzare la propria voce in un mondo che ci cuce la bocca, mentre “Onlyfans” è il monito manifesto del progetto. “Mondo Matto” conclude con una nota dolce, con la consapevolezza che anche in questo mondo blu si può trovare la motivazione per percorrere la propria strada.

 

Ho ascoltato i brani ed oltre che constatare che sei un bravo musicista, riesci ad amalgamare generi diversi, in perfetto equilibrio tra loro e con la tua voce...

Vi ringrazio nuovamente. Devo ringraziare anche Andrea Moschetti, produttore che ha creduto nel mio progetto e si è immerso nella mia arte per valorizzarmi come scrittore e musicista. Per quanto concerne il genere musicale, la diversità è una caratteristica che abbraccio nell'arte come nella vita. Non mi identifico in un genere definito, pur avendo un'anima rock. Questo progetto dà priorità alla scrittura. La musica è un'arte che valorizza e amplifica il messaggio, per questo dev'essere coerente con il testo e raramente risulta uguale nella mia musica.

 

Ricollegandomi alle tematiche delle tue canzoni, le generazioni precedenti consideravano i social uno spazio su cui portare un pezzo della propria realtà, solitamente edificante. Un viaggio, una novità a livello sentimentale o lavorativo... erano una sorta di vetrina dove far confluire la parte migliore della propria esistenza, dal reale al virtuale. Invece adesso è come se fosse cambiata la direzione: i giovanissimi cercano di trasporre quello che vivono nel virtuale, nel reale... Cosa ne pensi di tutto questo?

Il mondo virtuale dona infinite opportunità e ci permette d'accedere a esperienze che la nostra società non permette, perché ferma nel passato, mentre Internet corre. Dunque accade che i giovani decidano di adottare questa realtà virtuale e creare un proprio avatar: una versione ideale della propria persona. Tuttavia, il personaggio sta prendendo il sopravvento su tante persone. I giovani mostrano ciò che vorrebbero essere o ciò che la società vorrebbe vedere in loro, invece che prendere una posizione e far valere la propria voce e personalità. Ed è ciò che intendo combattere con questo EP. 

 

Come arginare gli effetti negativi di questo fenomeno?

Sarebbe necessaria un'istruzione digitale ad oggi totalmente assente, riguardo vantaggi e pericoli dei social e delle piattaforme. La consapevolezza è la più importante difesa per le nostre decisioni, talvolta irreversibili. Sarebbe altrettanto importante credere nelle individualità dei giovani sia da parte dei genitori sia da quella delle istituzioni.

 

Non credi che ci sia una perdita delle emozioni? È più la voglia di farsi scatti per far sapere dove si è e cosa si fa, che la voglia di godersi un momento, uno spettacolo o una serata in discoteca...

Assolutamente sì. Io stesso vivo ogni esperienza molto più intensamente da quando non alzo più un telefono ai concerti o a malapena scatto le foto durante i viaggi. La mente diventa una galleria personale e la parola il mezzo tramite il quale condividere le proprie avventure. 

 

Tu, come ti definiresti invece?

Sono molto sensibile, per questo cerco i piccoli momenti e i frammenti di quotidianità nascosti dalla frenesia. Sono cultura per l'anima e mi accrescono come persona ed essere umano. Naturalmente, non disprezzo un po' di caos, ogni tanto, soprattutto se in compagnia. Ci vuole equilibrio.

 

Che tipo di musica ti piace, e ce n'è una in particolare che ha influenzato il tuo percorso artistico?

Da bambino ascoltavo i Queen a ripetizione e cantautori esteri come Cat Stevens e John Denver, artisti che amo ancora oggi. Crescendo ho scoperto la corrente punk, il grunge dei primi anni '90 e la musica rock anni '70. Questa fascia adolescenziale, in particolare, ha formato la mia spina dorsale musicale. Ad oggi ascolto qualunque cosa, sia nostrana sia estera, per rimanere aggiornato sui giovani artisti e completarmi come appassionato e artista. 

 

Secondo te come è cambiato il panorama musicale italiano negli ultimi decenni? Pensi sia necessario riscoprire la musica del passato per fare buona musica nel futuro?

Le radici sono fondamentali. Vale per qualunque ambito artistico. La musica italiana è un patrimonio culturale riconosciuto in tutto il mondo e va ricordato e insegnato. Ad ogni modo, è altrettanto importante evolversi per poter comunicare con efficienza alle generazioni correnti. Sono contento che la musica italiana si stia finalmente muovendo verso un panorama più giovane.

 

Se potessi collaborare con un musicista, del presente o del passato, chi sceglieresti?

Purtroppo, essendo nato a fine anni '90, quasi tutti i miei artisti preferiti del passato non suonano più su questa Terra. Avrei voluto assistere a una performance di Elvis, scrivere pensieri e poesie con Cobain, conoscere Prince, Van Halen, Hendrix, BB King e Mercury. I nomi sono tanti. Battisti, tra i nostri artisti. Sul panorama moderno e italiano, ritengo che il percorso artistico di Achille Lauro sia affascinante, fuori dal comune. Vorrei collaborare con lui. Sono sicuro che le nostre poesie suonerebbero in perfetta armonia.

 

Progetti futuri?

Presentarmi al Bel Paese con questo EP come messaggio introduttivo della mia persona e arte, per poi viaggiare e trovare me stesso, così da creare nuova musica.

 

Concludendo?

Un forte abbraccio ai lettori di LF Magazine e invitiamo tutti ad ascoltare Generazione XXX sulle piattaforme streaming e a seguirmi sui social per condividere questa meravigliosa passione!

 

Biografia
MADMATT, al secolo Matteo Stefanini Fedele, è un cantautore italiano nato a Milano il 18 Maggio 1997. Unico musicista di famiglia, mostra interesse per il canto fin da giovanissima età, per poi sviluppare la sua passione durante l'adolescenza, imparando a suonare il pianoforte e la chitarra elettrica. Nel 2022 pubblica il suo primo EP indipendente intitolato “FREE FALL”, nel quale interpreta la sua storia attraverso il prisma narrativo di Lucifero.
Nel 2024 registra e rilascia il suo secondo EP, “GENERAZIONE XXX”, un inno di ribellione generazionale che racconta gli eccessi, le dicotomie e i contrasti della Gen. Z.
Innovativo, audace e riflessivo, MADMATT incanala le sue esperienze, osservazioni e la sua critica sociale in opere che non solo intrattengono, ma invitano ad aprire menti e cuori sollecitando ad un cambiamento per un futuro migliore. La sua musica diventa così un ponte tra realtà e idealismo, offrendo una voce a chi, in questa era digitale, cerca di definire la propria identità tra le sfide, le complessità e le divergenze dell’epoca moderna.

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Ufficio Stampa Elisa Serrani
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